NAVIGA IL SITO

Altro scivolone del FTSEMib. MPS riesce a salire

Giornata decisamente negativa per il Banco Popolare e Unicredit. Spicca anche il pesante ribasso subito da Telecom Italia. In forte rialzo, invece, YOOX Net-a-Porter Group

di Edoardo Fagnani 6 lug 2016 ore 17:53

Ancora una giornata decisamente negativa per Borsa Italiana e per le piazze europee, dopo i pesanti ribassi subiti nelle precedenti due sedute; i principali indici delle borse del Vecchio Continente hanno registrato ribassi nell’ordine del 2%. Bancari sempre protagonisti: sono tornati gli acquisti sul Monte dei Paschi di Siena, dopo che la Consob ha deciso di vietare temporaneamente le vendite allo scoperto sulla banca senese. Giornata decisamente negativa, invece, per il Banco Popolare e Unicredit. Spicca anche il pesante ribasso subito da Telecom Italia. In forte rialzo, invece, YOOX Net-a-Porter Group, nel giorno della presentazione del piano industriale.
Il FTSEMib ha terminato la giornata con una flessione del 2,26% a 15.424 punti (minimo di 15.293 punti, massimo di 15.777 punti), mentre il FTSE Italia All Share è sceso del 2,24%. Performance negative anche per il FTSE Italia Mid Cap (-2,1%) e il FTSE Italia Star (-2,08%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,95 miliardi di euro, rispetto ai 2,34 miliardi di ieri. Su 317 titoli trattati, 264 hanno terminato la giornata con una flessione, mentre i rialzi sono stati solo 37. Invariate le restanti 16 azioni.
L’euro ha sfiorato gli 1,11 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

mercato_rosso_1Bancari sempre protagonisti.
Sono tornati gli acquisti sul Monte dei Paschi di Siena, dopo i pesanti ribassi subiti nelle ultime due sedute. L’istituto toscano ha messo a segno un progresso del 6,07% a 0,2813 euro. Anche oggi sostenuti i volumi sul titolo: nell’intera giornata sono passate di mano oltre 144 milioni di azioni. Secondo alcune indiscrezioni domani si riunirà un consiglio di amministrazione straordinario della banca senese, per valutare la richiesta della BCE di ridurre di quasi 10 miliardi di euro entro il 2018 l’esposizione netta sui crediti problematici. Il Corriere della Sera ha scritto che il Tesoro potrebbe procedere con un intervento diretto nel capitale dell’istituto toscano attraverso la “ricapitalizzazione a scopo precauzionale e temporaneo, per coprire l’eventuale ammanco patrimoniale che dovesse risultare dagli stress test del 29 luglio”. Inoltre, UBI Banca (-2,85% a 2,316 euro) ha ribadito di non avere alcun dossier in corso in merito a una possibile integrazione con il Monte dei Paschi di Siena. Intanto, la Consob ha deciso di vietare temporaneamente le vendite allo scoperto sull’azienda senese. Il provvedimento, in vigore fino al termine della seduta odierna, è stato adottato in applicazione del Regolamento comunitario in materia di "Short Selling", tenuto conto della variazione di prezzo registrata ieri dal titolo (calo vicino al 20%). Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 5 luglio Marshall Wace ha incrementato lo “short” sul Monte dei Paschi di Siena, portandolo dall’1,95% al 2,04%. Lo stesso giorno Oceanwood Capital Management ha aumentato dallo 0,6% allo 0,89% la posizione corta sull’istituto toscano. Infine, Citadel Advisors II ha aperto uno “short” sul Monte dei Paschi di Siena con una quota dello 0,5%.
Giornata decisamente negativa, invece, per il Banco Popolare (-6,15% a 1,877 euro). L’istituto ha seccamente smentito le indicazioni fornite da un’analisi pubblicata da Morgan Stanley sui risultati dello stress test in corso sulle banche europee, precisando che i risultati del report sono gravemente infondati.
Performance peggiore per la Popolare dell’Emilia Romagna (-7,14% a 2,704 euro).
Segno meno anche per Unicredit (-3,3% a 1,758 euro). Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 5 luglio Lansdowne Partners (UK) ha ridotto la posizione corta sull’istituto, portandola dall’1,2% allo 0,82%.
IntesaSanpaolo ha limitato i danni (-0,19% a 1,59 euro).
In difficoltà le società attive nel settore del risparmio gestito. MF è tornato sulla questione Brexit, segnalando che gli effetti del referendum britannico stanno iniziando a produrre conseguenze anche sul settore immobiliare, in particolare sui fondi che investono sul comparto. Pesante ribasso per Azimut Holding; la compagnia ha registrato uno scivolone del 5,35% a 12,91 euro. Male anche FinecoBank, che ha lasciato sul terreno il 5,49% a 5,16 euro.
 
