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Piazza Affari affonda: male MPS e Atlantia

Piazza Affari e per le borse europee hanno chiuso la seduta con gli indici in forte ribasso. In rosso anche le azioni ordinarie e di risparmio di Telecom Italia

di Edoardo Fagnani 9 nov 2015 ore 17:48

Piazza Affari e per le principali borse europee hanno chiuso la seduta odierna con gli indici in forte ribasso. In una nota diffusa in mattinata gli analisti del Credit Suisse hanno confermato la propria preferenza per l’azionario europeo. Chiusura negativa per le azioni ordinarie e di risparmio di Telecom Italia. Segno meno anche per i bancari, dove spicca lo scivolone del Monte dei Paschi di Siena. In forte ribasso Atlantia, dopo la diffusione dei risultati trimestrali e la decisione di non cedere la quota detenuta in AdR.
Il FTSEMib ha ceduto l’1,88% a 22.107 punti, il minimo di giornata. Male anche il FTSE Italia All Share che ha perso l’1,69% a 23.828 punti. Variazioni frazionali per il FTSE Italia Mid Cap (-0,54%) e il FTSE Italia Star (+0,06%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,58 miliardi di euro, rispetto ai 3,51 miliardi di venerdì. Su 332 titoli trattati, 199 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre i segni più sono stati 119. Invariate le rimanenti 14 azioni.
L’euro è rimasto sotto gli 1,08 dollari. L’oro si è confermato a 1.090 dollari.

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mercato-scendeChiusura negativa per Telecom Italia. Le azioni ordinarie hanno ceduto l’1,37% a 1,149 euro. Il Sole24Ore nel week-end ha segnalato che la Consob starebbe monitorando i movimenti sulle azioni di risparmio (-1,74% a 1,015 euro), prima dell’annuncio ufficiale della conversione in titoli ordinari. Inoltre, il quotidiano finanziario ha riportato le dichiarazioni dei vertici di Vivendi, che hanno negato di avere in portafoglio azioni di risparmio di Telecom Italia. Il colosso francese, azionista della compagnia italiana con una quota di poco superiore al 20%, ha precisato che nella prossima assemblea voterà a favore del progetto di conversione delle azioni. Intanto, gli analisti di Equita sim hanno alzato il prezzo obiettivo sulle azioni ordinarie e di risparmio di Telecom Italia, portandolo rispettivamente a 1,32 euro e a 1,22 euro, in seguito alla revisione dei parametri di valutazione della compagnia telefonica; gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto su entrambe le categorie di azioni.

Giornata negativa per i bancari.
In forte ribasso il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano è sceso del 3,19% a 1,578 euro. Venerdì la banca senese ha comunicato i risultati dei primi nove mesi del 2015, chiusi con un utile di 84,7 milioni di euro, risultato che si confronta con il rosso di 1,15 miliardi contabilizzato nello stesso periodo dello scorso anno. Nel solo terzo trimestre l’istituto ha contabilizzato una perdita di 109 milioni di euro, in conseguenza principalmente alla chiusura dell’operazione “Alexandria” per circa 88 milioni di euro. A fine settembre il Common Equity Tier 1 era pari all’11,7%, mentre il patrimonio netto era cresciuto a 9,9 miliardi di euro. Sempre a fine settembre gli impieghi alla clientela ammontavano a circa 113 miliardi di euro, in calo del 6% rispetto ai 120 miliardi di inizio anno. Alla stessa data i crediti deteriorati erano pari a circa a 24,4 miliardi di euro. Inoltre, nel corso della conference call a commento dei risultati trimestrali l’amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena, Fabrizio Viola, ha puntualizzato che il focus del management è sulla riduzione dei crediti deteriorati. Il manager ha precisato che attualmente non è prevista la distribuzione dei dividendi, in quanto la BCE non lo consente. Non sono fatte attendere le indicazioni degli analisti sulla banca senese dopo la diffusione dei risultati trimestrali. Banca IMI ha tagliato da 2,16 euro a 1,8 euro il target price sull’istituto, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il periodo 2015/2018; gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 2 novembre Norges Bank è diventato uno dei maggiori azionisti del Monte dei Paschi di Siena. La banca norvegese è accreditata del 2,31% del capitale dell’istituto toscano.
Male anche IntesaSanpaolo (-1,83% a 3,118 euro). Gli analisti di RBC Capital hanno limato da 3,7 euro a 3,6 euro il target price sull’istituto; tuttavia, gli esperti hanno confermato il rating “Outperform” (farà meglio del mercato).
In rosso Unicredit (-1,93% a 5,835 euro). Il Sole24Ore nel week-end ha segnalato che nell’aggiornamento del piano industriale della banca che sarà presentato mercoledì 11 novembre è previsto un riassetto delle attività in Austria e in Germania. In particolare, potrebbe essere decisa la cessione di alcune attività in Austria. Al contrario, dovrebbero essere confermati i 4,5 miliardi di euro di investimenti previsti nell’attuale business plan.

Enel ha ceduto il 2,72% a 4,076 euro. Gli analisti di Bernstein hanno tagliato da 5,3 euro a 5,1 euro il target price sulla colosso elettrico, in seguito alla revisione delle stime per i prossimi trimestri. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato).

