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Ancora uno scivolone per il FTSEMib

Piazza Affari e le borse europee hanno terminato la seduta con ribassi superiori al punto percentuale, in una giornata caratterizzata da elevata volatilità

di Edoardo Fagnani 9 feb 2018 ore 17:47

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato l’ultima seduta della settimana con ribassi superiori al punto percentuale, in una giornata caratterizzata da elevata volatilità. Secondo Niall Gallagher, portfolio manager per l’azionario europeo di GAM, il recente sell off del mercato europeo non sarebbe dovuto allo stato della crescita economica o dei fondamentali societari in Europa, ma rifletterebbe una reazione del mercato da livelli di volatilità estremamente bassi ad altri più normali, con un riposizionamento di alcuni player di mercato sul breve termine. "I fondamentali dell’azionario europeo sono molto buoni con una crescita economica solida, una buona crescita degli utili societari e le valutazioni sono nella media", ha precisato Gallagher. Focus sempre sui bancari, dove si segnala il rialzo messo a segno da Mediobanca, dopo la diffusione dei risultati semestrali. Chiusura decisamente positiva per Banca Carige.

Il FTSEMib ha subito una flessione dell'1,33% a 22.167 punti (minimo di 22.042 punti, massimo di 22.570 punti) e ha terminato la settimana con un ribasso del 4,46%. Il FTSE Italia All Share è sceso dell'1,29%. In rosso anche il FTSE Italia Mid Cap (-0,99%) e il FTSE Italia Star (-1,8%).

L’euro è sceso sotto gli 1,225 dollari, mentre alle 17.30 il bitcoin ha sfiorato gli 8.500 dollari (quasi 7.000 euro).

 

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borsa-negativaFocus sempre sui bancari. Secondo quanto riportato nel bollettino mensile pubblicato dalla Banca d'Italia a dicembre l’ammontare delle sofferenze bancarie lorde era pari a circa 167 miliardi di euro.

Unicredit è scesa dello 0,44% a 17,758 euro. Non si sono fatte attendere le indicazioni degli analisti sull’istituto guidato da Jean-Pierre Mustier, dopo la diffusione dei conti del 2017. Mediobanca ha alzato da 23 euro a 24 euro il prezzo obiettivo sulla banca, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2019/2020; gli esperti ritengono che Unicredit sia ancora la migliore opportunità di investimento nel settore bancario. Indicazione simile da Goldman Sachs, che ha portato da 23,5 euro a 24,5 euro il target price su Unicredit, confermando l’istituto nella propria lista di titoli da acquistare con convinzione. Sulla stessa lunghezza d’onda Jp Morgan, che ha incrementato da 22 euro a 23 euro per azione la valutazione su Unicredit, ribadendo il rating “Overweight” (sovrappesare). NatIxis ha incrementato da 20,6 euro a 21,4 euro il target price su Unicredit, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2018/2019. Equita sim ha apprezzato i dati di bilancio 2017 di Unicredit e ha alzato da 20,4 euro a 23,5 euro il prezzo obiettivo. Gli esperti delle due banche d’affari hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni. Anche il Credit Suisse ha incrementato il prezzo obiettivo sull’istituto, portandolo da 18,8 euro a 19,2 euro, in seguito al miglioramento della stima sull’utile per azione per il 2018; gli esperti hanno confermato il rating “Neutrale”.

Il BancoBPM ha perso il 3,19% a 2,986 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che l’8 febbraio Marshall Wace ha ridotto dal 2,22% al 2,01% lo "short" sulla banca. Anche AQR Capital Management ha diminuito la posizione corta sull'istituto, portandola dal 2,45% al 2,35%. Henderson Global Investors, invece, ha aperto una posizione corta sul BancoBPM con una quota dello 0,54%.

IntesaSanpaolo ha registrato una flessione del 2,03% a 3,0835 euro. Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che l’8 febbraio Bridgewater Associates ha incrementato la posizione corta sull’istituto, portandola dall'1,26% all'1,32%.

BPER Banca ha registrato un minimo progresso dello 0,09% a 4,692 euro. L'istituto ha approvato i conti preliminari del 2017, esercizio chiuso con un margine di interesse di 1,12 miliardi di euro, dagli 1,17 miliardi del 2016. L’utile netto è stato pari a 176,4 milioni, rispetto ai 14,3 milioni del 2016. L’ammontare dei crediti deteriorati netti (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti) è stata pari a 5,4 miliardi, in significativa diminuzione del 12,8% da fine 2016. A fine 2017 il common equity tier 1 (CET1) ratio phased in era pari al 13,89% dal 14,03% del 30 settembre 2017 e dal 13,8% di fine 2016. Il management di BPER Banca ha proposto la distribuzione di un dividendo 2018 (relativo al bilancio del 2017) di 0,11 euro per azione, in aumento rispetto agli 0,06 euro assegnati lo scorso anno. Nel corso della conference call a commento dei risultati del 2017 il numero uno di BPER Banca, Alessandro Vandelli, ha dichiarato che è stata avviata la cessione di in pacchetto di crediti problematici per un ammontare nell’ordine di 2 miliardi di euro e ha precisato che l’operazione dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno. Il manager è convinto di arrivare a fine 2018 con un NPE ratio (rapporto tra crediti deteriorati e il totale crediti) inferiore al 15%. Dopo la diffusione dei conti del 2017 gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato da 5,4 euro a 5,6 euro il target price su BPER Banca, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il triennio 2018/2020; gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni. Intanto, la Consob ha comunicato che l’8 febbraio AQR Capital Management ha limato dal 4,41% al 4,39% la posizione corta su BPER Banca.

