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Comunicato Milano Logistica

di La redazione di Soldionline 26 gen 2007 ore 15:15 Le news sul tuo Smartphone
PROCEDIMENTO DECENNALE RISOLTOSI CON UN’ ASSOLUZIONE PIENA HA PRIVATO LA LOMBARDIA DELL’INTERPORTO DI LACCHIARELLA

Milano, 26 gennaio 2007 - In data 25 gennaio 2007 la sezione X del Tribunale di Milano, (Presidente dott. Paolo Picara) ha chiuso un procedimento iniziato nel dicembre del 1996 avente ad oggetto l’Interporto di Lacchiarella, un’infrastruttura essenziale per il trasporto intermodale delle merci che doveva essere ubicata nel Sud di Milano.

L’inchiesta era stata originata da un esposto di un consigliere provinciale del gruppo dei Verdi (Enrico Fedrighini, ora consigliere comunale del Comune di Milano) e dell’assessore provinciale del medesimo gruppo (Renato Aquilani).

Sono stati assolti dalle accuse di abuso d’ufficio e falsi in atto pubblico tutti e quattro gli imputati l’allora assessore ai Trasporti Giorgio Pozzi, il suo direttore generale Mario Rossetti e due esponenti della società Interporti Milano Sud S.p.A., l’amministratore delegato Enrico Manicardi e l’allora consulente Arturo Zennaro.

Arturo Zennaro, ora amministratore delegato di Milano Logistica S.p.A., aveva comunque rinunciato al beneficio della prescrizione per affermare la propria innocenza e testimoniare lo spreco di risorse pubbliche per un processo che ha visto cadere una ad una tutte le accuse.

“L’indagine ha determinato il blocco e la cancellazione dell’Interporto di Lacchiarella dalla Programmazione Nazionale e Regionale degli Interporti, con una perdita di un contributo pubblico di 65 miliardi e di una infrastruttura intermodale (capace di trasferire il traffico merci dalla strada alla rotaia) di ben cinquecento miliardi” - ha dichiarato Arturo Zennaro. “La Lombardia è così l’unica Regione d’Italia che, pur producendo il 25% del traffico merci su strada, è priva di Interporti. Ancora oggi, in tutte le sedi di programmazione nazionale, regionale e provinciale in materia di trasporti viene sottolineata la totale inadeguatezza della rete intermodale lombarda, di cui l’Interporto di Lacchiarella avrebbe costituito l’infrastruttura centrale”.

Arturo Zennaro, attuale amministratore delegato di Milano Logistica S.p.A., auspica che i cittadini e gli imprenditori lombardi possano essere risarciti quanto prima dello “scippo” in allora subito e che anche la Regione Lombardia possa disporre di un’infrastruttura a forte valenza ecologica (un interporto o nuovi terminal intermodali) che tutte le altre regioni italiane hanno già realizzato da circa un decennio.

ULTERIORI DETTAGLI SULL’INDAGINE

Il procedimento iniziato nel dicembre 1996 ha coinvolto gli amministratori sia di parte pubblica che privata della società Interporti Milano Sud S.p.A. (società mista a prevalenza pubblica) e ipotizzava reati gravissimi quali corruzione, falso in bilancio, malversazione verso lo Stato, ecc.

Sei mesi più tardi, nel giugno del 1997, l’indagine si articolava in un nuovo filone avente ad oggetto la correttezza di una deliberazione regionale del dicembre 1995 con la quale veniva liquidato un contributo statale di 2,5 miliardi di lire già assegnato a Interporti Milano Sud S.p.A. nel 1993, quale contributo iniziale per l’avvio dell’Interporto.

In questo secondo filone di indagine furono coinvolti l’allora assessore ai Trasporti, Giorgio Pozzi (difeso dagli avv.ti Luigi Vanni e Roberto Fusco), il suo direttore generale Mario Rossetti (difeso dall’avv. Ivano Chiesa) e due esponenti della società Interporti Milano Sud S.p.A., l’amministratore delegato Enrico Manicardi (difeso dagli avv.ti Alberto Moro Visconti, Romano Corsi e Enrico De Castiglione) e l’allora consulente Arturo Zennaro (difeso dagli avv.ti Alessandro Pistochini e Lorenzo Crippa), tutti accusati di abuso d’ufficio e falsi in atto pubblico in relazione alla delibera regionale citata del 1995.

La prima parte dell’indagine, con le accuse più gravi, è stata archiviata all’inizio del 2005 su richiesta dello stesso pubblico ministero Claudio Gittardi.
La seconda parte dell’indagine, anche se già prescritta, è stata condotta sino al termine con l’assoluzione piena di tutti gli imputati “perché il fatto non sussiste”. Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.