Forti vendite su Saipem (-4,09% a 0,3515 euro). Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 5 luglio AQR Capital Management ha incrementato lo “short” sulla società di ingegneristica, portandolo dallo 0,8% allo 0,9%.

In forte calo Telecom Italia. Il titolo della compagnia telefonica ha ceduto il 10,8% a 0,6515 euro, dopo alcune sospensioni per eccesso di ribasso. Xavier Niel, fondatore del gruppo Iliad, ha dichiarato di voler uscire dal capitale di Telecom Italia, chiudendo le posizioni sui derivati detenuti nell’azienda. Intanto, gli analisti di Jp Morgan hanno tagliato da 1,4 euro a 0,85 euro il target price su Telecom Italia; gli esperti hanno anche peggiorato da “Overweight” (sovrappesare) a “Neutrale” il giudizio.

YOOX Net-a-Porter Group ha terminato la giornata con un rialzo del 3,23% a 20,75 euro. La società ha presentato alla comunità finanziaria il piano strategico al 2020. Il business plan prevede in particolare, l’offerta di prodotti arricchita con il lancio dell’alta gioielleria e orologeria, con un giro di affari atteso di 100 milioni di euro, e di private label, che dovrebbero raggiungere entro il 2020 il 10% del totale del le vendite di questa divisione. Il business plan prevede anche una solida espansione internazionale abbinata a un rafforzamento della posizione di leadership negli Stati Uniti, oltre a una completa localizzazione nel Medio Oriente nel 2018 e un’ulteriore espansione in Cina. A livello finanziario la crescita annua dei ricavi è prevista in un range del 17-20% fino al 2020 a tassi di cambio costanti. La marginalità dovrebbe crescere dall’8% registrata nel 2015 a un livello compreso tra l’11% e il 13%. L’azienda ha precisato che nel proprio piano strategico ha incluso una serie di prospettive di crescita che comprendono anche l’impatto potenziale della Brexit. YOOX Net-a-Porter Group ha ricordato che il gruppo vanta un bilanciamento di costi e ricavi in sterline; di conseguenza, l’impatto di un deprezzamento della moneta britannica rispetto all’euro avrà un impatto neutro sulla redditività per il 2016 e per gli esercizi seguenti.

Fiat Chrysler Automobiles ha limitato il calo allo 0,39% a 5,11 euro. Gli analisti di Barclays hanno tagliato da 10 euro a 5,5 euro il target price sul gruppo guidato da Sergio Marchionne, ipotizzando che l’attività dell’azienda possa subire rallentamenti in alcune aree geografiche come Nord America, Sud America ed Europa; gli esperti hanno anche peggiorato da “Overweight” (sovrappesare) ad “Underweight” (sottopesare).

Mediaset ha ceduto il 3,53% a 3,002 euro. Gli analisti di Exane hanno ridotto da 3,4 euro a 3,3 euro il target price sul gruppo del Biscione, in seguito alla revisione delle stime, per tenere in considerazione l’impatto della Brexit sui tassi di cambio; gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.

STM è scesa del 3,32% a 4,834 euro. Gli analisti di Barclays hanno tagliato da 6,75 euro a 5,5 euro il target price sul gruppo italofrancese, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2016/2017; gli esperti hanno confermato il giudizio “Equalweight” (neutrale).

Tutte le ultime su: piazza affari
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.