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FTSEMib, il trend resta positivo. Brillano UniCredit e Generali

I riflettori sono puntati sull'istituto, dopo la diffusione dei risultati trimestrali e la cessione di azioni di Mediobanca. Salini Impregilo ha chiuso in rosso

di Edoardo Fagnani 7 nov 2019 ore 17:43

I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali borse europee hanno terminato la seduta del 7 novembre in territorio positivo. Pierre Veyret – analista tecnico di ActivTrades – ha segnalato che con un potenziale accordo commerciale USA-Cina in vista e dati che mostrano una forte ripresa economica in Europa, i tori sono di nuovi alle redini del mercato. “Tuttavia, anche se c'è ancora spazio per un'estensione del rally azionario fino alla fine dell'anno, l'attuale stato di euforia dei mercati potrebbe portare a eccessi rialzisti nonché a susseguenti brusche correzioni”, ha avvisato l’analista. UniCredit protagonista assoluta a Piazza Affari dopo la diffusione dei risultati trimestrali e la cessione dell’intera partecipazione detenuta in Mediobanca. In rosso, invece, Salini Impregilo, nel giorno un cui la società ha annunciato l’avvio dell’aumento di capitale riservato da 600 milioni di euro.

mercato-andamentoIl FTSEMib ha messo a segno un rialzo dello 0,56% a 23.503 punti, dopo aver oscillato tra i 23.445 punti e i 23.585 punti. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato lo 0,51%. Chiusura positiva anche per il FTSE Italia Mid Cap (+0,13%) e per il FTSE Italia Star (+0,35%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 3,36 miliardi di euro, rispetto ai 2,69 miliardi di mercoledì; sono passate di mano 737.340.943 azioni (633.521.465 nella seduta di mercoledì). Su 434 titoli trattati, 214 hanno registrato una performance positiva, mentre i ribassi sono stati 173; invariate le restanti 47 azioni.

L’euro è sceso a 1,105 dollari. Lo spread Btp-Bund ha toccato i 140 punti.

 

Focus sui titoli del settore bancario.

UniCredit protagonista assoluta a Piazza Affari dopo la diffusione dei risultati trimestrali. L’istituto ha terminato la giornata con un progresso del 5,96% a 12,806 euro. UniCredit ha chiuso i primi nove mesi del 2019 con un risultato netto contabile pari a 4,3 miliardi di euro, mentre il periodo luglio-settembre si è chiuso con un utile netto pari a 1,1 miliardi di euro, in miglioramento del 25,7% rispetto a quanto contabilizzato nel terzo trimestre del 2018. Sulla base del consensus elaborato sulle stime di 19 broker italiani e internazionali UniCredit avrebbe dovuto chiudere il trimestre con un utile netto di 1,01 miliardi di euro. A fine settembre i crediti alla clientela erano cresciuti del 4,1% anno su anno a 481 miliardi di euro. Alla stessa data le esposizioni deteriorate lorde sono diminuite del 29,5% anno su anno e del 16,4% trimestre su trimestre a 28,8 miliardi di euro, con un miglioramento del rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti lordi al 5,7% UniCredit ha confermato le stime finanziarie sull’intero 2019. L’istituto prevede di chiudere l’esercizio in corso con ricavi per 18,7 miliardi di euro e un utile netto rettificato (che esclude le poste straordinarie contabilizzate negli ultimi trimestri) per 4,7 miliardi. Inoltre, UniCredit ha completato l'operazione di cessione di azioni ordinarie di Mediobanca (-1,76% a 10,59 euro), per un quantitativo pari a circa l'8,4% del capitale, equivalente all'intera partecipazione detenuta nell'istituto di Piazzetta Cuccia. Il corrispettivo dell'operazione ammonta a circa 785 milioni di euro, risultanti dalla vendita di circa 74,5 milioni di azioni ordinarie di Mediobanca a un prezzo di 10,53 euro per azione. Il prezzo incorpora uno sconto del 2,3% rispetto all'ultimo prezzo di chiusura di Mediobanca pre-annuncio. Secondo quanto riferito dall’agenzia Reuters, nell’ambito del collocamento, Leonardo Del Vecchio avrebbe acquistato una quota del 2,5% del capitale di Mediobanca, portando la partecipazione detenuta nell’istituto di Piazzetta Cuccia poco sotto al 10%.

