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Borse, niente segnali positivi

Torna a preoccupare lo spread tra Btp e Bund con scadenza a dieci anni. Il differenziale tra i due titoli è tornato a 515 punti. Partenza nervosa per i bancari

di Edoardo Fagnani 23 nov 2011 ore 09:36
Avvio di giornata all’insegna del nervosismo per Piazza Affari e per le principali borse europee. Sui mercati pesano i deludenti dati macroeconomici in Cina, che segnalano un rallentamento dell’economia del colosso asiatico a novembre. Torna a preoccupare lo spread tra Btp e Bund con scadenza a dieci anni. Il differenziale tra i due titoli è tornato a 515 punti, mentre il rendimento del decennale italiano ha nuovamente superato il 7%.
Il FTSEMib è in flessione dello 0,2%, mentre il FTSE Italia All Share scende dello 0,29%. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,27%) e il FTSE Italia Star (-0,38%).
Indici in frazionale ribasso a Wall Street, in una seduta caratterizzata da diversi alti e bassi. Il Dow Jones ha registrato una flessione dello 0,46% a 11.494 punti. In calo di circa mezzo punto percentuale anche l’S&P500 (-0,41% a 1.188 punti). Più limitato il ribasso del Nasdaq che ha perso lo 0,07% a 2.521 punti.
Oggi la borsa di Tokyo è rimasta chiusa per festività. Ieri, l’indice Nikkei aveva lasciato sul terreno lo 0,4% a 8.315 punti.
L’euro è sceso sotto i 1,35 dollari, in attesa della diffusione di alcuni importanti dati macroeconomici in Europa e negli Stati Uniti. L’oro si attesta a 1.700 dollari.

Partenza nervosa per i bancari. Torna sotto pressione Dexia. Secondo quanto riportato dalle principali agenzie stampa, potrebbero tornare in discussione le modalità di salvataggio del gruppo franco belga.Partenza negativa per Popolare di Milano (-1,6% a 0,2823 euro), dopo il forte rialzo messo a segno ieri.
Unicredit guadagna l’1,07% a 0,708 euro, mentre IntesaSanpaolo è invariata a 1,122 euro.

Tra alti e bassi i petroliferi. Eni registra una flessione dell’1,13% a 14,83 euro. Variazioni frazionali per Saipem (-0,27% a 29,31 euro) e Tenaris (+0,16% a 12,21 euro). A due velocità Saras (+0,11% a 0,894 euro) ed Erg (-0,54% a 9,21 euro).
Enel guadagna l’1,03% a 2,95 euro. Gli analisti di HSBC hanno tagliato il target price sul colosso elettrico, portandolo da 4 euro a 3 euro. Gli esperti hanno anche peggiorato il giudizio, ora fissato ad “Underweight” (sottopesare).
La stessa banca d’affari ha ridotto il rating su Terna (-0,95% a 2,5 euro), portandolo da “Neutrale” ad “Underweight”. Al contrario, HSBC ha ritoccato al rialzo il target price su Snam Rete Gas (-0,31% a 3,26 euro), portandolo da 3,8 euro a 4 euro.
Falck Renewables cede lo 0,9% a 0,773 euro. MF ha scritto che la società ha in progetto la costruzione di tre parchi eolici in Polonia per una potenza complessiva di 90 megawatt. Secondo il quotidiano finanziario, Falck Renewables potrebbe fare il suo ingresso anche in Romania e in Ungheria, sfruttando accordi con un partner locale.

Exor invariata a 13,96 euro. La holding ha comunicato che, a seguito degli acquisti effettuati, detiene ad oggi 6.857.629 azioni Fiat Industrial di risparmio, pari all'8,58% della categoria.

Impregilo registra un frazionale progresso dello 0,5% a 2,02 euro. Secondo quanto scritto su MF la Consob avrebbe chiesto chiarimenti a UBS su una quota del 4,7% detenuta nel capitale della società di costruzioni. La banca svizzera ha specificato che il pacchetto è in prestito, ma non da un soggetto che ha già più del 2% di Impregilo.
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