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Chiusura in rosso per il FTSEMib (ma la settimana è positiva)

Tra il 2 e il 6 novembre il principale indice di Borsa Italiana ha guadagnato il 9,69%. In forte ribasso Leonardo dopo la trimestrale. Chiusura positiva per Enel e Inwit

di Edoardo Fagnani 6 nov 2020 ore 17:44

mercato-neutroI maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno registrato ribassi frazionali nell’ultima seduta della settimana, ma hanno recuperato dai minimi toccati in mattinata dopo i dati sull’occupazione negli Stati Uniti relativi al mese di ottobre, risultati migliori delle attese degli analisti. Pierre Veyret – analista tecnico i ActivTrades - ha segnalato che dopo quattro giorni di rally gli operatori sembrano essere più cauti in quest'ultima sessione di negoziazione della settimana. Secondo l'esperto la situazione di incertezza sull'esito delle lezioni presidenziali negli USA non ha avuto un forte impatto sulle borse dato che la maggior parte degli investitori si aspettava una vittoria contestata per uno dei due candidati sin da ottobre. "I principali driver di mercato rimangono preoccupazioni e rischi legati alla seconda ondata di Covid 19 e alla mancanza di ulteriore sostegno fiscale e monetario", ha avvertito Pierre Veyret.

Il FTSEMib è sceso dello 0,25% a 19.682 punti (minimo di 19.482 punti, massimo di 19.822 punti), ma ha terminato la settimana con un rialzo complessivo del 9,69%. Il FTSE Italia All Share ha perso lo 0,21%. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,5%) e per il FTSE Italia Star (-0,57%). Nella seduta del 6 novembre 2020 il controvalore degli scambi è sceso a 2,1 miliardi di euro, rispetto ai 2,36 miliardi di giovedì; sono passate di mano 670.987.573 azioni (769.586.181 nella seduta di giovedì). Su 418 titoli trattati, 240 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 137; invariate le restanti 41 azioni.

L’euro ha sfiorato gli 1,19 dollari, mentre il bitcoin è balzato a 15.500 dollari (circa 13.000 euro).

Lo spread Btp-Bund si è ristretto sotto i 125 punti.

 

Leonardo ha lasciato sul terreno il 7,23% a 4,34 euro, dopo la diffusione dei risultati trimestrali. La società aerospaziale ha terminato i primi nove mesi del 2020 con ricavi per 9,03 miliardi di euro, in flessione dell’1,2% rispetto ai 9,13 miliardi ottenuti nei primi tre trimestri dello scorso anno. Il risultato operativo si è ridotto del 39%, passando da 648 milioni a 395 milioni di euro, mentre l’utile netto è sceso a 137 milioni di euro. A fine settembre 2020 l’indebitamento netto di Leonardo era salito a 5,88 miliardi di euro, rispetto ai 2,85 miliardi di inizio anno, anche in conseguenza all’assorbimento di cassa per circa 2,6 miliardi. Leonardo ha segnalato che il livello di nuovi ordinativi e di ricavi continua a evidenziare un andamento in linea con le previsioni per l’intero esercizio, fissate rispettivamente a 12,5-13,5 miliardi di euro per gli ordini e a 13,2-14 miliardi per il giro d'affari. Il management ha aggiunto che le azioni messe in atto per garantire un progressivo recupero di livelli di produttività e i risparmi derivanti dalle azioni di riduzione dei costi, supportano il conseguimento dell’EBITA previsto per l’anno in corso (900-950 milioni di euro).

 

In generale calo i titoli del settore bancario.

Il BancoBPM ha limitato la flessione allo 0,03% a 1,6485 euro, dopo la diffusione dei risultati trimestrali. L’istituto ha terminato il periodo in esame con un utile netto di 262,53 milioni di euro, in decisa flessione rispetto ai 701,23 milioni contabilizzati nei primi tre trimestri dello scorso anno; in particolare, le rettifiche nette su finanziamenti verso clientela sono salite da 558,03 milioni a 800,58 milioni di euro. Al netto delle componenti non ricorrenti, l’utile del periodo in esame si è ridotto a 263,9 milioni di euro, rispetto ai 394,6 milioni del 30 settembre 2019. In miglioramento, invece, il risultato della gestione operativa, salito da 1,19 miliardi a 1,27 miliardi milioni di euro (+6,4%). A fine settembre 2020 gli impieghi netti alla clientela ammontavano a 108,7 miliardi di euro, in aumento di 2,9 miliardi rispetto al dato di inizio anno. Alla stessa data le esposizioni nette deteriorate (sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinate) erano pari a 5,1 miliardi di euro. Sempre a fine settembre 2020 il Common Equity Tier 1 era salito al 15,44%, rispetto al 14,73% di fine giugno. Intanto, secondo quanto riportato da Il Sole24Ore l'istituto di credito sarebbe aperto a vagliare le diverse opportunità che si dovessero presentare sul risiko delle aggregazioni.

In forte ribasso, invece, BPER Banca (-3,23%), IntesaSanpaolo (-1,25%) e UniCredit (-3,08%).

 

Performance decisamente negativa per Anima Holding (-5,65% a 3,374 euro). La compagnia ha comunicato che la raccolta netta nel mese di ottobre 2020 (escluse le deleghe assicurative di ramo I) è stata negativa per 736 milioni di euro. Il management ha precisato che il dato del mese è stato impattato negativamente da riscatti da parte di due clienti istituzionali per circa 500 milioni di euro. Nei primi dieci mesi del 2020 la raccolta netta di Anima Holding è stata pari a 440 milioni di euro.

 

Enel ha guadagnato l'1,33% a 7,712 euro. Il colosso elettrico ha comunicato i risultati dei primi nove mesi del 2020, che hanno confermato il trend evidenziato nella prima metà dell’esercizio. Enel ha terminato il periodo in esame con ricavi in contrazione del 19%: il giro d’affari del colosso elettrico è passato da 59,33 miliardi a 48,05 miliardi di euro. Al contrario, l’utile netto ordinario è salito del 9%, passando da 3,3 miliardi a 3,59 miliardi di euro. A fine settembre 2020 l’indebitamento netto era cresciuto a 48,95 miliardi di euro, rispetto ai 45,18 miliardi di inizio anno. Il management di Enel confermato i target finanziari relativi all’esercizio 2020 e ha proposto la distribuzione di un acconto del dividendo 2021 (relativo all'esercizio 2020) per un ammontare di 0,175 euro per azione in crescita del 9,4% rispetto all’acconto distribuito a gennaio 2020.

 

Performance brillante per Inwit (+3,96% a 10,25 euro). La società ha comunicato i risultati finanziari dei primi nove mesi del 2020, chiuso con ricavi per 473,48 milioni di euro, aumento del 62,1% rispetto ai 292,16 milioni realizzati nei primi tre trimestri dell’esercizio precedente. Inwit ha terminato il periodo gennaio-settembre con un utile netto di 111,93 milioni di euro, in crescita del 13,2% rispetto ai 98,87 milioni contabilizzati nei primi nove mesi del 2019. Inoltre, i vertici di Inwit hanno approvato l’aggiornamento del piano industriale per il triennio 2021/2023 e hanno approvato la politica dei dividendi che prevede un dividendo 2021 (relativo all’esercizio 2020) di 0,3 euro per azione. La cedola sarà incrementata del 7,5% annuo negli anni successivi del piano triennale, sostanzialmente in linea con la crescita del business.

 

Webuild ha guadagnato il 3,17% a 1,025 euro. La società ha comunicato di aver completato l’acquisizione del 65% di Astaldi (-0,29%, dopo alcune sospensioni per eccesso di rialzo).

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