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Piazza Affari: FTSEMib in rialzo. L'Opec spinge i petroliferi

Seduta in positivo per il FTSEMib di Piazza Affari e per le altre principali borse europee dopo lo scivolone di ieri. Spiccano i rialzi dei titoli del comparto petrolifero

di Mauro Introzzi 7 dic 2018 ore 18:00

borsa-positivaSeduta positiva per Piazza Affari e per le altre principali borse europee dopo lo scivolone di ieri, quando l'indice dei titoli a maggior capitalizzazione di Milano, il FTSEMib, ha lasciato sul campo circa il 3,5%.

A livello settoriale bene i petroliferi dopo l'accordo tra i paesi dell'Opec per un taglio della produzione. Dal fronte macroeconomico da segnalare la diffusione del dato sull'occupazione americana, che ha visto la creazione di 155mila posti di lavoro e la disoccupazione rimanere ferma al 3,7%.

 

Il FTSEMib ha così guadagnato lo 0,53% a 18.742 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 18.742 punti e un massimo di 18.961 punti. Il FTSE Italia All Share è salito dello 0,49%. Performance frazionali anche per il FTSE Italia Mid Cap (+0,29%) e per il FTSE Italia Star (+0,59%).

Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 1,83 miliardi di euro dai 2,69 miliardi di euro di ieri; oggi sono passate di mano628.563.657 azioni (1.105.767.847 nella seduta di ieri). Su 382 titoli trattati, 140 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 216; invariate le restanti 26 azioni.

L’euro è rimasto poco sotto gli 1,14 dollari; alle 17.30 il bitcoin registrava un altro scivolone sotto i 3.300 dollari (meno di 2.900 euro).

Lo spread tra Btp e Bund con scadenza a 10 anni è sotto i 290 punti.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

A Piazza Affari protagonisti della seconda parte della seduta sono stati petroliferi ed energetici. In rialzo del 5,6% Saipem. A spingere le quotazioni del gruppo dell'impiantistica le notizie in arrivo da Vienna dal vertice dell'Opec. Il cartello di alcuni tra i maggiori paesi produttori di petrolio ha deciso di abbassare di 1,2 milioni di barili la produzione giornaliera di greggio. Ciò ha messo le ali alle società del comparto petrolifero in tutto il mondo, con il petrolio che sulla piazza di New York saliva (alle 17.30) del 4,2% a 53,7 dollari al barile.

Bene anche Eni (+2,02%).

 

In territorio misti i bancari dopo il pesante scivolone di ieri. Unicredit è scesa dello 0,46% mentre IntesaSanpaolo è salita dello 0,44%. UBI Banca ha perso l'1,23% mentre BancoBPM l'1,04%.

In calo del 5,26% Banca Carige. Secondo quanto scritto da MF la banca ligure ha perso la causa che la vedeva contrapposta ad Apollo, Amissima e gli ex manager dell’istituto. Oggetto del contendere erano i danni - quantificati in 1,25 miliardi, che sarebbero derivati dalla cessione delle compagnie assicurative al fondo di private equity americano, avvenuta nel 2015.

 

Unipol (+4,02%) in grande evidenza tra gli assicurativi. Il gruppo assicurativo beneficia delle indiscrezioni riportate dal quotidiano finanziario MF nella sua edizione odierna secondo cui BPER Banca (-1,59%) (che tra i suoi azionisti ha la stessa Unipol con una quota del 15% circa) avrebbe dato mandato a Citi per definire l'operazione di acquisizione di Unipol Banca. Il deal potrebbe vedere la luce a inizio 2019 ed essere quindi parte del piano industriale dell'istituto modenese guidato dall'amministratore delegato Alessandro Vandelli.

Poco mossa Generali (+0,28%). Dalle comunicazioni di internal dealing emerge che sono continuati nei giorni scorsi i movimenti della Delfin di Leonardo del Vecchio e della Fincal di Francesco Gaetano Caltagirone. Nelle sedute del 5 e del 6 dicembre la prima ha comprato più di un milione di azioni, la seconda 700mila.

 

Sotto i riflettori anche Telecom Italia - Tim (+1,08%). Ieri si è tenuto il primo consiglio di amministrazione a guida Luigi Gubitosi. La riunione del board aveva all’ordine del giorno gli sviluppi su alcuni dossier, ma il cda non sarebbe invece arrivato ad alcuna conclusione sul conferimento dell’incarico ai nuovi revisori.

 

Invariata Salini Impregilo. La controllata Lane si è aggiudicata due contratti autostradali da 460 milioni di dollari nella Carolina del Nord, nell’ambito della politica di espansione che il gruppo sta perseguendo negli Stati Uniti, il mercato più importante per fatturato.

 

Tra i titoli dello Star spicca il +4,39% di Falck Renewables. Tramite la sua controllata Falck Energies Renouvelables, la società ha sottoscritto un accordo preliminare con Glennmont Clean Energy Coöperatief, per l’acquisizione del 100% delle società titolari di un portafoglio di 5 parchi eolici in esercizio in Francia. Il prezzo previsto per l'acquisizione dei progetti, entrati in esercizio tra il 2006 e il 2013, è di circa 37 milioni di euro, finanziati interamente con risorse finanziarie proprie.

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