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FTSEMib in forte rialzo nel giorno della BCE e di Mario Draghi

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta odierna con rialzi nell'ordine del punto percentuale. Chiusura decisamente positiva per Telecom e Mediaset

di Edoardo Fagnani 8 mar 2018 ore 17:48

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta odierna con rialzi nell'ordine del punto percentuale. Nessuna sorpresa dalla riunione della BCE. Il Consiglio direttivo ha deciso che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0%, allo 0,25% e al -0,40%. Il Consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse di riferimento della BCE si mantengano su livelli pari a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo e ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività. Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo ha confermato che intende effettuare gli acquisti netti di attività, al nuovo ritmo mensile di 30 miliardi di euro, sino alla fine di settembre 2018, o anche oltre se necessario. Secondo alcuni operatori le dichiarazioni di Mario Draghi nella consueta conferenza stampa a commento delle decisioni di politica monetaria sottintendono la possibilità di un ritmo più lento nel ritiro degli stimoli monetari.

Il FTSEMib ha messo a segno un rialzo dell'1,15% a 22.731 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 22.417 punti e un massimo di 22.792 punti. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato l'1,17%. Segno più anche per il FTSE Italia Mid Cap (+1,43%) e il FTSE Italia Star (+0,78%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,96 miliardi di euro, rispetto ai 2,75 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 1.206.768.670 azioni (1.004.031.761 nella seduta di ieri). Su 388 titoli trattati, 249 hanno registrato terminato la seduta con un rialzo, mentre le performance negative sono state 112; invariate le rimanenti 27 azioni.

L’euro è sceso sotto gli 1,235 dollari, dopo le indicazioni della BCE e le dichiarazioni di Mario Draghi. Alle 17.35 il bitcoin era sotto i 10.000 dollari (poco meno di 8.000 euro).

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

borsa-positivaChiusura decisamente positiva per Telecom Italia (+4,63% a 0,823 euro). MF ha scritto che, secondo alcune indiscrezioni, il fondo Elliott avrebbe una quota potenziale ben più alta della posizione (tra azioni ordinarie e risparmio) inferiore al 5% dichiarata nei giorni scorsi. Secondo alcune voci - riportate dal quotidiano finanziario - “tra derivati e altri strumenti e opzioni Elliott sarebbe già in possesso di un potenziale 9,9% mentre altri attribuiscono al fondo una quota tra il 12 e il 14%”.

Mediaset ha registrato un balzo del 9,23% a 3,338 euro. Secondo quanto riportato dal alcune agenzie stampa lo scorporo dell’infrastruttura di rete di Telecom Italia potrebbe facilitare un’eventuale operazione di integrazione tra il gruppo del Biscione con la compagnia telefonica.

 

In generale recupero i bancari.

Il Creval è salito dell'1,2% a 0,1012 euro. Oggi era l’ultimo giorno a disposizione per aderire all’aumento di capitale dell’istituto. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 7 marzo Segantii Capital Management Limited hanno azzerato la posizione corta sul Creval.

Il BancoBPM ha guadagnato l'1,95% a 3,038 euro. Gli analisti di Goldman Sachs hanno ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo sull’istituto, portandolo da 3,8 euro a 4 euro; gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni. La stessa banca d’affari ha aumentato da 4,9 euro a 5 euro il target price su BPER Banca (+1,36% a 4,762 euro); gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”. Intanto, Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 7 marzo AQR Capital Management ha ridotto dal 2,25% al 2,11% lo "short" sul BancoBPM. Anche PDT Partners ha diminuito la posizione corta sull'istituto, portandola dallo 0,86% allo 0,79%. La stessa Consob ha comunicato che il 7 marzo AQR Capital Management ha ridotto dal 3,44% al 3,39% la posizione corta su BPER Banca.

Unicredit ha registrato un minimo progresso dello 0,24% a 17,2 euro. Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 7 marzo AQR Capital Management ha ridotto dallo 0,86% allo 0,75% la posizione corta sull’istituto.

Chiusura negativa, invece, per il Monte dei Paschi di Siena (-1,38% a 3,136 euro). Gli analisti del Credit Suisse hanno tagliato da 3,5 euro a 3 euro il target price sull'istituto senese; gli esperti hanno confermato il giudizio "Underperform" (farà peggio del mercato).

