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Borsa Italiana: il FTSEMib chiude in rosso una giornata volatile

Chiusura in rosso per il principale indice di Piazza Affari in una giornata dai diversi volti. Gioie (BancoBPM) e dolori (UniCredit) dai bancari dopo le semestrali

di Edoardo Fagnani 7 ago 2019 ore 17:47

mercato-rossoChiusura in rosso per il principale indice di Piazza Affari in una giornata dai diversi volti. Mattinata in rialzo, poi inversione di tendenza nel primo pomeriggio, scivolone sui minimi e poi parziale recupero (che non ha escluso però una chiusura in ribasso). A livello settoriale a velocità diverse i bancari, dove spiccano il balzo di BancoBPM e il calo di UniCredit. Entrambe hanno diffuso le loro semestrali, accolte in modo diverse. In ribasso i petroliferi e deboli gli industriali.

Meglio di Milano hanno fatto altre principali piazze europee come Francoforte, Parigi e Londra. In calo le prime ore di contrattazione di Wal Street.

Nel frattempo resta alta la tensione sul fronte commerciale tra Stati Uniti e Cina. Gli analisti di IntesaSanpaolo hanno segnalato che il colosso asiatico ha dichiarato di non aver utilizzato il cambio come strumento nelle dispute commerciali, avvertendo che accusare formalmente il Paese di aver manipolato il valore esterno del renminbi potrebbe “danneggiare severamente l’ordine finanziario internazionale e provocare il caos sui mercati finanziari”.

In chiusura il FTSEMib era in ribasso dello 0,45% a 20.539 punti dopo aver oscillato tra un massimo di 20.810 punti e un minimo di 20.407 punti. In rosso anche il FTSE Italia All Share (-0,34%). In territorio positivo il FTSE Italia Mid Cap (+0,5%) e per il FTSE Italia Star (+0,54%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,48 miliardi di euro rispetto agli 1,98 miliardi di ieri; sono passate di mano 610.897.738 azioni (497.347.826 nella seduta di ieri). Su 409 titoli trattati, 209 hanno registrato una performance negativa, mentre i segni più sono stati 168; invariate le restanti 32 azioni.

L’euro è sceso sotto gli 1,12 dollari, mentre il bitcoin oscilla intorno agli 11.500 dollari (poco meno di 10.500 euro).

Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 205 punti.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

Bancari protagonisti di giornata.

Male UniCredit. Il titolo della banca ha perso il 4,94%. L’istituto ha chiuso i primi sei mesi del 2019 con un utile rettificato di 2,2 miliardi di euro, in miglioramento dell'1% rispetto all'utile del primo semestre 2018, mentre i ricavi si sono ridotti a ricavi 9,3 miliardi di euro, in calo del 3,8% rispetto allo stesso semestre dell'anno precedente principalmente a causa della contrazione delle commissioni. Nel solo secondo trimestre l’utile netto ha toccato gli 1,9 miliardi di euro, ma è rimasto al di sotto dei 2,13 miliardi del consensus degli analisti. A fine giugno 2019 le esposizioni deteriorate lorde di gruppo, le cosiddette NPE, sono diminuite del 19,2% rispetto allo stesso giorno del 2018 a 34,4 miliardi, con un miglioramento del rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti lordi al 7%. A fine del semestre il CET1 ratio di gruppo è diminuito di 18 punti base rispetto alla fine del trimestre precedente al 12,08%. Sulla base dei risultati semestrali la guidance sui ricavi per l'intero 2019 è stata limata a 18,7 miliardi rispetto ai 19 miliardi indicati in precedenza, mentre la previsione sull'utile netto rettificato è stata confermata a 4,7 miliardi di euro.

