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Minimo rialzo per Piazza Affari. Male MPS e Telecom

I principali indici di Borsa Italiana hanno registrato rialzi minimi. Vendite sui due titoli, nonostante la Consob abbia vietato le vendite allo scoperto

di Edoardo Fagnani 7 lug 2016 ore 17:49

Borsa Italiana e le principali piazze europee hanno terminato la seduta odierna in territorio positivo, dopo i pesanti ribassi subiti nelle precedenti tre sedute. Bancari sulle montagne russe: spiccano i forti ribassi messi a segno dal Monte dei Paschi di Siena e dal Banco Popolare. In rosso anche Telecom Italia, nonostante la Consob abbia fatto scattare il divieto alle vendite allo scoperto. Chiusura positiva, invece, per Saipem.
I principali indici di Borsa Italiana hanno registrato rialzi minimi. Il FTSEMib ha guadagnato lo 0,08% a 15.436 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 15.391 punti e un massimo di 15.710 punti. Il FTSE Italia All Share è salito dello 0,17%. Performance migliori per il FTSE Italia Mid Cap (+0,82%) e per il FTSE Italia Star (+1,2%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,09 miliardi di euro, rispetto ai 2,95 miliardi di ieri. Su 308 titoli trattati, 166 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre i segni meno sono stati 124. Invariate le restanti 18 azioni.
L’euro ha oscillato tra gli 1,105 e gli 1,11 dollari.

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milano3_1Bancari sulle montagne russe.
Monte dei Paschi di Siena in forte ribasso. L’istituto toscano ha subito un calo del 5,79% a 0,265 euro. Restano elevati i volumi: nella seduta odierna passati di mano 103 milioni di titoli. Oggi si è riunito il consiglio di amministrazione straordinario della banca senese, per valutare la richiesta della BCE di ridurre di quasi 10 miliardi di euro entro il 2018 l’esposizione netta sui crediti problematici. Intanto, la Consob ha deciso di vietare temporaneamente le posizioni nette corte sul Monte dei Paschi di Siena. Il provvedimento sarà in vigore per i prossimi tre mesi, dall'inizio della seduta borsistica di oggi e fino alla conclusione della giornata di negoziazione del 5 ottobre 2016. Il divieto alle posizioni nette corte rafforza ed estende il divieto alle vendite allo scoperto adottato ieri, in quanto proibisce sia le vendite allo scoperto di azioni, sia le operazioni ribassiste compiute attraverso strumenti finanziari derivati che hanno come sottostante le azioni dell'istituto toscano. Inoltre, il divieto si applica a tutti gli scambi, a prescindere da dove siano effettuati e si applica anche agli operatori market maker. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 6 luglio Marshall Wace ha ridotto lo “short” sul Monte dei Paschi di Siena, portandolo dal 2,04% all’1,89%. Lo stesso giorno Citadel Advisors II ha ridotto la posizione corta sull’istituto toscano, portandola dallo 0,5% allo 0,49%.
Male anche il Banco Popolare (-2,5% a 1,83 euro). Gli analisti di Exane hanno tagliato a 4 euro il target price sulla banca. Gli stessi esperti hanno ridotto a 0,62 euro per azione la valutazione sulla Popolare di Milano (+0,92% a 0,3496 euro). Exane ha confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato) su entrambi gli istituti. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 6 luglio AQR Capital Management ha incrementato lo “short” sul Banco Popolare, portandolo dallo 0,81% all’1,03%.
IntesaSanpaolo in territorio positivo (+0,63% a 1,6 euro). Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 1° luglio BlackRock ha ridotto la partecipazione detenuta nel capitale della banca guidata da Carlo Messina, portandola dal 5,298% al 4,964%. Inoltre, il dichiarante ha comunicato di detenere, tramite società di gestione del risparmio controllate, una partecipazione aggregata in IntesaSanpaolo pari al 5,399%, composta per il 4,964% da diritti di voto riferibili ad azioni, per lo 0,354% da partecipazione potenziale e per lo 0,081% da altre posizioni lunghe con regolamento in contanti. Intanto, gli analisti di Exane hanno migliorato il giudizio su IntesaSanpaolo da “Neutrale” ad “Outperform” (farà meglio del mercato), in seguito al ribasso subito dal titolo negli ultimi giorni; gli esperti hanno confermato il target price di 2,6 euro.
La Popolare dell’Emilia Romagna ha perso il 4,51% a 2,582 euro. Secondo alcune indiscrezioni l’istituto potrebbe cedere due pacchetti di crediti deteriorati per un ammontare complessivo di 450 milioni di euro; una prima tranche da 200 milioni potrebbe essere acquistata da Algebris, mentre i restanti 250 milioni potrebbero essere rilevati da Cerberus. Intanto, gli analisti di Exane hanno tagliato a 6,3 euro il target price sulla banca, anche se hanno confermato il giudizio “Outperform”.
UBI Banca ha ceduto lo 0,17% a 2,312 euro. Gli analisti di Exane hanno migliorato il giudizio da “Neutrale” ad “Outperform” (farà meglio del mercato), in seguito al ribasso subito dal titolo negli ultimi giorni; tuttavia, gli esperti hanno limato il target price, portandolo da 4,3 euro a 4,2 euro. Inoltre, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 6 luglio B&G Master Fund ha aumentato la posizione corta su UBI Banca, portandola dallo 0,51% allo 0,6%. Lo stesso giorno AQR Capital Management ha aumentato la posizione corta su UBI Banca, portandola dall’1,79% all’1,88%.
Segno meno anche per Unicredit (-0,28% a 1,753 euro). Gli analisti di Exane hanno tagliato a 3,6 euro il target price sulla banca, anche se hanno confermato il giudizio “Outperform”.

