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Borse nervose: Telecom superstar!

Da segnalare il balzo di Telecom Italia, in scia all’interesse di Naguib Sawiris per rilevare una quota della compagnia. In rosso i bancari e A2A. Spicca il forte ribasso di Campari

di Edoardo Fagnani 12 nov 2012 ore 18:00

Avvio di settimana all’insegna dell’incertezza per Piazza Affari e per le principali borse europee. Da segnalare il balzo di Telecom Italia, in scia all’interesse di Naguib Sawiris per rilevare una quota della compagnia telefonica. In rosso i bancari e A2A. Spicca il forte ribasso di Campari dopo la diffusione dei risultati trimestrali.
Il FTSEMib ha registrato un frazionale ribasso dello 0,39% a 15.122 punti, mentre il FTSE Italia All Share è sceso dello 0,42% a 16.019 punti. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,99%) e il FTSE Italia Star (-0,18%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 1,35 miliardi di euro, rispetto agli 1,67 miliardi di venerdì. Su 313 titoli trattati, 112 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre le performance negative sono state 186. Invariate le restanti 15 azioni.
L’euro ha oscillato intorno agli 1,27 dollari. L’oro è tornato a 1.730 dollari.

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Spicca il balzo di Telecom Italia (+4,2% a 0,72 euro). Secondo quanto riportato dalla stampa nel week-end, Naguib Sawiris sarebbe intenzionato a rilevare una quota del capitale della compagnia telefonica italiana. L’imprenditore egiziano sarebbe disposto a mettere sul piatto una cifra nell’ordine dei 4-5 miliardi di euro. Telecom Italia ha precisato che Sawiris ha manifestato l’interesse all’investimento nel capitale della compagnia telefonica, mediante la sottoscrizione di azioni di nuova emissione. L’iniziativa viene descritta come volta a dotare la società di risorse da destinare a progetti di crescita. Intanto, dopo la diffusione dei risultati trimestrali, gli analisti di Nomura e Barclays hanno sforbiciato il prezzo obiettivo su Telecom Italia, portandolo rispettivamente a 0,75 euro (dai precedenti 0,8 euro) e a un euro (precedente 1.18 euro). Nomura ha confermato l’indicazione di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio, mentre Barclays ha ribadito il giudizio “Overweight” (sovrappesare). Al contrario, Equita sim ha incrementato a 0,83 euro il prezzo obiettivo su Telecom Italia, in seguito alla revisione dei parametri di valutazione dell’azienda. Sempre gli analisti di Barclays hanno tagliato da un euro a 0,85 euro il target price sulle azioni di risparmio (+1,96% a 0,6235 euro). Tuttavia, gli esperti hanno confermato il giudizio “Overweight”.

Seduta negativa per i bancari.
Unicredit ha registrato una flessione dello 0,3% a 3,374 euro, mentre IntesaSanpaolo è scesa dell’1,32% a 1,194 euro.
Performance peggiore per Monte dei Paschi di Siena (-3,22% a 0,2017 euro).
La Popolare di Milano ha ceduto il 2,15% a 0,3872 euro. Alla vigilia della diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Goldman Sachs hanno limato da 0,4 euro a 0,38 euro il prezzo obiettivo sull’istituto. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.

Spunti importanti tra gli assicurativi. Fondiaria-SAI ha lasciato sul terreno il 2,52% a 0,928 euro. L’agenzia S&P ha migliorato di due livelli il rating sulla solidità patrimoniale della compagnia, portandolo da “B+” a “BB”. Gli esperti non escludono un nuovo miglioramento del rating nei prossimi mesi.
Generali ha terminato la seduta con un minimo ribasso dello 0,16% a 12,23 euro. Gli analisti di Bank of America hanno limato il prezzo obiettivo sul colosso triestino, portandolo da 14,75 euro a 14,25 euro. Tuttavia gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.

