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Borsa: FTSEMib in calo (ma anche oggi poteva andare peggio)

Seduta molto simile a quella precedente per Piazza Affari in questa giornata festiva. Il FTSEMib, arrivato a perdere quasi il 2%, ha chiuso con un calo sotto l'1%. Bene Leonardo e ENI

di Mauro Introzzi 6 gen 2020 ore 17:51

Seduta molto simile a quella precedente per Piazza Affari in questa giornata festiva. Il FTSEMib, arrivato in mattinata a perdere quasi il 2%, ha chiuso con un calo sotto l'1%. Peggio hanno fatto gli indici dei titoli a capitalizzazioni più basse. Tra le blue chip bene Leonardo e ENI. Vendite sui bancari.

mercato-rossoGli occhi di tutto il mondo rimangono intanto puntati sulla situazione geopolitica internazionale, in particolare sulle tensioni Usa-Iran dopo la scelta della Casa Bianca di uccidere il generale Soleimani la scorsa settimana. Nelle scorse ore il Parlamento iracheno ha chiesto al governo di cacciare la coalizione internazionale anti-Isis, a guida americana. Nel frattempo l'Iran si è ritirata dagli accordi del 2015 sul nucleare: Teheran si considera così libera dai vincoli dell’intesa che prevedeva limiti al numero delle centrifughe impiegate.

 

Così alla campana di chiusura il FTSEMib ha lasciato sul terreno lo 0,51% a 23.581 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 23.265 punti e un massimo di 23.607 punti. Il FTSE Italia All Share ha perso lo 0,61%. Performance peggiori per il FTSE Italia Mid Cap (-1,31%) e per il FTSE Italia Star (-1,27%). Nella seduta di questo 6 gennaio il controvalore degli scambi è salito a 2,12 miliardi di euro rispetto ai 2,07 miliardi di venerdì passato; sono passate di mano 564.011.023 azioni (705.865.743 azioni nella seduta di venerdì). Su 411 titoli trattati, 305 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 70; invariate le restanti 36 azioni.

L’euro si è confermato oltre gli 1,115 dollari.

Lo spread Btp-Bund è pari a 163 punti.

 

Al FTSEMib spicca il progresso di Leonardo (+2,79%). Le tensioni geopolitiche internazionali favoriscono un titolo attivo nella difesa come quello del gruppo giudato da Alessandro Profumo.

 

In controtendenza anche ENI (+1,49%). Gli analisti di Goldman Sachs hanno migliorato da 19 a 20 euro il loro prezzo obiettivo sul Cane a sei zampe. Gli analisti della banca americana hanno confermato il loro rating "buy" (acquistare).

In positivo pure Saipem (+0,23%) e Tenaris (+0,59%). Il petrolio sulle piazze londinese e newyorkese continua a crescere.

 

In calo le banche. Giù BancoBpm (-2,35%) e Bper Banca (-2,05%). Lettera anche su Unicredit (-1,85%), IntesaSanpaolo (-0,4%) e UBI Banca (-0,81%). Grossi realizzi su Nexi (-3,93%).

 

Vendite sugli industriali. Male STM (-2,28%) e in rosso Pirelli (-1,23%). In ribasso anche FCA (-1,36%). Secondo quanto scriveva il Sole24Ore di sabato gli azionisti di riferimento di FCA e della transalpina Psa - Exor (-1,05%) da una parte e la famiglia Peugeot dall’altra - starebbero lavorando, in vista della fusione tra le due case automobilistiche, a un accordo parasociale per blindare il controllo del gruppo nascente, il quarto colosso mondiale nel settore auto. L’intesa vincolerebbe il 22,5% di FCA-Psa.

 

In calo Atlantia (-0,74%). Nella serata di venerdì l’agenzia di rating Moody’s ha comunicato di aver tagliato il giudizio sulla holding della famiglia Benetton e su due controllate,  Autostrade per l’Italia e Aeroporti di Roma. Il giudizio su Atlantia passa dal precedente “Ba1” a “Ba2”. Alla base delle revisioni le modifiche unilaterali introdotte con il Decreto Milleproroghe nei contratti delle concessionarie autostradali in Italia. Il rating di Autostrade per l’Italia scende così da “Baa3” a “Ba1”, quello di Aeroporti di Roma da “Baa3” a “Ba1”. I 3 giudizi sono sotto review per altri possibili downgrade a causa della “persistente incertezza sul profilo di credito del gruppo e alla potenziale conversione in legge del Decreto”.

 

In rosso anche Azimut (-0,66%), nel 2019 il top performer del FTSEMib, con un balzo del 127%. In un’intervista apparsa su Milano Finanza il  numero uno della società Pietro Giuliani ha detto che nel 2019 la società ha raccolto 4,5 miliardi, con una crescita di circa il 9%. L’utile 2019 dovrebbe aver superato i 300 milioni.

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