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Credem, i conti dei primi nove mesi del 2020

di Edoardo Fagnani 6 nov 2020 ore 07:31 Le news sul tuo Smartphone

credem_5Il Credem ha comunicato i risultati economici e finanziari dei primi nove mesi del 2020.

L’istituto ha terminato il periodo in esame con un utile netto di 139,22 milioni di euro, in contrazione dell’11,4% rispetto ai 157,74 milioni contabilizzati nei primi tre trimestri dello scorso anno, in conseguenza a maggiori rettifiche su crediti dovute al Covid-19 e a contributi ai fondi a supporto della gestione delle banche in difficoltà. L’utile netto normalizzato dalle maggiori rettifiche su crediti ha raggiunto i 165,8 milioni, in crescita del 5,1%.

In calo anche il risultato di gestione finanziaria e assicurativa, che è sceso da 844,38 milioni a 795,78 milioni di euro.

Il margine di intermediazione è cresciuto dello 0,7%, passando da 888 milioni a 895 milioni di euro, nonostante la contrazione delle commissioni nette (-0,9% a 424,4 milioni).

 

A fine settembre 2020 gli impieghi alla clientela ammontavano a 28,1 miliardi di euro (+10,9% a/a), mentre i crediti problematici totali netti erano pari a 473,4 milioni di euro, in calo dell’8,9% rispetto a 519,7 milioni di euro alla fine di settembre 2019. I crediti problematici totali lordi ammontavano invece a 979 milioni di euro, in calo del 12,1% rispetto agli 1,11 miliardi a fine settembre 2019. La percentuale di copertura dei crediti problematici totali lordi era del 51,6% (53,3% a settembre 2019).

Alla stessa data le sofferenze nette su impieghi netti erano pari allo 0,55%; la percentuale di copertura delle sofferenze era del 70,4%.

Sempre a fine settembre 2020 il Common Equity Tier 1 si era attestato al 13,9%, ampiamente sopra al valore minimo assegnato per il 2020 e pari al 7,56%.

 

Il management del Credem ha segnalato che nel medio periodo sono confermate le principali linee guida della gestione.

In particolare saranno mantenuti significativi ritmi di sviluppo commerciale della raccolta e, in particolare, del comparto gestito, affiancati dall’ulteriore potenziamento del comparto assicurativo. Proseguirà la crescita del portafoglio creditizio, stante la necessaria attenzione al contesto attuale, e la revisione, orientata su omnicanalità e digitalizzazione, del modello di servizio oltre al potenziamento distributivo e produttivo del Wealth Management.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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