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Piazza Affari la peggiore in Europa: FTSEMib sotto i 23mila punti

Avvio di settimana negativo per i maggiori indici di Borsa Italiana e per le borse europee. Prese di beneficio sulle società del lusso. In generale calo i bancari

di Edoardo Fagnani 9 dic 2019 ore 17:46

Avvio di settimana negativo per i maggiori indici di Borsa Italiana e per le principali borse europee: Piazza Affari è stata la peggiore del Vecchio Continente. Prese di beneficio sulle società del lusso, dopo le ottime performance messe a segno la scorsa settimana. In generale ribasso i titoli del settore bancario: UniCredit è riuscita a limitare i danni. È rimasto positivo il trend di STM.

mercato-negativaIl FTSEMib ha lasciato sul terreno lo 0,97% a 22.957 punti; la volatilità dell’indice è rimasta elevata: il FTSEMib ha oscillato tra un minimo di 22.856 punti e un massimo di 23.233 punti. Il FTSE Italia All Share ha perso lo 0,93%. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,7%) e per il FTSE Italia Star (-0,75%). Nella seduta del 9 dicembre il controvalore degli scambi è sceso a 1,93 miliardi di euro, rispetto agli 1,98 miliardi di venerdì; sono passate di mano 481.802.213 azioni (507.615.405 nella seduta di venerdì). Su 425 titoli trattati, 230 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 157; invariate le restanti 38 azioni.

L’euro si è attestato poco sopra gli 1,105 dollari, mentre il bitcoin ha sfiorato i 7.500 dollari (oltre 6.500 euro).

Lo spread Btp-Bund è sceso sotto i 160 punti.

 

Prese di beneficio sulle società del lusso, dopo le ottime performance messe a segno la scorsa settimana.

Moncler e Salvatore Ferragamo hanno perso rispettivamente lo 0,97% a 41,79 euro e il 3,78% a 18,35 euro.

 

In generale ribasso i titoli del settore bancario.

UniCredit (-0,05% a 12,744 euro) è riuscita a limitare i danni. Gli analisti di Goldman Sachs hanno incrementato il prezzo obiettivo sull’istituto, portandolo da 16,9 euro a 17,5 euro, in seguito alla revisione delle stime per il triennio 2019/2021 e alla revisione dei parametri di valutazione dell’istituto. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni in quanto il nuovo prezzo obiettivo implica un rialzo di oltre il 35% rispetto all’attuale quotazione delle azioni UniCredit. Promozione completa da UBS: gli analisti hanno alzato da 12,8 euro a 14,9 euro il target price sull’istituto, sulla base dell’incremento del ritorno per gli azionisti indicato nel piano strategico al 2023; gli esperti hanno anche migliorato il giudizio e ora consigliano l’acquisto delle azioni.

Sempre UBS ha peggiorato da “Buy” (acquistare) a “Neutrale” il giudizio su UBI Banca (-1,73% a 2,897 euro), in seguito al rialzo messo a segno dal titolo negli ultimi quattro mesi (da 2,08 euro a 2,95 euro); gli esperti hanno confermato il target price di 3,1 euro.

Credem invariata a 5,21 euro. Nel corso di un’intervista pubblicata su L’Economia – l’inserto del lunedì del Corriere della Sera – il direttore generale dell’istituto, Nazzareno Gregori, non ha escluso la possibilità di procedere con eventuali acquisizioni, anche se al momento non ci sono dossier aperti; tuttavia, il manager ha escluso un interesse per il Monte dei Paschi di Siena (+1,64% a 1,428 euro) e per Banca Carige. Nazzareno Gregori ha anticipato che il Credem potrebbe chiudere l’esercizio in corso con risultati migliori rispetto a quelli ottenuti nel 2018.

 

In ribasso Fiat Chrysler Automobiles (-0,86% a 13,148 euro). L'Economia ha analizzato i bilanci della società quotata a Piazza Affari e della francese Psa, in vista della fusione tra i due colossi automobilistici. Nel dettaglio, le fabbriche del colosso francese "sono meglio utilizzate e più integrate" rispetto a quelle di FCA. Anche la redditività delle vendite, misurata dal risultato operativo in percentuale del fatturato, è migliore per Psa: "l’anno scorso 7,7% in Peugeot e 4,8% in FCA". Un altro elemento molto importante è l’età media degli impianti: quelli di FCA hanno 10 anni, le Top 13 solo 6 anni e mezzo, quelle di Peugeot 20 anni.

 

È rimasto positivo il trend di STM (+0,44% a 23,09 euro). Matteo Oddi di Exante ha ricordato che da inizio anno le azioni del gruppo italofrancese hanno quasi raddoppiato il proprio valore, passando dai 12,23 euro del 28 dicembre 2018 ai 22,99 euro della chiusura di venerdì 6 dicembre 2019.  “Analizzando il grafico su un orizzonte temporale di medio periodo si può notare come la corsa al rialzo dell’azienda italo-francese sia ancora sostenuta da una struttura tecnica solida, con tutti i principali indicatori tecnici di trend posizionati al rialzo”, ha evidenziato l’esperto. Secondo Matteo Oddi, nel contesto attuale è possibile assistere ancora a un aggiornamento dei massimi, soprattutto se le azioni STM dovessero rimanere al di sopra del prossimo supporto posizionato a 22,6 euro. “L’attuale spinta rialzista potrebbe arrestarsi soltanto in caso di chiusura settimanale al di sotto di quota 19,5 euro, un’eventualità al momento che pare piuttosto remota”, ha aggiunto l’esperto. Intanto, gli analisti del Credit Suisse hanno alzato il prezzo obiettivo su STM, portandolo da 22,5 euro a 27,5 euro; gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato).

 

Ottima giornata per la S.S. Lazio (+5,43% a 1,358 euro). Nell’ultimo turno del campionato di SerieA la squadra biancoceleste ha battuto per 3 a 1 la Juventus FC (-0,47% a 1,282 euro) e si è rafforzata al terzo posto in classifica, a soli 5 punti dalla vetta occupata dall’Inter e a 3 punti dai bianconeri.

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