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Comunicato stampa Parmalat - I conti al 30 settembre 2003

di La redazione di Soldionline 14 nov 2003 ore 16:57 Le news sul tuo Smartphone
Parmalat Finanziaria primi nove mesi 2003:
- crescita interna a valore + 4,1% (positiva anche nel terzo trimestre)
- miglioramento del margine EBITDA al 12,4% e del margine EBIT all’8,3%
- pronto il secondo rapporto ambientale

Il Consiglio di Amministrazione riunitosi oggi, sotto la presidenza del Cav. Lav. Calisto Tanzi, ha esaminato la relazione sull’andamento della gestione del terzo trimestre dell’esercizio 2003 (periodo 1° luglio - 30 settembre).

Commento ai dati economici dei primi nove mesi dell’esercizio 2003
Nei primi nove mesi dell’esercizio il Gruppo Parmalat ha realizzato un fatturato consolidato di 5.263 milioni di euro rispetto ai 5.663 milioni dei primi nove mesi dell’esercizio 2002 (-7,1%).

Sull’andamento del fatturato ha inciso positivamente la crescita interna a valore del 4,1% mentre ha influito negativamente (-11,2%) l’andamento di quasi tutte le valute di operatività del Gruppo rispetto all'euro.


Il cambio medio delle principali valute di operatività del Gruppo nei primi nove mesi dell'esercizio 2003 ha infatti registrato, rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente, il seguente deprezzamento verso l’euro:

- Bolivar venezuelano - 43,5%
- Dollaro australiano - 2,6%
- Dollaro canadese - 8,4%
- Dollaro statunitense - 16,6%
- Peso Argentina - 15,8%
- Peso colombiano - 30,9%
- Real brasiliano - 28,6%
- Sterlina Gran Bretagna - 9,3%

La crescita interna in volumi nei primi nove mesi dell’esercizio è stata pari all’1,7% (1,1% nei primi sei mesi dell’esercizio) rispetto al 2,5% del corrispondente periodo dell’esercizio precedente.

Il fatturato nei primi nove mesi dell’esercizio è stato realizzato per il 37,5% in Europa (34,2% nei primi nove mesi dell’esercizio precedente), per il 33,1% in Nord e Centro America (35,0%), per il 19,7% in Sud America (22,2%) e per il 9,7% in altre aree geografiche (8,6%).

Il margine operativo lordo è ammontato a 650,5 milioni di euro con una diminuzione del 5,7% rispetto ai 689,9 milioni dei primi nove mesi dell’esercizio precedente. Il rapporto tra il margine operativo lordo ed il fatturato si attesta al 12,4%, rispetto al 12,2% del corrispondente periodo dell’esercizio precedente e al 12,3% dell’intero esercizio 2002.

Il margine operativo netto è ammontato a 438,8 milioni di euro con una diminuzione del 3,2% rispetto ai 453,4 milioni dei primi nove mesi dell’esercizio precedente. Il rapporto tra il margine operativo netto ed il fatturato si attesta all’8,3% rispetto all’8% del corrispondente periodo dell’esercizio precedente e all’8,1% dell’intero esercizio 2002.

Gli ammortamenti e le svalutazioni delle immobilizzazioni hanno inciso sul fatturato dei primi nove mesi dell’esercizio per il 4% rispetto al 4,2% dell’analogo periodo dell’esercizio precedente e dell’intero esercizio 2002. Nella determinazione degli ammortamenti sono stati applicati i medesimi criteri e le medesime aliquote utilizzate per la redazione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2002 e della relazione trimestrale del corrispondente periodo dell’anno precedente.

Il Gruppo nei primi nove mesi dell’esercizio ha operato, come nel precedente esercizio, in 30 paesi, avvalendosi in media di n. 34.835 dipendenti, contro una media di n. 37.668 dipendenti utilizzati nel corso del corrispondente periodo dell’esercizio precedente.

Gli oneri finanziari complessivi dei primi nove mesi dell’esercizio, al netto dei proventi finanziari e comprensivi delle differenze cambio, sono ammontati a 121,7 milioni di euro, contro 103,9 milioni di oneri finanziari netti del corrispondente periodo dell'esercizio precedente.

L’incremento di 17,8 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi dell’esercizio precedente è dovuto ad una diversa imputazione a conto economico dell’effetto delle differenze cambio passive non ancora realizzate rilevate sulla valuta brasiliana.