Ottima giornata per Saipem (+2,48% a 0,3602 euro). La società di ingegneristica si è aggiudicata nuovi contratti e variazioni contrattuali nel segmento E&C offshore per un valore superiore a 1,5 miliardi di euro. Il contratto principale riguarda il progetto di sviluppo del campo gas di Zohr, il giacimento di gas “supergiant” situato al largo della costa egiziana nel mar Mediterraneo.

Telecom Italia ha perso il 2,76% a 0,6335 euro, dopo il forte ribasso subito ieri. La Consob ha deciso di vietare temporaneamente le vendite allo scoperto sui titoli della compagnia telefonica. Il provvedimento sarà in vigore per l'intera seduta borsistica odierna. Il divieto è stato adottato in applicazione del Regolamento comunitario in materia di "Short Selling", tenuto conto della variazione negativa di prezzo registrata dal titolo nella seduta di ieri. Il divieto riguarda le vendite allo scoperto assistite dalla disponibilità dei titoli.

CNH Industrial ha lasciato sul terreno il 3,96% a 5,695 euro. Gli analisti di Bank of America hanno tagliato da 9 dollari a 6 dollari il target price sulla società, segnalando che la Brexit potrebbe frenare la crescita dell’economia in Europa, penalizzando anche l’andamento del settore agricolo. Gli esperti hanno anche peggiorato da “Buy” (acquistare) ad “Underperform” (farà peggio del mercato) il rating.

YOOX Net a Porter Group è balzata del 6,02% a 22 euro. Dopo la diffusione dei target del piano industriale al 2020 gli analisti di Equita sim hanno tagliato da 28 euro a 23,5 euro il target price sulla società; tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio. Per lo stesso motivo Mediobanca ha sforbiciato da 36,8 euro a 31,3 euro il prezzo obiettivo su YOOX Net a Porter Group, anche se ha confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato).
Luxottica ha ceduto lo 0,54% a 42,66 euro. Gli analisti di Bank of America hanno iniziato la copertura sulla società con un prezzo obiettivo di 37 euro e un giudizio “Underperform” (farà peggio del mercato). Jefferies, invece, ha tagliato da 48 euro a 40 euro il target price su Luxottica, confermando l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

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