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Cape Live, il team è cruciale

Il più grande punto di forza di Cape Live è probabilmente rappresentato dal team che guida Cape. Il gruppo storico è rimasto coeso, crescendo negli ultimi anni. Anche l’approccio di investimento, che negli anni si è rivelato di successo, è stato mantenuto...

di Mauro Introzzi 10 lug 2007 ore 15:35

Punti di forza e punti di debolezza

Il più grande punto di forza di Cape Live è probabilmente rappresentato dal team che guida Cape. Il gruppo storico è rimasto coeso, crescendo negli ultimi anni. Ad oggi Cape è guidata dai tre managing partners, Simone Cimino, Marco Vismara e Guido De Vecchi, coadiuvati da tre partners, Francesco Sala, Annamaria Petrillo ed Emanuela Trezzi, e conta su un organico composto da oltre venti professionisti tra Milano, Shanghai, e Bangalore. La presenza su questi ultimi due mercati, in particolare, dà ai veicoli di Cape una marcia in più considerando la corsia preferenziale che le società partecipate hanno nell'apertura di filiali produttive o commerciali in Cina e India.

Ma non è solo il team un punto di forza del gruppo. Anche l'approccio di investimento, che negli anni si è rivelato di successo, è stato mantenuto. Tale approccio è basato, in particolare sulla gestione attiva delle partecipate fornendo un contributo determinante sia all'attività ordinaria che straordinaria dell'azienda, approccio culminato in tre quotazioni nel periodo dal 2003 al 2007 (Trevisan Cometal, Arkimedica e Screen Service).

In totale, nel periodo compreso tra il 1999 e i giorni d'oggi, i membri del team Cape hanno positivamente concluso trentatre operazioni di acquisizione di piccole e medie imprese industriali, per un controvalore investito di circa euro 113 milioni e un enterprise value complessivo delle operazioni di quasi 460 milioni. Nello stesso periodo sono state effettuate nove operazioni di vendita integrale delle predette partecipazioni, acquisite da imprese industriali o altri operatori di Private Equity, per un controvalore lordo realizzato pari ad euro 54,9 milioni, un multiplo pari a tre volte il capitale originariamente investito per il loro acquisto e un tasso interno di rendimento composto annuo lordo del 62,7%. Nello stesso periodo sono state concluse cinque operazioni di vendita parziale delle partecipazioni, tra le quali si citano le tre quotazioni in borsa.

Eventuali punti di debolezza, invece, potrebbero essere ricercati solo nelle caratteristiche peculiari dello strumento stesso. In particolare, alcune opportunità di investimento richiedono analisi e decisioni particolarmente rapide. E spesso potrebbe succedere che i manager si trovino a dover decidere senza avere un quadro completo e dettagliato del progetto di investimento. Ma non solo. In alcuni casi si potrebbero riscontrare alcuni problemi nella parte negoziale del disinvestimento, specie per le società non quotate o per gli investimenti che non prevedono come metodo di way out il collocamento in borsa.

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