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Piazza Affari positiva (ma chiude lontano dai massimi)

Seduta positiva per i bancari. Buon rialzo anche per ENI. In forte ribasso, invece, STM. Spicca anche l'ottima performance di Telecom Italia

di Edoardo Fagnani 9 set 2015 ore 17:51

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta odierna in rialzo, anche se lontano dai massimi toccati nel corso della seduta, in seguito all’avvio debole di Wall Street. Seduta positiva per i bancari: Il Sole24Ore ha riportato la notizia che gli istituti italiani hanno superato i nuovi esami condotti dalla BCE con risultati positivi. Buon rialzo anche per ENI. In forte ribasso, invece, STM. Tra i titoli minori spicca l’ottimo progresso messo a segno dalla Centrale del Latte di Torino.
Il FTSEMib ha guadagnato lo 0,84% a 22.127 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha registrato un progresso dello 0,75% a 23.743 punti. In frazionale rialzo anche il FTSE Italia Mid Cap (+0,11%) e il FTSE Italia Star (+0,79%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 3,13 miliardi di euro, rispetto ai 2,57 miliardi di ieri. Su 335 titoli trattati, 213 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre le performance negative sono state 108. Invariate le restanti 14 azioni.
L’euro è sceso a 1,115 dollari. L’oro si è portato a 1.110 dollari.

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mercato_positivo3Seduta positiva per i bancari. Il Sole24Ore ha riportato la notizia che gli istituti italiani hanno superato i nuovi esami condotti dalla BCE con risultati positivi, nonostante i controlli prevedessero parametri patrimoniali più elevati rispetto ai precedenti test. Di conseguenza, nessun istituto dovrebbe procedere con nuove misure di rafforzamento patrimoniale. Da questi esami è emerso che l’istituto italiano più solido è IntesaSanpaolo (+0,06% a 3,21 euro), che presenta un basso livello di rischio.
UBI Banca è salita dell’1,65% a 7,145 euro. L’istituto ha fissato per il 10 ottobre l’assemblea straordinaria degli azionisti, chiamata a modificare lo statuto, in modo da trasformare la banca in società per azioni. Il prezzo per l’esercizio del diritto di recesso è stato fissato a 7,288 euro per azione. Intanto, gli analisti di HSBC hanno peggiorato il giudizio sull’istituto e ora consigliano di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio. Gli esperti hanno fissato un target price di 5,93 euro. Al contrario, la stessa banca d’affari ha incrementato il rating sulla Popolare di Milano (+1,57% a 0,968 euro) e ora consiglia di acquistare le azioni, sulla base di un nuovo target price di 1,02 euro. Gli esperti hanno anche migliorato le stime sull’utile per azione per il triennio 2015/2017, in seguito alla recente performance operativa ottenuta dall’istituto.
In forte rialzo anche Unicredit (+1,58% a 5,78 euro). Gli analisti di Société Générale hanno migliorato il giudizio sull’istituto guidato da Federico Ghizzoni, portandolo da “Hold” (mantenere) a “Buy” (acquistare), in seguito al calo subito dal titolo nelle scorse settimane. Gli esperti hanno confermato il target price di 7 euro. Per lo stesso motivo HSBC ha portato il rating su Unicredit da “Neutrale” a “Buy”, fissando un prezzo obiettivo di 6,6 euro, rispetto ai precedenti 7,08 euro. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 4 settembre Norges Bank è diventato uno dei maggiori azionisti di Unicredit. L’istituto norvegese è accreditato del 2,179% del capitale della banca guidata da Federico Ghizzoni.
Il Banco Popolare ha guadagnato lo 0,58% a 15,51 euro. HSBC ha tagliato da 17,03 euro a 15,42 euro il target price sull’istituto, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2016/2017. Gli esperti hanno anche peggiorato il rating sul Banco Popolare, portandolo da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere).
Azimut è salita dell’1,42% a 20,69 euro. Mediobanca ha tagliato da 31 euro a 26 euro il target price sulla compagnia, in seguito alla riduzione della stima sull’utile per azione per l’esercizio in corso. Tuttavia, gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato) e non escludono che il management di Azimut possa incrementare l’ammontare del dividendo assegnato agli azionisti, utilizzando la liquidità in cassa.

