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Piazza Affari anche oggi la migliore in Europa

Ottima performance per Telecom Italia, dopo la diffusione dei risultati dell'esercizio 2017 e del piano industriale. In rialzo di un punto percentuale Fiat Chrysler Automobiles

di Edoardo Fagnani 7 mar 2018 ore 17:47

Performance positive per Piazza Affari e per le principali borse europee, alla vigilia della riunione della BCE. Secondo Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM, non sono previste importanti modifiche alla politica monetaria; l'unica novità di rilievo potrebbe essere quella di estendere il programma d’acquisto di titoli oltre settembre, aggiungendo che la normalizzazione della politica monetaria della BCE richiederà tempo. Ottima performance per Telecom Italia, dopo la diffusione dei conti del 2017 e dell’aggiornamento del piano industriale per il triennio 2018/2020. Giornata in altalena ma positiva per Saipem. In rialzo di un punto percentuale Fiat Chrysler Automobiles.

Il FTSEMib ha registrato un rialzo dell'1,22% a 22.473 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 22.101 punti e un massimo di 22.521 punti. Il FTSE Italia All Share è salito dell'1,16%. Segno più anche per il FTSE Italia Mid Cap (+0,77%) e il FTSE Italia Star (+1,11%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,75 miliardi di euro, rispetto ai 3,04 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 1.004.031.761 azioni (1.435.491.719 nella seduta di ieri). Su 376 titoli trattati, 212 hanno messo a segno un rialzo, mentre le performance negative sono state 130; invariate le restanti 34 azioni.

L’euro si è confermato a 1,24 dollari, prima della diffusione del Beige Book. Alle 17.30 il bitcoin era sceso sotto i 10.500 dollari (poco meno di 8.500 euro).

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

indice-azionario-positivoIn deciso progresso Telecom Italia (+1,86% a 0,7866 euro). La compagnia telefonica ha comunicato i risultati del 2017, esercizio chiuso con ricavi per 19,83 miliardi di euro, in aumento del 4,2% rispetto ai 19,03 miliardi ottenuti l’anno precedente. Al contrario, l’utile netto si è attestato a 1,12 miliardi di euro, rispetto agli 1,81 miliardi contabilizzati nel 2016 e ha scontato oneri netti non ricorrenti per 714 milioni di euro. A fine 2017 l’indebitamento netto rettificato di Telecom Italia era salito a 25,31 miliardi di euro, rispetto ai 25,12 miliardi di inizio anno. Il consiglio di amministrazione ha proposto la distribuzione del solo dividendo alle azioni di risparmio, in ragione di 0,0275 euro per azione, in coerenza con la dividend policy già annunciata. Il management ha anche fornito i target finanziari del piano industriale per il periodo 2018/2020 e ha approvato il progetto di separazione volontaria della rete fissa di accesso. Dopo la diffusione dei risultati del 2017 e del piano industriale Bryan Garnier ha migliorato da “Sell” (vendere) a “Neutrale” il rating su Telecom Italia; gli esperti hanno messo in revisione il target price.

 

Giornata in altalena ma positiva per Saipem (+1,31% a 3,414 euro). Il Sole24Ore ha riportato le indicazioni fornite dall’amministratore delegato, Stefano Cao, in occasione dell’incontro con la comunità finanziaria dopo la diffusione dei risultati dell’esercizio 2017. Il manager ha dichiarato che l’azienda punta a “cogliere eventuali opportunità di consolidamento”, anche se al momento “l’obiettivo è puntato sulla riorganizzazione e sulla divisionalizzazione, puntando a massimizzare le opportunità in termini di efficienza e risultati di business”. Dopo la diffusione dei risultati del 2017 e delle stime sul 2018 gli esperti di Goldman Sachs e di Kepler Cheuvreux hanno incrementato il prezzo obiettivo su Saipem, portandolo rispettivamente a 3,9 euro e a 4,1 euro; gli esperti hanno confermato il giudizio, fissato rispettivamente a “Neutrale” e a “Hold” (mantenere). Fidentiis ha migliorato il giudizio, portandolo da “Sell” (vendere) a “Hold”. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 6 marzo BlackRock Investment Management (UK) Limited ha ridotto dallo 0,59% allo 0,44% lo "short" su Saipem.

 

Buone performance per i bancari.

IntesaSanpaolo ha recuperato l'1,14% a 3,0255 euro. Gli analisti di Barclays hanno alzato da 3,5 euro a 3,65 euro il target price sull’istituto; gli esperti hanno confermato il giudizio “Overweight” (sovrappesare).

Unicredit ha registrato un progresso dell'1,67% a 17,158 euro.

BPER Banca è salita dell'1,91% a 4,698 euro. La Consob ha comunicato che BlueMountain Capital Management ha ridotto dallo 0,79% allo 0,69% lo "short" sull’istituto. Anche PDT Partners ha diminuito la posizione corta sulla banca, portandola dallo 0,85% allo 0,79%.

UBI Banca ha guadagnato l'1,45% a 3,778 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che Marshall Wace ha limato dal 2,31% al 2,28% la posizione corta sull’istituto.

Banca Carige ha chiuso in calo dell'1,18% a 0,0084 euro. Il consiglio di amministrazione della banca ligure ha approvato il bilancio chiuso al 31 dicembre 2017. L’esercizio ha registrato una perdita di 388,4 milioni di euro, rispetto al rosso di 380,5 milioni indicato nei risultati preliminari per la contabilizzazione di ulteriori rettifiche di valore su crediti deteriorati classificati a sofferenza per circa 11,0 milioni di euro al lordo del relativo effetto fiscale. I coefficienti patrimoniali phased-in al 31 dicembre 2017 sono stati segnalati nella misura di un CET1 ratio del 12,4% e di un Total Capital Ratio del 12,6%.

 

Fiat Chrysler Automobiles ha terminato la giornata con un progresso dell’1,04% a 17,254 euro. Il Corriere della Sera ha riportato le dichiarazioni rilasciate dal numero uno della società, Sergio Marchionne, al salone dell’automobile di Ginevra. Il manager ha puntualizzato “che la strada dello spin off per Magneti Marelli è segnata, pur considerando che altre opzioni sono aperte”, segnalando implicitamente che l’opzione borsa resta la più probabile. Sergio Marchionne ha aggiunto che le azioni di Magneti Marelli saranno distribuite automaticamente ai soci di Fiat Chrysler Automobiles.

 

Brembo ha messo a segno un rialzo del 2,78% a 12,58 euro. Gli analisti di Banca IMI hanno ridotto da 14,6 euro a 14,1 euro il target price sulla società bergamasca, nonostante il miglioramento della stima sull’utile per azione per l’esercizio in corso. Tuttavia, gli esperti hanno migliorato il giudizio e ora consigliano di accumulare le azioni in portafoglio, in seguito al ribasso subito dal titolo negli ultimi mesi.

 

Spicca il balzo di Fincantieri (+5,92% a 1,324 euro). La società e Viking hanno annunciato di aver raggiunto un accordo per ulteriori 6 navi, che porterebbero a un totale di 16 il numero complessivo di unità costruite in partnership dalle due società, estendendo l’orizzonte della collaborazione fino al 2027. Inoltre, il consiglio di amministrazione di Fincantieri ha conferito mandato al presidente e all’amministratore delegato di dar corso entro il 2018 a un’operazione di emissione di obbligazioni non convertibili al fine di rifinanziare l’indebitamento a scadenza del prestito obbligazionario emesso dalla società nel 2013, nonché le proprie attività.

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