Senza scossoni i petroliferi. Eni ha terminato la giornata con un ribasso dello 0,23% a 17,41 euro. In rosso anche Saipem (-0,06% a 33,8 euro) e Tenaris (-1,18% a 14,2 euro). Andamento negativo per Erg (-0,57%) e Saras (-2,17%).
Enel è scesa dello 0,5% a 2,762 euro. Gli analisti stimano che il colosso elettrico abbia chiuso i primi nove mesi del 2012 con un utile netto di 2,6 miliardi di euro e un margine operativo lordo di 12,3 miliardi. A fine settembre l’indebitamento netto dovrebbe essersi ridotto a circa 47 miliardi di euro.
Enel Green Power ha ceduto lo 0,39% a 1,262 euro. Il gruppo ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con ricavi per 1,9 miliardi di euro, in crescita del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2011. L'ultima riga del conto economico ha evidenziato un risultato netto pari a 278 milioni di euro, con un decremento del 23,4% rispetto ai 363 milioni dello stesso periodo del 2011. Al netto degli effetti sul risultato dei proventi contabilizzati nel 2011 (pari a 96 milioni di euro), il risultato netto evidenzia un incremento di 11 milioni di euro (+4,1%).
Terna ha registrato un rialzo dello 0,71% a 2,854 euro. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Société Générale hanno ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo sulla società, portandolo da 3 euro a 3,14 euro. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.
A2A ha perso il 4,44% a 0,3762 euro. Secondo quanto scritto su Il Sole24Ore nel week-end, la società lombarda starebbe valutando la possibilità di cedere attività per un ammontare di 500 milioni di euro e distribuire dividendi per complessivi 300 milioni nei prossimi tre anni. L’obiettivo del management di A2A, infatti, è quello di ridurre l’ammontare del debito.


Tra gli editoriali, in evidenza Seat Pagine Gialle, che ha ceduto il 5,48% a 0,0069 euro. La società ha chiuso i primi nove mesi del 2012 con un rosso di 19,7 milioni di euro, risultato che si confronta con il passivo di 33,9 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Includendo la voce straordinaria per l’operazione Lighthouse, Seat Pagine Gialle avrebbe chiuso i primi nove mesi del 2012 con un utile netto di 650 milioni. L'indebitamento finanziario netto a fine settembre era pari a 1,34 miliardi di euro.
RcsMediaGroup è scesa del 6,06% a 1,24 euro. La società editoriale ha terminato i primi nove mesi del 2012 con una perdita netta di 380,5 milioni di euro, in conseguenza alle pesanti svalutazioni (300,9 milioni) relative all’area Quotidiani Spagna. I primi nove mesi del 2011 si erano chiusi con un rosso di 25,5 milioni di euro. 

Tra le altre società a maggiore capitalizzazione, riflettori accesi su Campari che ha subito una flessione del 5,86% a 5,86 euro. La società ha chiuso i primi nove mesi del 2012 con ricavi pari a 931,6 milioni di euro, in crescita del 4,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. L’utile prima delle imposte è stato di 175,7 milioni di euro, in aumento dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2011.
Finmeccanica ha lasciato sul terreno il 4,18% a 3,716 euro. Deutsche Bank ha alzato da 2,3 euro a 2,5 euro il target price sulla società aeronautica, in seguito al miglioramento delle stime per l’esercizio in corso. Tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di vendita delle azioni. Al contrario, Barclays ha peggiorato il giudizio su Finmeccanica, portandolo da “Equalweight” (neutrale) ad “Underweight” (sottopesare).
Fiat ha perso il 3,04% a 3,384 euro. Gli analisti di Barclays hanno tagliato il prezzo obiettivo sul gruppo del Lingotto, portandolo da 3,9 euro a 2,3 euro. Gli esperti hanno ribadito il giudizio “Underweight” (sottopesare).
Atlantia ha guadagnato l’1,31% a 12,34 euro. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Kepler hanno alzato da 12,5 euro a 15,5 euro il prezzo obiettivo sulla concessionaria autostradale. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni, anche se hanno tagliato le stime sulla redditività per il triennio 2012/2014. Promozione completa da Société Générale, che ha incrementato a 15,1 euro per azione la valutazione su Atlantia e ha migliorato a “Buy” (acquistare) il giudizio.
Segno più per Pirelli (+1,46% a 8,675 euro). In giornata si sono riuniti i vertici del gruppo della Bicocca per l’esame dei risultati dei primi nove mesi del 2012.

D’Amico Int. Shipping ha registrato uno scivolone del 5,62% a 0,297 euro. Oggi ha preso il via l’aumento di capitale lanciato dalla società. Il prezzo di chiusura di venerdì, pari a 0,3399 euro, è stato rettificato a 0,3147 euro. Di conseguenza, il prezzo iniziale dei diritti (-36,5% a 0,016 euro) è stato fissato a 0,0252 euro.

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