ENI ha messo a segno un rialzo dell’1,36% a 14,86 euro. L’amministratore delegato del Cane a sei zampe, Claudio Descalzi, ha precisato che l’investimento complessivo per lo sviluppo e lo sfruttamento del giacimento di gas recentemente scoperto in Egitto ammonterà a 10 miliardi di dollari.

Performance decisamente negativa per STM (-4,39% a 6,42 euro). Gli operatori hanno collegato il crollo del titolo del gruppo italofrancese al profit warning lanciato dal concorrente statunitense Fairchild, attivo principalmente nell’area asiatica.

Tod’s è salita dello 0,25% a 79,55 euro. Gli analisti di Société Générale hanno alzato il prezzo obiettivo sulla società, portandolo da 73 euro a 75 euro. Tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di vendita delle azioni.

Telecom Italia ha guadagnato il 2,8% a 1,138 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 4 settembre Vivendi ha incrementato la partecipazione detenuta nel colosso telefonico italiano, portandola dal 14,9% al 15,486%.

Campari è salita del 3,03% a 6,975 euro. Gli analisti di Deutsche Bank hanno migliorato il giudizio sulla società e ora consigliano l’acquisto delle azioni, in seguito al ribasso subito dal titolo nelle ultime settimane. Il target price è di 8 euro.

Buzzi Unicem è balzata del 3,41% a 15,76 euro. Gli analisti di Goldman Sachs hanno alzato da 16,8 euro a 22,9 euro il target price sulla società, in seguito al miglioramento delle stime sulla redditività per il biennio 2015/2016. Gli esperti hanno confermato la società nella propria lista di titoli preferiti.

Pirelli ha registrato un minimo calo dello 0,07% a 15 euro. Oggi ha preso il via l’OPA lanciata da Marco Polo Industrial Holding sulle azioni del gruppo della Bicocca. L’operazione, che terminerà il 13 ottobre, prevede l’offerta di 15 euro per ogni azione del gruppo della Bicocca, per un esborso massimo di oltre 5,6 miliardi di euro, nel caso fossero portate in adesione all’offerta tutte le azioni oggetto dell’OPA. Intanto, gli analisti di Banca Akros hanno limato da 15,5 euro a 15 euro il target price su Pirelli, per adeguarlo al prezzo dell’OPA lanciata da Marco Polo Industrial Holding. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”. Inoltre, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 7 settembre la quota detenuta da Camfin nel capitale di Pirelli è scesa dal 5,632% al 4,504%. La variazione è dovuta alla conversione del prestito obbligazionario convertibile in azioni ordinarie Pirelli emesso da CAM 2012 il 26 ottobre 2012.

Cerved ha registrato una flessione del 4,46% a 6,75 euro. Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa, l’azionista di riferimento della società, Cvc Capital Partners, avrebbe venduto sul mercato il 14,87% del capitale a un prezzo di 6,55 euro per azione. Di conseguenza, la quota detenuta dal fondo in Cerved sarebbe scesa dal 38,7% al 23%.

Molto bene la Centrale del Latte di Torino (+8,17% a 3,548 euro). La Repubblica ha ricordato che con la recente integrazione con la Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno, il gruppo diventerà il terzo operatore del settore in Italia dietro a Granarolo e Parmalat. Inoltre, gli operatori non escludono che la società possa procedere con ulteriori aggregazioni.

Pininfarina ha registrato un progresso dell’1,92% a 5,045 euro, dopo il forte rialzo messo a segno ieri. Nella seduta odierna erano vietati gli ordini al meglio sul titolo.

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