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Borse: tradite le attese “spagnole”. Tracollo delle banche

L’euforia per i 100 miliardi di aiuti europei per le banche spagnole è durata solo qualche ora e le piazze europee hanno presto invertito rotta. Milano chiude sui minimi. Crollo dei bancari

di Mauro Introzzi 11 giu 2012 ore 17:39

Nonostante le premesse facessero prevedere una seduta decisamente positiva, dopo i progressi delle borse asiatiche e un inizio di settimana in grandissimo spolvero per tutte le borse del Vecchio Continente, l’euforia per i 100 miliardi di euro di aiuti europei per le banche spagnole è durata solo qualche ora e le piazze europee hanno presto invertito rotta. Tra le peggiori proprio Piazza Affari, che ha visto i bancari crollare letteralmente.

Sui corti azionari nostrani ha pesato anche la lettura del Pil del primo trimestre dell’anno, in calo dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e dell'1,4% in rapporto al primo trimestre 2011, con la versione congiunturale dell’indicatore he ha rappresentato la peggiore lettura dal primo trimestre del 2009, e le indicazioni poco promettenti di Citigroup, che ah detto che l'Italia avrà bisogno nel caso di un peggioramento delle condizioni "di qualche forma di intervento della Bce, dell'Efsf/Esm e del Fmi".

Male anche lo spread BTP-BUND
, cresciuto a 470 punti dopo essere sceso nel corso della giornata anche sotto quota 450 punti. Il rendimento del BTP a 10 anni ha passato al rialzo la soglia psicologica del 6%.

Così in chiusura il FTSEMib ha evidenziato un calo del 2,79% a 13.071 punti sui minimi di giornat
a. Il FTSE Italia All Share ha perso il 2,48% a 14.047 punti. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-2,37%) e il FTSE Italia Star (-0,84%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,41 miliardi di euro, rispetto agli 1,99 miliardi dello scorso venerdì. Su 314 titoli trattati, 213 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 89. Invariate le restanti 12 azioni.

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Giornata pessima per i bancari,
che invece avevano aperto con rialzi in alcuni casi anche decisamente corposi. Molto male Unicredit (-8,59% a 2,49 euro) e Mediobanca (-5,89% a 3,038 euro).
In rosso anche IntesaSanpaolo (-6,1% a 1,031 euro) e Monte dei Paschi di Siena (-5,57% a 0,2033 euro). In un report sul comparto il broker inglese ha rivisto al ribasso il prezzo obiettivo sulla prima, abbassandolo da 1,6 a 1,45 euro. Il rating sull'istituto guidato da Enrico Cuccchiani è “equalweight” (un giudizio neutrale). Medesimo giudizio anche per Monte dei Paschi di Siena, il cui target price è stato portato da 0,3 a 0,25 euro. L’istituto esaminerà il piano al 2015 durante il consiglio d’amministrazione del prossimo 25 giugno.

Ha invertito rotta anche Mediaset (-2,96% a 1,246 euro),
che aveva aperto molto bene. La controllata spagnola del Biscione beneficia del balzo della borsa iberica e sale dell’1,48% a 1,303 euro.

In deciso calo anche Telecom Italia (-4,51% a 0,698 euro). Secondo le agenzie di stampail gruppo avrebbe lanciato in queste ore un bond in due tranche a 3 e a 6 anni. Il pricing delle due emissioni dovrebbe arrivare in giornata. Rispetto al tasso midswap la prima tranche offre un rendimento aggiuntivo di 385-395 punti mentre quella a sei anni offre un rendimento aggiuntivo di 480-490 punti base.

Tra i pochi in positivo Luxottica (+0,5% a 26,03 euro)
. Nella lettera all'investitore di Affari & Finanza, La Repubblica scrive che il colosso degli occhiali guidato da Leonardo Del Vecchio potrebbe chiudere quest'anno con conti da record "se non ci saranno novità sul fronte dei cambi". Le attese parlano di un fatturato in crescita del 13% a oltre 7 miliardi di euro, con marginalità in salita e un utile in miglioramento di almeno il 20% a circa 550 milioni di euro.
Uno scenario che dovrebbe riproporsi anche nel 2013.

Bene anche Pirelli (+0,82% a 8,03 euro) e Ferragamo (+0,49% a 16,38 euro)
. Invariata, a 11,33 euro Prysmian.

Tra i titoli fuori dal Ftse Mib novità per la galassia Ligresti. Nella giornata di ieri il consiglio d’amministrazione di Premafin (-7,68% a 0,214 euro) ha deciso di accettare la proposta di concambio di Unipol (-5,4% a 18,56 euro) finalizzata al piano di integrazione della compagnia bolognese insieme alle società operative della famiglia Ligresti.
La holding ha però puntualizzato che valuterà in tempi brevi la proposta avanzata da Sator e Palladio.
Nel frattempo il numero uno di Unicredit, Federico Ghizzoni, ha dichiarato che l'istituto continua a sostenere Unipol nell'ambito della fusione tra la società bolognese e le società assicurative della galassia Ligresti. In altri termini la banca non sostiene il tandem Sator-Palladio, che la scorsa settimana ha formulato una nuova offerta per l'aumento di capitale di Fondiaria-Sai (-10,33% a 0,998 euro). Il banchiere ha poi dichiarato che il board di Unicredit ha avviato l'iter per una possibile escussione delle azioni Premafin avute in pegno.

In una nota Hera (-1,92% a 0,9955 euro) e Acegas-Aps (+1,72% a3,194 euro)
hanno confermato che in data odierna è stata sottoscritta la lettera di intenti che prevede lo sviluppo in esclusiva del progetto di aggregazione entro i prossimi novanta giorni.

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