Bene invece BancoBPM (+4,72%). L’istituto ha comunicato i risultati del primo semestre del 2019, periodo chiuso con un utile netto di 593,13 milioni di euro, in aumento del 68,2% rispetto ai 352,58 milioni contabilizzati nei primi sei mesi dello scorso anno; grazie al calo delle rettifiche su finanziamenti verso clientela e plusvalenze lorde conseguite per effetto della riorganizzazione del comparto del credito al consumo (189,5 milioni) e della realizzazione della partnership con Credito Fondiario nella gestione delle attività di recupero dei crediti deteriorati (142,7 milioni). A fine giugno i crediti deteriorati erano scesi a 6,2 miliardi di euro, in diminuzione di 537 milioni di euro (-8%) rispetto al 31 dicembre 2018; anno su anno la riduzione delle esposizioni deteriorate nette è di 3,3 miliardi, pari al 34,8%. L’indice di copertura dell’intero aggregato dei crediti deteriorati si attestava al 41,9%, in contrazione rispetto al 43,1% del 31 dicembre 2018. Secondo il management l'utile per azione adjusted dell’intero 2019, al netto delle componenti reddituali non ricorrenti, è atteso superare gli 0,3 euro; questo valore risulta sostanzialmente allineato alle attuali proiezioni di consensus di mercato. Nel corso della conference call a commento dei risultati semestrali il numero uno dell'istituto, Giuseppe Castagna, ha evidenziato che i numeri dei primi sei mesi consentono alla banca di valutare la possibilità di tornare a distribuire il dividendo. Il manager non ha escluso a priori l'alternativa di procedere con un buy back. Gli analisti hanno apprezzato la semestrale del BancoBPM. Kepler Cheuvreux ha aumentato da 1,65 euro a 1,75 euro il target price sulla banca; gli esperti hanno anche migliorato da “Reduce” (ridurre) a “Hold” (mantenere) il giudizio. Promozione anche da HSBC: gli analisti hanno aumentato a 2,3 euro il prezzo obiettivo e hanno portato da “Hold” a “Buy” (acquistare) il rating.

Rialzo frazionale per il Creval (+0,55%). L’istituto ha chiuso il primo semestre del 2019 con un utile netto di 23,55 milioni di euro, rispetto agli 824mila euro contabilizzati nello stesso periodo dello scorso anno, beneficiando della forte riduzione della spesa per il personale. Sul risultato finale hanno pesato le rettifiche straordinarie volte al rafforzamento delle coperture finalizzato alla cessione di NPL prevista nel piano industriale 2019-2023. A fine giugno i crediti deteriorati (al netto delle rettifiche di valore) erano pari a 794,4 milioni di euro, in calo dell’8,8% rispetto al dato di inizio anno (871 milioni di euro). Sempre a fine giugno il patrimonio netto era pari a circa 1,61 miliardi di euro, mentre il Common Equity Tier 1 era pari al 18,5% (livello minimo SREP fissato all’8,25%). I vertici del Creval hanno segnalato che l’attività della banca nel corso del secondo semestre dell’anno sarà focalizzata sull’implementazione delle linee guida previste nel piano industriale 2019-2023.

Tra le altre banche in rosso UBI Banca (-0,75%) e IntesaSanpaolo (-1,78%), mentre BPER Banca è salita dell'1,91%.

 

Generalmente in ribasso i titoli con attività legate al petrolio. Spicca il -3,44% di Saipem. In rosso anche Eni (-1,42%) e Tenaris (-0,83%).

 

In territorio misto gli industriali. FCA ha perso lo 0,54, STM è salita dello 0,53%.

Bene Ferrari (+1,63%). Dopo la diffusione dei risultati semestrali gli analisti di Banca IMI hanno alzato da 128 euro a 141 euro il target price sul Cavallino Rampante, in seguito alla revisione delle stime per i prossimi trimestri. Tuttavia, gli esperti hanno peggiorato da “Add” (aggiungere) a “Hold” (mantenere) il giudizio, in seguito al difficile scenario di riferimento e al rally registrato dal titolo nel corso del 2019. Morgan Stanley ha aumentato da 143 euro a 156 euro per azione la valutazione su Ferrari e ha confermato il giudizio “Overweight” (sovrappesare).

 

Tra i titoli a minor capitalizzazione da segnalare le prese di beneficio su Iervolino Entertainment (-10,65%), fresca matricola all'AIM Italia.

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