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FTSEMib in rosso. Affonda MPS

Nel corso del pomeriggio l’istituto toscano è stato sospeso per eccesso di ribasso. Ancora una giornata negativa per i petroliferi. Male anche Telecom Italia

di Edoardo Fagnani 8 dic 2015 ore 17:47

Piazza Affari e le principali borse europee in forte ribasso nella seduta odierna; Borsa Italiana ha registrato la peggiore performance della giornata tra i mercati del vecchio continente. Ieri gli analisti di Goldman Sachs avevano pubblicato un’analisi sulle prospettive per l’azionariato europeo nei prossimi mesi; gli esperti consigliano di sovrappesare il comparto finanziario, telefonico e quello dei media. Anche oggi vendite sui bancari, dove spiccano i ribassi delle popolari e del Monte dei Paschi di Siena. Ancora una giornata negativa per i petroliferi, dopo che a New York il prezzo del greggio si è confermato sotto i 38 dollari al barile.
Il FTSEMib ha ceduto il 2,26% a 21.538 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha subito una flessione del 2,1% a 23.318 punti. Performance negative anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,98%) e il FTSE Italia Star (-0,98%). Anche oggi è rimasta chiusa la sessione afterhours. Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,42 miliardi di euro (nonostante la giornata semifestiva), rispetto ai 2,09 miliardi di ieri. Su 316 titoli trattati, 242 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state solo 67. Invariate le restanti sette azioni. 
L’euro ha sfiorato gli 1,09 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

mercato_rosso_1Anche oggi vendite sui bancari. Secondo quanto scritto su Il Sole24Ore a inizio 2016 gli ispettori della BCE dovrebbero iniziare una serie di indagini sugli aumenti di capitale effettuati di recente dai principali istituti popolari italiani. Spicca il forte ribasso subito dal Banco Popolare (-3,03% a 12,48 euro). Male anche la Popolare dell’Emilia Romagna (-3,14% a 6,93 euro).
Pessima giornata per il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano ha perso il 5,58% a 1,27 euro, dopo una sospensione per eccesso di ribasso nel corso del pomeriggio.
Performance simile per Banca Carige (-3,4% a 1,278 euro).
Segno meno anche per Unicredit (-3,63% a 5,18 euro) e IntesaSanpaolo (-1,89% a 3,11 euro).
Azimut ha perso il 2,77% a 23,17 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 30 novembre Norges Bank è diventato uno dei maggiori azionisti della compagnia con una partecipazione del 2,46% del capitale. La Commissione ha precisato che lo 0,234% è senza diritto di voto.

Ancora una giornata negativa per i petroliferi, dopo i pesanti ribassi subiti nelle ultime due sedute; a New York il prezzo del greggio si è confermato sotto i 38 dollari al barile.
ENI ha subito un ribasso del 2,53% a 13,89 euro.
Intonazione negativa anche per Saipem (-2,57% a 7,38 euro) e Tenaris (-1,54% a 10,85 euro).
Enel ha ceduto il 2,3% a 3,988 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 30 novembre Norges Bank ha ridotto la partecipazione detenuta nel colosso elettrico portandola dal 2,041% all’1,77%.

Segno meno per Telecom Italia (-2,35% a 1,164 euro). Jp Morgan Chase ha comunicato di detenere indirettamente al 26 novembre 2015 una posizione lunga complessiva nella compagnia telefonica pari al 10,134%. Nel dettaglio, il gruppo statunitense detiene partecipazione effettiva del 4,515%, una partecipazione potenziale del 2,461% e altre posizioni lunghe per una quota del 3,158%. La partecipazione potenziale è detenuta da Jp Morgan Securities e deriva da contratti di opzione di acquisto con regolamento fisico e possibilità di esercizio a differenti date fino al 7 luglio 2017.

Giornata negativa anche per i titoli del settore del lusso
. Spicca la flessione subita da Moncler (-4,29% a 14,49 euro).

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