 

Ottima giornata per ERG (+6,29% a 18,24 euro). La società ha terminato il 2017 con ricavi per 1,06 miliardi di euro, in aumento del 3% rispetto agli 1,03 miliardi ottenuti nell’esercizio precedente. ERG ha chiuso lo scorso anno con un utile netto adjusted di 142 milioni di euro, in miglioramento del 32% rispetto ai 107 milioni contabilizzati nel 2016; l’utile netto contabile è stato di 206,8 milioni. Il management di ERG prevede di chiudere il 2018 con un margine operativo lordo in crescita a 475 milioni di euro, mentre l’indebitamento netto dovrebbe attestarsi a circa 1,26 miliardi di euro. Sulla base di questi risultati il management ha proposto la distribuzione di un dividendo 2018, relativo all’esercizio 2017, di 1,15 euro per azione, di cui 0,4 euro straordinari. Inoltre, il consiglio di amministrazione di ERG ha esaminato e approvato il piano industriale 2018-2022. Nel periodo sono previsti investimenti complessivi per circa 1,68 miliardi di euro, con un margine operativo lordo previsto al 2022 di 560 milioni. Nel piano la politica dei dividendi indica una dividendo ordinario in aumento a 0,75 euro per azione sostenibile nell’arco di piano.

 

Fiat Chrysler Automobiles è salita dello 0,07% a 17,266 euro. Il Sole24Ore ha ripreso le parole pronunciate da Sergio Marchionne a margine della riunione Acea a Ginevra. Il numero uno del gruppo automobilistico ha fatto il punto sulla controllata Magneti Marelli, fissando due punti fermi: che non ci sarà alcuna cessione e che si andrà avanti con lo scorporo. In altre parole - secondo quanto riportato da il Sole24Ore - “la strada maestra per la controllata del gruppo è uno spinoff, con distribuzione delle quote della società agli attuali azionisti di Fca, partendo dalla Exor della famiglia Agnelli”.

 

Atlantia ha messo a segno un rialzo del 5,05% a 27,05 euro. Secondo indiscrezioni riportare dalla stampa spagnola e rilanciate dall’agenzia Reuters la concessionaria autostradale e l’iberica ACS starebbero studiando un accordo per dividersi del attività di Abertis, con l’obiettivo di evitare costosi rilanci sulle offerte lanciate per rilevare il controllo del colosso spagnolo. In relazione alle notizie pubblicate oggi sul quotidiano spagnolo Expansión, Atlantia ha confermato i colloqui preliminari con ACS Actividades de Construcción y Servicios, ma ha precisato che non esiste alcun accordo in relazione al contenuto e alla portata di queste notizie.

 

Brunello Cucinelli ha guadagnato il 3,32% a 26,45 euro. La società del cachemire ha comunicato i risultati definitivi del 2017, esercizio chiuso con ricavi per 503,57 milioni di euro, in aumento del 10,4% rispetto ai 455,97 milioni ottenuti nell’esercizio precedente. L’azienda ha terminato lo scorso anno con un utile netto (esclusa la quota di terzi) di 51,12 milioni di euro, rispetto ai 36,4 milioni contabilizzati nel 2016. I vertici di Brunello Cucinelli puntano a chiudere il 2018 con una crescita a due cifre dei ricavi e della redditività. Inoltre il management punta a un ulteriore incremento dei dividendi e del pay-out. I vertici si attendono a fine 2018 una posizione finanziaria netta intorno alla parità, per migliorare ulteriormente il prossimo anno. Dopo la diffusione dei risultati del 2017 gli analisti di Jefferies hanno alzato da 31 euro a 32 euro il prezzo obiettivo su Brunello Cucinelli; gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

 

Seduta tonica per la Juventus (+5,2% a 0,688 euro). La squadra bianconera si è qualifica ai quarti di finale della Champions League, battendo per 2 a 1 il Tottenham nello stadio di Wembley. Di conseguenza, grazie al passaggio del turno, aumenteranno gli introiti per la società, grazie a maggiori risorse da diritti televisivi e incassi da stadio.

 

Gruppo Waste Italia ha registrato un tonfo del 40,7% a 0,08 euro, dopo essere rimasta sospesa per eccesso di ribasso per gran parte della giornata. Il consiglio di amministrazione dell'azienda ha approvato le situazioni economico-patrimoniali e finanziarie al 31 dicembre 2016 e al 31 dicembre 2017 che evidenziano una perdita al 31 dicembre 2017 di 169,8 milioni di euro, di cui 138,9 milioni di competenza di esercizi precedenti al 2017 e circa 30,9 milioni di competenza dell’esercizio 2017. Il patrimonio netto a fine 2017 risulta negativo per 75,2 milioni escludendo le riserve in conto futuro aumento di capitale di 9,6 milioni destinate dal socio di riferimento Sostenya Group. Inoltre, il CdA ha presentato la proposta definitiva di concordato, comprensivi del bilancio pro-forma che evidenzia una perdita complessiva post-esdebitazione pari a 105,9 milioni di euro.

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