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BancoBPM, i numeri del primo semestre 2018

I vertici del BancoBPM hanno segnalato che la gestione ordinaria nel corso dei prossimi trimestri resterà improntata al recupero di redditività.

di Edoardo Fagnani 3 ago 2018 ore 18:02

Il BancoBPM, l’istituto nato dall’aggregazione tra il Banco Popolare e la Popolare di Milano, ha comunicato i risultati del primo semestre del 2018, chiuso con un utile netto di 353 milioni di euro, rispetto ai 3,17 miliardi dei primi sei mesi del 2017; il dato dello scorso anno comprendeva una voce straordinaria di 3,08 miliardi di euro, relativa alla fusione tra i due istituti. Al netto di questa voce il risultato finale sarebbe cresciuto del 274%.

Il risultato della gestione operativa è salito da 851,86 milioni a 1,06 miliardi di euro (+24%), mentre i proventi operativi sono aumentati del 6,1% a 2,45 miliardi di euro, grazie all’aumento del margine di interesse (+11,4%).

 

banco-bpm-logoA fine giugno gli impieghi netti alla clientela ammontavano a 106,7 miliardi di euro, in calo di un miliardo rispetto al dato del 31 dicembre 2017 per effetto delle cessioni di NPL realizzate con il progetto Exodus e delle rettifiche IFRS 9 apportate principalmente ai crediti deteriorati. A

lla stessa data i crediti deteriorati ammontavano a 9,5 miliardi di euro, in diminuzione del 27,1% rispetto al valore di inizio anno. La riduzione dell’aggregato deriva dalla cessione realizzata nell’ambito del progetto Exodus per 2,1 miliardi, dall’applicazione dell’IFRS 9 che ha consentito di apportare ulteriori rettifiche su sofferenze per 1,2 miliardi e dalla prosecuzione dell’importante attività di work out. L’indice di copertura dell’intero aggregato dei crediti deteriorati si attestava al 51,2%, in crescita rispetto al 48,8% del 31 dicembre 2017.

 

Sempre a fine giugno il Common Equity Tier 1 ratio (CET1 ratio phased in) era pari al 12,9% rispetto al 12,4% del 31 dicembre 2017. L’incremento è imputabile alla riduzione delle attività ponderate per il rischio principalmente conseguente all’autorizzazione ottenuta dalla BCE, con decorrenza dal 31 marzo 2018, all’estensione dell’utilizzo dei modelli interni per la misurazione del rischio di credito alle esposizioni della controllata BPM.

Alla stessa data i fondi propri dell'istituto, inclusivi dell’utile in corso di formazione alla medesima data, ammontavano a 10,61 miliardi di euro.

 

I vertici del BancoBPM hanno segnalato che la gestione ordinaria nel corso dei prossimi trimestri resterà improntata al recupero di redditività, che trarrà vantaggio dagli effetti sinergici derivanti dalla fusione. Inoltre, l’andamento dei proventi, pur permanendo pressioni competitive sulla marginalità, potrà beneficiare dell’accelerazione dei volumi di impiego, di un ulteriore contenimento del costo medio della raccolta.

I vertici del BancoBPM hanno ribadito che i livelli di copertura dei crediti deteriorati si manterranno elevati, e la riduzione degli stock proseguirà sia attraverso il workout interno che attraverso l’implementazione delle azioni previste nel piano di derisking.

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