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Carige: ok a piano, bond subordinato e cessione sofferenze

Il board di Banca Carige ha tracciato le linee guida del nuovo piano a seguito dell'approvazione del Capital Conservation Plan. Al via un bond subordinato e una cartolarizzazione di npl

di Mauro Introzzi 30 nov 2018 ore 08:12

banca-carige-logoNovità rilevanti per Banca Carige. Nelle scorse ore il board dell’istituto ligure ha tracciato le linee guida del nuovo piano industriale a seguito del Capital Conservation Plan approvato nei giorni scorsi. Al via un bond subordinato e una cartolarizzazione di npl. Ecco tutte le principali decisioni dei vertici della banca.

 

PIANO INDUSTRIALE CARIGE

Il cda di Banca Carige ha fissato i paletti del piano industriale, la cui approvazione è prevista nel primo trimestre 2019. La strategia dell’istituto punta a snellire la propria struttura, recuperare quota di mercato nei segmenti principali d’attività, accelerare il derisking con la riduzione dei credit non performanti, utilizzare in modo più efficiente il capitale e ottimizzare la struttura di raccolta fondi.

In concordanza con le indicazioni ricevute dalla Banca Centrale Europea lo scorso 14 settembre – che suggerì di valutare tutte le opzioni strategiche inclusa l’aggregazione – Banca Carige ha dichiarato che condurrà “un’analisi dei principali effetti che una possibile aggregazione/alleanza con un altro operatore di mercato potrebbe generare”.

 

AGGIORNAMENTO DEL CAPITAL CONSERVATION PLAN

La banca avvisa che l’aggiornamento del Capital Conservation Plan ha mantenuto l’originario orizzonte temporale del giugno 2019, che verrà esteso a dicembre 2021 con l’approvazione del nuovo piano industriale.

La banca ha così aggiornato sugli impatti derivanti dalle operazioni straordinarie già realizzate o programmate entro la fine del 2018.

  • l’emissione del prestito subordinato Tier 2 per un importo compreso tra 320 ed 400 milioni entro il mese di novembre 2018, che farà da “ponte” all’aumento di capitale fino a 400 milioni previsto entro il mese di aprile 2019;
  • la cessione del portafoglio crediti classificati Unlikely to Pay di valore lordo pari a 366 milioni alla data di cut-off, il cui closing è avvenuto in data 9 novembre 2018;
  • la cessione di un portafoglio di crediti in sofferenza per un valore lordo pari a circa 0,9 miliardi mediante cartolarizzazione assistita da GACS.

 

Relativamente al 2019, anche nell’ipotesi conservativa che l’intera crescita del Capital Conservation Buffer normativamente prevista (+0,625% vs 2018) venga riflessa nei target SREP assegnati alla banca, il completamento dell’operazione di rafforzamento mediante l’aumento da 400 milioni (in sostituzione del prestito subordinato) consentirà il rispetto dei requisiti.

L’evoluzione dei ratio patrimoniali delineati non subirà alcun impatto materiale in relazione alla cessione di Creditis sulla quale pende un contenzioso tra le parti.

 

CARIGE, IL BOND SUBORDINATO

Il cda ha approvato i termini e le condizioni per l’emissione del prestito subordinato Tier2 per massimi 400 milioni di euro, il cui collocamento avverrà a partire dal 30 novembre 2018 tramite un collocamento privato (private placement) rivolto allo Schema Volontario di Intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (che dovrebbe sottoscrivere 320 milioni di euro previa approvazione della sua assemblea), ad azionisti rilevanti della Banca ed altri investitori professionali.

Il prezzo di emissione è previsto alla pari (100% del valore nominale). Le obbligazioni avranno cedola a tasso fisso pari al 13% e gli interessi saranno pagati, esclusivamente in denaro. La durata è prevista in 10 anni.

L’emissione del prestito subordinato Tier 2 (anche nell’ipotesi di 320 milioni) consente il ripristino dei requisiti SREP 2018.

 

CARIGE, LA CESSIONE DI NPL

Infine, il consiglio di amministrazione di Banca Carige ha autorizzato il trasferimento di un portafoglio di crediti in sofferenza per un ammontare lordo pari a circa 0,9 miliardi di euro a un apposito veicolo di cartolarizzazione che emetterà, nelle prossime settimane, titoli di classi diverse. Il progetto prevede poi di cedere a investitori terzi i titoli mezzanine e junior, mentre per i titoli senior verrà avviato l’iter previsto per ottenere il rilascio della garanzia statale denominata GACS. Il deconsolidamento delle posizioni cedute, composto per il 50% da finanziamenti secured, è atteso nel mese di dicembre.

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