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Il FTSEMib chiude (di poco) sopra la parità. Banche nervose

Chiusura positiva per UniCredit. In rosso, invece, Banca MPS. Vendite su Poste Italiane e CNH Industrial, dopo la diffusione dei risultati del terzo trimestre

di Edoardo Fagnani 6 nov 2019 ore 17:45

I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali borse europee hanno terminato la seduta del 6 novembre con variazioni frazionali, dopo il recupero accumulato nelle precedenti giornate. Secondo Dave Lafferty - Chief Market Strategist di Natixis Investment Managers - a livello globale, la crescita dell’economia è in una fase di rallentamento, anche se non ancora in una fase recessiva. Per questo motivo lo strategist consiglia cautela sui mercati azionari nei prossimi mesi. “Le valutazioni relative delle azioni sono alte su tutti i mercati, soprattutto quello americano”, ha puntualizzato Dave Lafferty. Secondo gli esperti di Eurizon Asset Management le borse hanno bisogno di più chiari segnali di recupero ciclico per sostenere una vera e propria tendenza rialzista. "Nei prossimi mesi è quindi essenziale che si interrompa la debolezza dell’attività industriale in modo che l’impatto sul resto dell’economia non si aggravi ulteriormente", hanno precisato gli analisti.

mercato-sale_1Il FTSEMib ha registrato un progresso dello 0,04% a 23.373 punti, in una giornata caratterizzata da volatilità ridotta: il valore dell’indice ha oscillato tra un minimo di 23.309 punti e un massimo di 23.415 punti. Il FTSE Italia All Share ha recuperato lo 0,05%. Rialzi frazionali per il FTSE Italia Mid Cap (+0,17%) e per il FTSE Italia Star (+0,54%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,69 miliardi di euro, rispetto ai 2,88 miliardi di martedì; sono passate di mano 633.521.465 azioni (700.325.720 nella seduta di martedì). Su 437 titoli trattati, 211 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 170; invariate le restanti 56 azioni.

L’euro è rimasto sotto gli 1,11 dollari, mentre il bitcoin ha sfiorato i 9.500 dollari (circa 8.500 euro).

Lo spread Btp-Bund si è confermato a 135 punti.

 

In altalena i titoli del settore bancario.

In evidenza UniCredit che ha terminato la giornata con un progresso dell’1,04% a 12,086 euro. L’istituto ha completato il trasferimento di 4,1 miliardi di euro Gross Book Value (6,1 miliardi di creditoria complessiva) di portafoglio Non performing rappresentato da mutui residenziali a una società veicolo (PRISMA) attraverso un'operazione di cartolarizzazione strutturata da Unicredit Bank.

Chiusura negativa, invece, per IntesaSanpaolo (-0,11% a 2,3375 euro). MF ha riportato quelle che potrebbero essere le strategie dell'istituto nei prossimi mesi. Nel commentare i risultati trimestrali il numero uno della banca, Carlo Messina, ha evidenziato come “esista una porzione molto significativa di risparmio amministrato e denaro dormiente che può essere convertita in risparmio gestito”. MF parla di circa 240 miliardi di raccolta dormiente, da dirottare “approfittando della discesa dello spread e della ritrovata sicurezza sul mercato finanziario italiano”. Intanto, dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato da 2,45 euro a 2,65 euro il target price su IntesaSanpaolo; gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni, in quanto il nuovo prezzo obiettivo implica un potenziale rialzo di oltre il 10%.

Sono scattare le vendite sul Monte dei Paschi di Siena (-2,88% a 1,52 euro), dopo la diffusione della trimestrale. L’istituto senese ha terminato i primi nove mesi del 2019 con un utile netto pari a 187 milioni di euro, rispetto ai 379 milioni contabilizzati nei primi tre trimestri dello scorso anno. A fine settembre i crediti verso la clientela erano pari a 90,5 miliardi di euro, in crescita di 3 miliardi rispetto a fine giugno 2019. Alla stessa data l’esposizione dei crediti deteriorati lordi era pari a 14,5 miliardi di euro, in flessione di 1,4 miliardi rispetto a fine giugno. I vertici di Monte dei Paschi di Siena hanno confermato il target di Gross NPE ratio inferiore al 12,5% alla fine del 2019.

In rosso anche BancoBPM (-0,98% a 2,114 euro), nel giorno in cui si è riunito il consiglio di amministrazione della banca per l’esame dei risultati del terzo trimestre del 2019.

