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Il FTSEMib chiude in rialzo (il quarto consecutivo)

Borsa Italiana ha confermato il trend positivo in atto da alcune sedute. Senza direzione i bancari. Spicca il rialzo di FCA. In forte calo, invece, Fincantieri

di Edoardo Fagnani 9 gen 2019 ore 17:49

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta odierna con rialzi di poco inferiori al punto percentuale. Borsa Italiana, quindi, ha confermato il trend positivo in atto da alcune sedute. Senza direzione i bancari, dove spicca la performance messa a segno da Unicredit. Molto bene Fiat Chrysler Automobiles, sull’ipotesi di un accordo negli USA con riferimento alle emissioni di auto diesel. In forte ribasso, invece, Fincantieri.

indice-azionario-positivoIl FTSEMib ha guadagnato lo 0,94% a 19.179 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 19.125 punti e un massimo di 19.297 punti. Il FTSE Italia All Share ha registrato un progresso dello 0,95%. Performance positive anche per il FTSE Italia Mid Cap (+0,94%) e per il FTSE Italia Star (+1,23%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,15 miliardi di euro, rispetto ai 2,08 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 632.536.730 azioni (627.791.533 nella seduta di ieri). Su 397 titoli trattati, 238 hanno registrato una performance positiva, mentre i ribassi sono stati 123; invariate le restanti 36 azioni

L’euro ha superato gli 1,15 dollari, mentre alle 17.30 il bitcoin si confermava poco sopra i 4.000 dollari (poco più di 3.500 euro).

Lo spread tra Btp e Bund con scadenza a dieci anni è tornato sotto i 270 punti.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

Senza direzione i bancari.

Discreta giornata per Unicredit (+0,74% a 10,382 euro). L’istituto guidato da Jean-Pierre Mustier ha emesso un bond per un importo pari a 2,5 miliardi di dollari a tasso fisso e un bond per un importo pari a 0,5 miliardi di dollari a tasso variabile, entrambi con scadenza il 14 gennaio 2022 per un ammontare complessivo di 3 miliardi di dollari. Il processo di book building ha generato richieste per circa 8 miliardi di dollari. Lo spread di emissione finale è stato pari a al tasso US Treasury a 3 anni maggiorato di 400 punti base per la tranche a tasso fisso e 390 punti base + US Libor per la tranche a tasso variabile. Intanto, gli analisti di Morgan Stanley hanno limato da 16 euro a 15,7 euro il target price su Unicredit, in seguito alla revisione delle stime sulla redditività per i prossimi trimestri; tuttavia, gli esperti hanno confermato il giudizio “Overweight” (sovrappesare).

Banca Carige sempre sospesa dalle contrattazioni. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giancarlo Giorgetti, ha dichiarato che la nazionalizzazione dell’istituto è un’ipotesi concreta. Tuttavia, i commissari straordinari di Banca Carige hanno precisato che all’istituto non serve la nazionalizzazione. Inoltre, il commissario straordinario di Banca Carige, Fabio Innocenzi, ha dichiarato che l’obiettivo minimo di cessione dei crediti deteriorati è pari a 1,5 miliardi di euro.

Intanto, il numero uno di UBI Banca (-0,35% a 2,571 euro), Victor Massiah, ha ribadito di non essere interessato a rilevare il controllo di Banca Carige.

 

ENI ha registrato un progresso dello 0,92% a 14,256 euro. Gli analisti di Berenberg hanno ridotto da 18,5 euro a 17,6 euro il target price sul Cane a sei zampe, in seguito alla revisione delle valutazioni sui titoli del comparto petrolifero. Al contrario, gli esperti hanno migliorato il giudizio e ora consigliano l’acquisto delle azioni, dopo la correzione subita dal titolo negli ultimi tre mesi: il valore di ENI è passato dai 16,596 euro del 26 settembre ai 14,126 euro della chiusura di ieri. Anche Morgan Stanley ha ridotto il target price sul Cane a sei zampe, portandolo da 14,6 euro a 14 euro, in seguito al recente ribasso subito dal prezzo del petrolio; gli esperti hanno confermato il giudizio “Underweight” (sottopesare).