Va infatti ricordato che nella trimestrale al 30 settembre 2002 differenze cambio passive, pari a 26,1 milioni di euro, che non erano state ancora realizzate ma derivavano dalla puntuale rilevazione del cambio alla data del 30 settembre 2002, erano state appostate tra gli oneri straordinari. Tale scelta, come precisato nella Relazione trimestrale al 30 settembre 2002, era stata motivata dall’anomalo andamento della valuta brasiliana, dovuto all’incertezza manifestatasi per effetto delle elezioni presidenziali, e dalla presunzione che tali minusvalenze potevano essere riassorbite entro la fine dell’esercizio per effetto della stabilizzazione del cambio della valuta sudamericana per il venire meno delle incertezze legate alla soluzione della vicenda elettorale.

L’incidenza degli oneri finanziari netti sul fatturato, escluse le differenze cambio, è rimasta costante intorno all’1,5% come nell’esercizio 2002.

Commento ai dati economici del terzo trimestre dell’esercizio 2003
Nel terzo trimestre dell’esercizio 2003 è stato realizzato un fatturato consolidato di 1.838 milioni di euro rispetto ai 1.806 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. La crescita dei volumi di vendita nel corso del terzo trimestre dell’esercizio è stata del 2,8% rispetto all’1,1% registrata nel 1° semestre dell’anno Il margine operativo lordo nel terzo trimestre dell’esercizio 2003 è ammontato a 237,6 milioni di euro, rispetto ai 220,2 milioni del terzo trimestre dell’esercizio precedente, mentre il margine operativo netto è ammontato a 168,9 milioni di euro rispetto ai 156,7 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente.

Il rapporto tra il margine operativo lordo, pari a 237,6 milioni di euro, ed il fatturato si attesta al 12,9%, rispetto al 12,2% del terzo trimestre dell’esercizio precedente e al 12,3% dell’intero esercizio 2002. Il rapporto tra il margine operativo netto, ammontato a 168,9 milioni di euro, ed il fatturato si attesta al 9,2%, rispetto all’8,7% del terzo trimestre dell’esercizio 2002 e all’8,1% dell’intero esercizio precedente.

L’incremento del fatturato e dei margini operativi è dovuto alla favorevole congiuntura legata a prodotti a consumo stagionale, ad elevato valore aggiunto, come i succhi di frutta e altre bevande, oltre che alla diversa incidenza delle valute riferite al trimestre in esame.

Per quanto riguarda l’incremento degli oneri finanziari rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente, rimandiamo a quanto già esposto nel precedente paragrafo concernente il commento dei primi nove mesi dell’esercizio 2003 relativamente alla diversa imputazione nel conto economico del corrispondente periodo dell’esercizio precedente, dell’effetto delle differenze cambio passive non ancora realizzate rilevate sulla valuta brasiliana.

Commento alla posizione finanziaria
L’entità del debito finanziario netto è passata da 1.810 milioni di euro al 30 giugno 2003 a 1.819 milioni al 30 settembre 2003 (1.862 milioni di euro al 31 dicembre 2002). Il cash-flow generato dalla gestione è stato utilizzato in parte a copertura del fabbisogno finanziario determinato dagli investimenti tecnici e dalle necessità di capitale circolante.

Va precisato che l’aumento del totale dei debiti finanziari lordi (da 5.347 milioni di euro al 30 giugno 2003 a 6.040 milioni al 30 settembre 2003) e l’aumento delle disponibilità (da 3.537 milioni a 4.221 milioni) è dovuta alle operazioni di emissione di bonds, descritti più dettagliatamente nel successivo paragrafo “Fatti più significativi del terzo trimestre”, ed i cui proventi finanziari al 30 settembre 2003 erano stati utilizzati solo in parte.

I prestiti obbligazionari emessi da imprese controllate in scadenza nel 2003 e nel 2004 per un ammontare complessivo di 550 milioni di €uro sono stati in parte riacquistati, per un ammontare di nominali 360 milioni, da un’altra impresa inclusa nell’area di consolidamento.

Pertanto, alla data del 30 settembre 2003, i mezzi finanziari necessari al Gruppo Parmalat per far fronte ai rimborsi dei prestiti da onorare entro il 31 dicembre 2004 ammontano a 190 milioni di €uro. A questo ammontare si potrebbe aggiungere l’importo di 246,4 milioni di €uro, maggiorato del relativo rendimento, nell’eventualità che tutti i portatori delle obbligazioni Parmalat Soparfi SA equity linked bonds 2002/2022 esercitino, come consentito dal relativo regolamento, la richiesta di rimborso anticipato nel mese di dicembre 2004.