 

Azimut Holding ha terminato la giornata con un progresso dell’1,72% a 19,835 euro. Non si sono fatte attendere le indicazioni delle banche d’affari, dopo la diffusione dei risultati del terzo trimestre del 2019. Kepler Cheuvreux ha apprezzato i risultati della compagnia e ha incrementato da 19 euro a 20 euro il prezzo obiettivo; tuttavia, gli esperti hanno peggiorato da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere) il giudizio, in seguito al rialzo messo a segno nel corso del 2019: il valore delle azioni Azimut Holding è passato dai 9,534 euro di inizio anno ai 19,5 euro della chiusura del 5 novembre. Mediobanca ed Equita sim hanno aumento il prezzo obiettivo sulla compagnia, portandolo rispettivamente a 19,7 euro e a 19,8 euro, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2019/2020; entrambe le banche d’affari hanno confermato l’indicazione “Neutrale”. Banca Akros ha apprezzato i risultati trimestrali di Azimut Holding: gli esperti hanno incrementato da 19 euro a 20,5 euro il target price e hanno confermato l’indicazione di accumulare le azioni in portafoglio.

Chiusura positiva per FinecoBank (+0,46% a 10,85 euro), in scia ai nuovi target price della banche d’affari, dopo la diffusione dei risultati del terzo trimestre del 2019. In particolare, Mediobanca ha incrementato da 9,2 euro a 10 euro il prezzo obiettivo, in seguito alla revisione dei parametri di valutazione del settore. Anche Banca Akros ha portato il target price su FinecoBank a 10 euro, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il triennio 2019/2021. Gli esperti delle due banche d’affari hanno confermato il giudizio “Neutrale”. Sulla stessa lunghezza d’onda Equita sim e Kepler Cheuvreux: gli analisti delle due banche d’affari hanno ritoccato al rialzo la valutazione sulla compagnia, portandola rispettivamente a 10 euro e a 9,8, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per i prossimi trimestri; gli esperti hanno confermato il rating “Hold” (mantenere). Più ottimista HSBC, che ha incrementato a 12 euro il target price su FinecoBank e ha confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

 

CNH Industrial in forte ribasso (-4,17% a 9,986 euro), dopo la diffusione dei risultati trimestrali e la revisione della stima sui ricavi per il 2019. La società ha chiuso i primi nove mesi del 2019 con ricavi pari a 20,38 miliardi di dollari, in calo del 5,2% rispetto ai 21,05 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso. La versione adjusted dell'utile ha toccato gli 899 milioni, in crescita del 9,2% rispetto agli 823 milioni dello stesso periodo del 2018. CNH Industrial ha rivisto i suoi obiettivi per l'intero 2019 in quanto "nel terzo trimestre le condizioni della domanda nei principali mercati agricoli si sono ulteriormente deteriorate a causa delle incertezze del mercato e del sentimento negativo degli agricoltori, che è stato particolarmente influenzato dalle scarse condizioni di rendimento in diverse aree geografiche". In particolare, i ricavi netti delle attività industriali sono stimati tra 26,5 e 27 miliardi di dollari, rispetto alla precedente forchetta compresa tra 27 e 27,5 miliardi di dollari.

 

Vendite su Poste Italiane, dopo la diffusione dei risultati del terzo trimestre del 2019. Il titolo è sceso dell’1,57% a 10,995 euro. La società ha terminato il periodo in esame con ricavi in salita del 1,8% a 2,57 miliardi, un risultato operativo in miglioramento dello 0,8% a 459 milioni e un utile netto a 320 milioni. Il consensus degli analisti, pubblicato sul sito internet della società indicava un giro d’affari di 2,55 miliardi di euro (minimo di 2,52 miliardi, massimo di 2,6 miliardi di euro), rispetto ai 2,52 miliardi ottenuti negli stessi mesi del 2018. Il risultato operativo era stimato a 431 milioni di euro (con una marginalità del 16,9%), mentre l’utile netto si sarebbe dovuto attestare intorno ai 300 milioni di euro. Inoltre, Poste Italiane ha ufficializzato la distribuzione di un acconto sul dividendo 2020 (relativo al bilancio del 2019), in linea con la nuova politica comunicata in occasione della diffusione dei risultati semestrali. La società assegnerà una cedola di 0,154 euro per azione, che agli attuali livelli di prezzo delle azioni Poste Italiane garantisce un rendimento dell’1,4%. Poste Italiane ha confermato che continuerà a impegnarsi nell’attuazione degli obiettivi delineati nel piano quinquennale Deliver 2022. Con specifico riferimento al 2019, l’azienda prevede ricavi per 11 miliardi di euro e un risultato operativo di 1,6 miliardi. La marginalità è stimata in crescita dal 14% al 15%. L’utile netto è stimato a 1,1 miliardi di euro.

 

DiaSorin (+3,99% a 104,3 euro) ha registrato la migliore performance di giornata al FTSEMib. La società di diagnostica ha chiuso i primi nove mesi del 2019 con ricavi e redditività in crescita. Il management ha confermato le stime per il 2019. Il fatturato dovrebbe registrare una crescita compresa tra il 5% e l'8% rispetto al 2018 a cambi costanti. L'incidenza del l margine operativo lordo sul fatturato, invece, dovrebbe rimanere in linea con quanto registrato nel 2018.

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