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I petroliferi frenano il FTSEMib

Sulle montagne russe i bancari; chiusura negativa per il Monte dei Paschi di Siena. Giornata decisamente positiva, invece, per Fiat Chrysler Automobiles e Telecom Italia

di Edoardo Fagnani 7 dic 2015 ore 17:51

Avvio di settimana nervoso per Piazza Affari e per le principali borse europee, dopo la forte volatilità registrata la scorsa settimana. Francoforte e Parigi in progresso di circa un punto percentuale. Pioggia di vendite sui petroliferi, dopo che a New York il prezzo del greggio è sceso a 38 dollari al barile. Sulle montagne russe i bancari; chiusura negativa per il Monte dei Paschi di Siena. Giornata decisamente positiva per Fiat Chrysler Automobiles e Telecom Italia.
Il FTSEMib ha registrato un minimo progresso dello 0,07% a 22.037 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha recuperato lo 0,11% a 23.819 punti. Performance migliori per il FTSE Italia Mid Cap (+0,42%) e il FTSE Italia Star (+0,64%). Oggi e domani resterà chiusa la sessione afterhours. Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,09 miliardi di euro, rispetto ai 2,82 miliardi di venerdì. Su 318 titoli trattati, 159 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre i segni meno sono stati 140. Invariate le restanti 19 azioni.
L’euro si è attestato a 1,085 dollari. L’oro si è portato a 1.075 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

mercato4_4Pioggia di vendite sui petroliferi, dopo che a New York il prezzo del greggio è sceso a 38 dollari al barile.
ENI ha subito una flessione del 2,46% a 14,25 euro. Gli analisti di Deutsche Bank hanno ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo sul Cane a sei zampe, portandolo da 15,5 euro a 16 euro. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.
Intonazione negativa anche per Saipem (-2,32% a 7,575 euro) e Tenaris (-2,22% a 11,02 euro).

Sulle montagne russe i bancari.
Il Monte dei Paschi di Siena ha terminato la giornata in territorio negativo. L’istituto toscano è sceso del 2,82% a 1,345 euro. Nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera nel week-end l’amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena, Fabrizio Viola, ha precisato di aver ricevuto offerte da tre operatori internazionali per i crediti in sofferenza che la banca è intenzionata a cedere. Il manager ha aggiunto che la vendita del pacchetto, per un ammontare di un miliardo di euro, dovrebbe concludersi a breve.
Performance peggiore per Banca Carige (-5,16% a 1,323 euro).
Rialzi frazionali per Unicredit (+0,19% a 5,375 euro) e IntesaSanpaolo (+0,13% a 3,17 euro).

Fiat Chrysler Automobiles è salita dell’1,72% a 13,02 euro. Il Sole24Ore nel week-end ha scritto che, nel corso di un incontro con la comunità finanziaria a Londra, il numero uno della società, Sergio Marchionne, ha confermato gli obiettivi finanziari per il 2018; Fiat Chrysler Automobiles dovrebbe chiudere l’esercizio in esame con ricavi per 132 miliardi di euro, un risultato operativo compreso tra gli 8,7 e i 9,8 miliardi, e un utile netto tra i 4,7 e i 5,5 miliardi di euro. Inoltre, la società punta a tornare tra gli emittenti non speculativi entro il 2017.

Segno più anche per Telecom Italia che ha guadagnato il 2,14% a 1,192 euro. Secondo quanto emerge dalle comunicazioni sulle partecipazioni rilevanti diffuse dalla Consob, il 26 novembre 2015 Jp Morgan è salita al 4,515% del capitale della compagnia telefonica.

Poste Italiane ha messo a segno un rialzo dell’1,27% a 7,15 euro. La Consob ha comunicato che il 26 novembre 2015 il Ministero dell'economia e delle finanze è sceso al 64,696% del capitale della compagnia guidata da Francesco Caio. In precedenza il Tesoro era accreditato di una quota del 65,317%. Il cambio di partecipazione è arrivato dopo l'esercizio della greenshoe.

Prysmian ha guadagnato lo 0,1% a 20,08 euro. Il Sole24Ore di domenica ha fornito qualche stima per l’azienda sul 2015. La società prevede di chiudere l’esercizio in corso con un margine operativo lordo rettificato nella parte superiore della forchetta compresa tra i 590 milioni e i 640 milioni di euro. Per l’esercizio successivo l’azienda stima un andamento operativo in crescita.

In forte ribasso CTI BioPharma (-1,29% a 0,997 euro). La società biotech ha annunciato i risultati di un’analisi dello studio di fase III Persist-1, che sta valutando il composto Pacritinib rispetto alla migliore terapia disponibile, escluso il trattamento con inibitori di Jak2, in pazienti affetti da mielofibrosi. I dati hanno mostrato che il trattamento con Pacritinib ha determinato tassi costanti di riduzione del volumi splenico e controllo dei sintomi associati alla malattia in tutti i sottogruppi di pazienti affetti da mielofibrosi a rischio intermedio e alto. Inoltre, CTI BioPharma ha annunciato i risultati di uno studio di fase II sponsorizzato dallo sperimentatore su Tosedostat, l’inibitore sperimentale selettivo orale dell’aminopeptidasi prodotto dalla società, in pazienti anziani affetti da leucemia mieloide acuta primaria (de novo) o da leucemia mieloide acuta primaria secondaria.

 

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