BancoBPM è salita dello 0,9% a 2,133 euro, dopo la diffusione dei risultati del terzo trimestre del 2019. L’istituto ha terminato il periodo in esame con un utile netto di 686 milioni di euro, in crescita del 30,9% rispetto ai 525 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. Al 30 settembre 2019 il Common Equity Tier 1 ratio (CET1 ratio) era pari al 13,8%, sostanzialmente invariato rispetto al dato del 30 giugno 2019. Sempre a fine settembre gli impieghi netti alla clientela ammontavano a 105,7 miliardi di euro, in crescita di 2,9 miliardi rispetto al dato del 31 dicembre 2018.Alla stessa data i crediti deteriorati ammontavano a 6 miliardi di euro, in diminuzione dell'11,3% rispetto al valore di inizio anno. I vertici dell’istituto prevedono che l'earning per share (EPS) adjusted dell'esercizio, al netto delle componenti reddituali non ricorrenti, possa superare i trenta centesimi di euro. Nel corso della conference call a commento dei risultati trimestrali il numero uno di BancoBPM, Giuseppe Castagna, ha dichiarato che l’istituto ha raggiunto adeguati livelli di capitale che garantirebbero la possibilità di distribuire un dividendo. Inoltre, il manager ha anticipato che nel primo trimestre del 2020 potrebbe essere presentato il nuovo piano industriale. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato da 1,75 euro a 2 euro il target price sul BancoBPM; gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

 

Azimut Holding ha terminato la giornata con un progresso del 3,6% a 20,55 euro. L’agenzia Fitch ha messo sotto osservazione il rating sulla solidità patrimoniale della compagnia, in seguito all’annuncio dell’emissione di bond da 500 milioni di euro con scadenza a 7 anni. L’attuale rating è pari a “BBB-” che classifica Azimut Holding tra gli emittenti non speculativi.

Performance migliore per Banca Mediolanum (+5,9% a 8,26 euro). La compagnia ha chiuso i primi nove mesi del 2019 con un utile netto di 284,76 milioni di euro, in aumento del 5% rispetto ai 272,09 milioni contabilizzati nei primi tre trimestri dello scorso anno. I vertici di Banca Mediolanum hanno deliberato la distribuzione di un acconto sul dividendo 2020, relativo all’esercizio 2019, per un ammontare di 0,21 euro. Nel corso della conference call a commento dei risultati trimestrali il numero uno di Banca Mediolanum, Massimo Doris, non ha escluso la possibilità di procedere con la distribuzione di un dividendo straordinario, sulla base dell'ammontare delle commissioni di performance a fine 2019.

 

Ottima giornata per Generali (+3,41% a 19,23 euro). La compagnia ha diffuso i risultati dei primi nove mesi del 2019, chiusi con un utile netto di 2,16 miliardi di euro, in aumento del 16,6% rispetto agli 1,86 miliardi contabilizzati nello stesso periodo dello scorso anno. In miglioramento anche il risultato operativo, che nel periodo gennaio-settembre è cresciuto del 9,1%, passando da 3,61 miliardi a 3,93 miliardi di euro. I premi lordi complessivi nei primi nove mesi del 2019 sono aumentati del 3,2%, passando da 49,73 miliardi a 51,38 miliardi di euro. La trimestrale di Generali è stata migliore delle attese degli analisti, con riferimento ai premi lordi e al risultato operativo. A fine settembre il Preliminary Regulatory Solvency Ratio (parametro che indica la solidità patrimoniale della compagnia assicurativa) era pari al 204%, in calo rispetto al 217% di inizio anno, in conseguenza all’impatto dei cambiamenti regolamentari, oltre alle varianze di mercato – con il calo dei tassi di interesse non totalmente compensato dal restringimento degli spread governativi.

 

Poste Italiane ha ceduto l'1,23% a 10,86 euro. Dopo la diffusione dei risultati del terzo trimestre del 2019 gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo su Poste Italiane, portandolo da 10,5 euro a 11 euro; al contrario, gli esperti hanno peggiorato da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere) il giudizio, in seguito al rialzo messo a segno nel corso del 2019: il valore delle azioni è passato dai 6,984 euro di inizio anno ai 10,995 euro della chiusura del 6 novembre. Mediobanca ha aumentato da 11,3 euro a 12 euro il prezzo obiettivo su Poste Italiane, in seguito alla revisione delle stime finanziarie per il triennio 2019/2021; gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato). Indicazione simile da Equita sim, che ha aumentato da 9,7 euro a 10,7 euro per azione la valutazione sulla società, in scia al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2019/2020; gli esperti hanno confermato il rating “Hold”.

 

Salini Impregilo ha terminato la giornata con una flessione del 2,68% a 1,742 euro, dopo essere rimasta sospesa per eccesso di ribasso per gran parte della seduta. La società ha annunciato l’avvio del collocamento di nuove azioni ordinarie riservato a determinati investitori istituzionali al fine di ottenere proventi lordi pari a 600 milioni di euro. Il collocamento istituzionale sarà realizzato attraverso un processo di bookbuilding. Salini Impregilo ha ricordato che i proventi netti dell’aumento di capitale saranno destinati a supportare, in via prioritaria, il progetto volto a rafforzare il settore nazionale delle grandi opere e delle costruzioni (“Progetto Italia”), che farà parte del più ampio piano industriale della società relativo al triennio 2019-2021.

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