Per quanto riguarda gli impegni finanziari in scadenza nel breve periodo, va ricordato che il Gruppo Parmalat potrebbe essere tenuto, qualora entro la fine del 2003 non venisse attuata la programmata quotazione della controllata brasiliana Parmalat Empreendimentos e Administracao Ltda, ad acquistare, con un investimento di circa 400 milioni di dollari statunitensi, il 18,18% della stessa Parmalat Empreendimentos e Administracao Ltda di proprietà di investitori nord-americani. Allo stato attuale riteniamo improbabile effettuare nei termini programmati la quotazione della Parmalat Empreendimentos e Administracao Ltda e, pertanto, Parmalat sarà tenuta, se non verranno rinegoziate le condizioni con gli investitori nord-americani, ad adempiere all'impegno di acquisto della quota di minoranza della società brasiliana.

I prestiti obbligazionari in scadenza entro il 2004 e gli impegni finanziari sopra descritti troveranno copertura tramite l’utilizzo della liquidità.

Si precisa che sono iscritti nelle attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni, per 61 milioni di euro, titoli subordinati acquistati e/o sottoscritti a fronte di determinate operazioni di finanziamento.

Le obbligazioni iscritte nell’attivo circolante, per 1.577 milioni di euro, hanno tutte rating minimo singola A ad eccezione dell’investimento in titoli Sires Star, sottoscritti nell’ambito di una operazione finanziaria con una primaria istituzione bancaria internazionale, per un ammontare di 34,2 milioni con scadenza nel dicembre 2017.

Il pagamento degli interessi del titolo Sires Star è garantito da una primaria istituzione bancaria internazionale tramite uno swap agreement che garantisce un rendimento fisso. Inoltre, in caso di mancato rimborso della quota capitale da parte dell’emittente, Parmalat ha un diritto di “call” nei confronti della stessa primaria istituzione bancaria che deve trasferire a Parmalat un ammontare corrispondente di titoli emessi da Società del Gruppo Parmalat.

I titoli iscritti nell’attivo circolante comprendono, per 496,5 milioni di euro, le quote nel fondo comune di investimento estero Epicurum, costituito a fine settembre 2002, iscritte ad un valore pari al costo di sottoscrizione, dunque riconducibile al costo sostenuto alla data di riferimento. Il fondo in questione, che investe in strumenti finanziari quotati, strumenti finanziari non quotati, strumenti finanziari derivati e quote di fondi, produrrà la prima situazione patrimoniale al 31 dicembre 2003, termine del primo pieno esercizio, in conformità alla legislazione e ai principi contabili allo stesso applicabili e alle disposizioni regolamentari e statutarie cui lo stesso è soggetto. L’investimento è stato effettuato ai fini della attribuzione a gestori professionali di una parte della liquidità del Gruppo, anche in funzione di un rendimento atteso superiore alla media dei rendimenti dei titoli attualmente in portafoglio; la durata prospettica dell’investimento è di breve periodo, ma comunque determinabile in funzione del rendimento realizzato e/o prospettico.

Il fondo Epicurum, in relazione a e a seguito di taluni articoli di stampa e comunicati di varia fonte, in data 12 novembre ha espresso la raccomandazione, per evitare reciproci danni, che la Parmalat voglia aderire alla richiesta di liquidare il proprio investimento nel fondo.

A ragione di detta richiesta Parmalat ha ritenuto di accogliere la raccomandazione di liquidazione della propria quota di partecipazione nel Fondo, liquidazione che avrà luogo nei termini e alle condizioni delle disposizioni statutarie del fondo; l’importo stimato che il fondo liquiderà sarà di circa 600 milioni di US$ e la liquidazione avverrà entro 15 giorni.

Una impresa inclusa nell’area di consolidamento ha stipulato con il Fondo Epicurum, nel mese di marzo del corrente esercizio, un contratto di swap valutario, con riferimento ad un importo nozionale di 850 milioni di euro, con le quali le parti si sono impegnate a liquidarsi trimestralmente, fino al 2007, le differenze cambio maturate tra il dollaro statunitense e l’euro rispetto ad un cambio iniziale concordato. Tale contratto è stato stipulato, in considerazione della particolare volatilità registrata nei rapporti di cambio USD/Euro, a copertura del rischio cambio sugli investimenti del Gruppo Parmalat in essere nell’“area dollaro”.

In considerazione dei recenti accadimenti, non escludiamo l’estinzione anticipata o la rinegoziazione di tale contratto stipulato con il Fondo Epicurum.

L’ammontare delle promissory notes iscritte nell’attivo circolante, è passato da 1.052 milioni di euro al 31 dicembre 2002 a 572 milioni al 30 settembre 2003. I suddetti titoli sono legati ad operazioni finanziarie volte allo sviluppo commerciale ed industriale del gruppo in certi paesi. La maggior parte delle Promissory Notes sono garantite da primari istituti di credito.

La classificazione delle attività sopra descritte nell’attivo non immobilizzato è stata effettuata in considerazione della esigibilità e liquidabilità di tali titoli nel breve periodo. Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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