UBI Banca ha ceduto lo 0,44% a 4,192 euro. L’istituto ha chiuso il 2017 con un utile contabile di 690,6 milioni di euro (rispetto a una perdita di 830,2 milioni per UBI stand alone nel 2016) e un utile al netto delle componenti non ricorrenti a 188,7 milioni di euro (rispetto a una perdita di 474,4 milioni per UBI stand alone nel 2016). A fine dicembre 2017, lo stock di crediti deteriorati lordi era pari a 12,65 miliardi, in calo dell’1,6% rispetto a settembre 2017 e pari al 13% del totale crediti lordi. In termini di indici patrimoniali, a fine 2017 il CET1 ratio fully loaded era pari all’11,43% I vertici di UBI Banca hanno proposto la distribuzione di un dividendo unitario di 0,11 euro, pari a un monte dividendi di massimi 125,5 milioni di euro. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che l’8 febbraio Marshall Wace ha ridotto dal 2,98% al 2,82% la posizione corta su UBI Banca. Decisione simile da AQR Capital Management, che ha limato dall'1,7% all'1,69% lo "short" sull'istituto. 

Mediobanca ha guadagnato lo 0,7% a 9,718 euro. L’istituto di Piazzetta Cuccia ha chiuso il primo semestre dell’esercizio 2017/2018 (l’istituto chiude il bilancio il 30 giugno) con un utile netto di 476,3 milioni di euro, in aumento del 14% rispetto ai 418,2 milioni contabilizzati nello stesso periodo dello scorso esercizio. L’istituto di Piazzetta Cuccia ha beneficiato della positiva dinamica dei ricavi e della continua riduzione del costo del rischio. Il dato è stato migliore del consensus degli analisti che indicava un risultato finale di 435 milioni. I vertici di Mediobanca hanno rivisto la politica dei dividendi, incrementando dal 40% al 40-50% la quota di utile netto che sarà distribuito agli azionisti. Dopo la diffusione dei risultati semestrali gli analisti di Banca Akros hanno migliorato il giudizio sull’istituto di Piazzetta Cuccia e ora consigliano di accumulare le azioni in portafoglio; gli esperti hanno confermato il prezzo obiettivo di 10,8 euro.

Spicca l'ottima performance messa a segno da Banca Carige (+5,26% a 0,008 euro), dopo la diffusione dei risultati preliminari relativi all'esercizio 2017.

 

Unipol ha registrato un rialzo dell'1,06% a 4,192 euro. La compagnia assicurativa ha comunicato i risultati preliminari del 2017, periodo chiuso con una perdita netta (escluse le quote di terzi) di 345,8 milioni di euro, rispetto all’utile di 329,6 milioni contabilizzato nell’esercizio precedente. Sul dato finale hanno pesato le rettifiche relative al piano di ristrutturazione del comparto bancario per un ammontare di 824 milioni di euro: escludendo questi costi straordinari la compagnia assicurativa avrebbe terminato il 2017 con un utile di 655 milioni di euro. A fine 2017 l’indice di solvibilità, che indica la solidità patrimoniale delle compagnie assicurative, indicava un rapporto tra fondi propri e capitale richiesto pari al 152%, in miglioramento rispetto al dato di 141% di inizio anno. Il management di Unipol ha proposto la distribuzione del dividendo 2018 (relativo all'esercizio 2017) per un ammontare di 0,18 euro per azione.

 

Ancora un pesante ribasso per Recordati (-3,41% a 30,87 euro). Dopo la diffusione dei risultati preliminari dell'esercizio 2017 e delle indicazioni per il 2018 gli analisti di Equita sim hanno ridotto da 36 euro a 34 euro il prezzo obiettivo sulla società farmaceutica, in seguito alla riduzione delle stime per l’esercizio in corso; gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio. Anche Banca Akros ha tagliato il target price su Recordati, portandolo da 41,8 euro a 39,3 euro, segnalando che le previsioni per il 2018 sono state inferiori alle attese; tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di accumulare le azioni in portafoglio.

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