Saras ha guadagnato il 3,21% a 1,866 euro. Banca IMI ha incrementato il prezzo obiettivo sulla società di raffinazione, portandolo da 1,87 euro a 1,92 euro, in seguito all’incremento delle stime sull’utile per azione per il triennio 2015/2017; gli esperti hanno anche migliorato da “Reduce” (ridurre) a “Hold” (mantenere) il giudizio.   

Atlantia ha lasciato sul terreno il 4,45% a 24,03 euro. La concessionaria autostradale ha chiuso i primi nove mesi del 2015 con ricavi pari a 4,01 miliardi di euro, in crescita del 4%, rispetto ai 3,87 miliardi contabilizzati nello stesso periodo dello scorso anno. L'incremento, a parità di tassi di cambio e di perimetro di consolidamento, sarebbe invece stato pari al 5%. Il periodo si è chiuso con un utile netto di 754 milioni di euro, in aumento del 21%, rispetto ai 623 milioni dei primi nove mesi del 2014. Il management di Atlantia ha ricordato che l’andamento dei settori di attività del gruppo lascia prevedere per l’esercizio in corso risultati operativi consolidati in miglioramento. Inoltre, in relazione all’ipotesi di cessione di quote di minoranza (per un totale del 30%) del capitale di Aeroporti di Roma, la concessionaria ha deciso di non proseguire, per il momento, nelle trattative in corso con primari investitori internazionali e manterrà la quota detenuta nella controllata. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Equita sim hanno peggiorato il giudizio su Atlantia, portandolo da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere), in seguito alla riduzione delle stime sulla redditività per l’esercizio in corso; gli esperti hanno confermato il prezzo obiettivo di 26,9 euro.

Generali ha perso l’1,59% a 17,31 euro. Gli analisti di Citigroup hanno ritoccato al rialzo il target price sulla compagnia triestina, portandolo da 17,9 euro a 18 euro, in seguito al miglioramento delle prospettive sul ramo Danni; gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.
UnipolSAI ha terminato la giornata con un ribasso dell’1,46% a 2,29 euro. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Equita sim hanno ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo sulla compagnia assicurativa, portandolo da 2,62 euro a 2,7 euro, in seguito alla revisione delle stime per i prossimi trimestri. Per lo stesso motivo gli esperti hanno incrementato da 5,25 euro a 5,4 euro il target price su Unipol (-1,22% a 4,538 euro). Gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto su entrambe le azioni.

Segno meno per Italcementi (-0,59% a 10,15 euro). La società bergamasca ha terminato i primi nove mesi del 2015 con ricavi per 3,22 miliardi di euro, in aumento del 3,2% rispetto ai 3,12 miliardi ottenuti nello stesso periodo dello scorso anno, sfruttando l’effetto favorevole dei tassi di cambio. Italcementi ha chiuso il periodo gennaio-settembre con una perdita netta, esclusa la quota di terzi, di 55,26 milioni di euro, risultato che si confronta con il passivo di 112,65 milioni contabilizzato nei primi nove mesi del 2014. Il management prevede di chiudere il 2015 con risultati operativi lievemente inferiori a quelli dell’esercizio precedente.

Salvatore Ferragamo è scesa del 2,4% a 23,97 euro. Banca Akros ha ridotto da 30 euro a 29 euro il target price sulla società del lusso, in seguito alla riduzione delle stime sui ricavi e sulla redditività per il biennio 2015/2016; tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di accumulare le azioni in portafoglio. Intanto, gli analisti di Saxo Bank hanno ricordato che giovedì 12 novembre Salvatore Ferragamo pubblicherà i risultati del terzo trimestre del 2015, che dovrebbe essersi chiuso con un utile per azione di 0,25 euro. “Se i risultati non sorprenderanno positivamente il mercato potremmo vedere un’ultima parte dell’anno contraddistinta da un movimento laterale o tendenzialmente debole”, hanno precisato gli esperti.

Poste Italiane ha ceduto il 2,03% a 6,515 euro. In giornata si sono riuniti i vertici della matricola per l’esame dei risultati dei primi nove mesi del 2015. Intanto, Poste Italiane ha comunicato che, attraverso la propria controllata Poste Vita, ha perfezionato l'acquisizione di S.D.S. System Data Software, società operante nel settore Salute, presente sul mercato italiano dal 1988, acquisendone il 100% del capitale. Il corrispettivo complessivo per la conclusione dell'operazione è pari a 20 milioni di euro.

Seat Pagine Gialle ha guadagnato il 5% a 0,0042 euro. ItaliaOnline ha comunicato che al termine della riapertura dell'offerta pubblica di acquisto su Seat Pagine Gialle verrà a detenere 51.558.863.664 azioni ordinarie della società, pari all’80,23% circa delle azioni ordinarie dell’emittente.

Rialzo a due cifre per Conafi Prestitò (+21,1% a 0,339 euro). Venerdì la società ha sottoscritto con Banca Sistema un accordo avente ad oggetto la cessione pro-soluto di crediti derivanti dall’erogazione di finanziamenti rimborsabili mediante cessione del quinto dello stipendio o pensione e con delegazione di pagamento. L’accordo, avente durata triennale, prevede un importo massimo annuale di crediti ceduti pari a 100 milioni di euro.

 

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