 

Generali è salita dello 0,92% a 14,81 euro. Dalle comunicazioni di Internal Dealing diffuse da Borsa Italiana si apprende che nelle sedute del 7 e 8 gennaio, Delfin, la holding che fa capo a Leonardo del Vecchio, ha acquistato complessivamente 840.000 azioni di Generali, pari a circa lo 0,05% del capitale della compagnia triestina. Con queste operazioni la quota di Delfin è salita al 4,18%. Intanto, gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo su Generali, portandolo da 17 euro a 17,5 euro, apprezzando la politica dei dividendi della compagnia assicurativa; gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. Al contrario, Société Générale ha ridotto da 20 euro a 18,5 euro il target price sulla compagnia assicurativa, in conseguenza alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2019/2020; tuttavia, gli analisti hanno confermato il giudizio “Overweight” (sovrappesare).

 

Telecom Italia ha perso il 2,03% a 0,4959 euro. La compagnia telefonica ha concluso il lancio di un’emissione obbligazionaria a tasso fisso destinata ad investitori istituzionali con scadenza 11 aprile 2024 e cedola del 4%; l'ammontare del bond è stato fissato a 1,25 miliardi di euro. Il rendimento dell’emissione, pari a 4,125%, risulta inferiore al costo medio del debito del gruppo, che a fine settembre 2018 si attestava a circa 4,4%. Il saggio effettivo corrisponde a un rendimento di 387,6 punti base sopra il tasso di riferimento (mid swap).

 

Fiat Chrysler Automobiles ha guadagnato il 2,93% a 13,758 euro. Secondo quanto riportato dal alcune agenzie stampa nei prossimi giorni la società automobilistica potrebbe raggiungere un accordo negli Stati Uniti con riferimento alle emissioni di auto diesel.

 

Al FTSEMib spicca il forte rialzo di STM (+5,36% a 12 euro), in scia al recupero di Apple. Intanto, gli analisti del Credit Suisse hanno tagliato da 20 euro a 18 euro il target price sul gruppo italofrancese, in seguito alla riduzione delle stime sui ricavi e sulla redditività per il biennio 2019/2020 dopo il profit warning di Apple; tuttavia, gli esperti hanno confermato il rating “Outperform” (farà meglio del mercato). Per lo stesso motivo Société Générale ha sforbiciato da 309 dollari a 23 dollari il prezzo obiettivo su STM; al contrario, gli analisti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.

 

Chiusura positiva per Brunello Cucinelli (+2,15% a 28,5 euro), dopo lo scivolone dell’11,7% subito martedì.

 

Fincantieri ha subito un tonfo del 4,72% a 0,939 euro, dopo aver toccato un minimo a 0,906 euro a inizio giornata. Il titolo risente della decisione della Commissione Europea di accogliere le richieste di Francia e Germania, in merito al progetto di acquisizione di Chantiers de l''Atlantique. L’operazione, infatti, potrebbe avere effetti sulla concorrenza all’interno del settore della costruzione navale, con particolare riferimento al mercato mondiale delle navi da crociera. Dopo questa indicazione gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno ridotto da 1,25 euro a 1,15 euro il target price su Fincantieri, ritenendo più complesso il completamento dell’acquisizione; gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

 

doBank ha guadagnato il 3,17% a 11,4 euro, dopo uno stop per eccesso di rialzo in avvio di giornata. Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato da 11 euro a 12,3 euro il target price sulla compagnia, in seguito all’acquisizione dell'85% del gruppo spagnolo Altamira Asset Management; gli esperti hanno anche migliorato il giudizio e ora consigliano l’acquisto delle azioni. Anche Banca Akros ha aumentato il prezzo obiettivo su doBank, portandolo da 12,5 euro a 13,9 euro, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2019/2020; gli analisti hanno confermato il rating “Buy” (acquistare).

 

Astaldi ha registrato un progresso del 4,92% a 0,533 euro, dopo una sospensione per eccesso di rialzo. Secondo quanto scritto su Il Sole24Ore il Tribunale di Roma avrebbe dato il via libera al finanziamento da 200 milioni di euro concesso da Fortress, con un rendimento nell’ordine del 16%. Il quotidiano finanziario ha segnalato che il fondo metterà “subito sul piatto 75 milioni di euro e concederà poi altri 125 milioni il prossimo 14 febbraio”. Astaldi ha precisato di aver ricevuto l’autorizzazione a contrarre un finanziamento di 75 milioni di euro, funzionale al perseguimento dell’obiettivo della continuità aziendale con finalità ponte fino alla scadenza del termine per il deposito della proposta concordataria definitiva.

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