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FTSEMib: ancora un rialzo di oltre l'1%. UniCredit superstar!

Gli operatori hanno apprezzato i risultati dell'istituto guidato da Jean Pierre Mustier. Ottima seduta anche per BPER Banca e per il Creval. Buon rialzo per FCA

di Edoardo Fagnani 6 feb 2020 ore 17:44

Giornata positiva per Piazza Affari e per le principali borse europee: i maggiori indici azionari hanno consolidato il trend positivo registrato nelle precedenti due sedute. Gli analisti di Eurizon hanno segnalato che l'attuale scenario di riferimento risulta favorevole in ottica di medio termine, mentre il principale elemento di fragilità appare legato a un movimento di breve periodo dei mercati azionari piuttosto “tirato”. "Diversi indicatori di natura tecnica mostrano che l’apprezzamento delle azioni negli ultimi mesi è risultato particolarmente veloce e questo, in base all’esperienza storica, aumenta le probabilità di correzioni di natura temporanea", hanno precisato gli esperti. Banche protagoniste di giornata: spicca il balzo di UniCredit, dopo la diffusione dei risultati del 2019 e le indicazioni sulla politica dei dividendi per i prossimi esercizi. Buona giornata anche per Fiat Chrysler Automobiles.

mercato-positivo_2Il FTSEMib ha terminato la seduta con un rialzo dell’1,05% a 24.490 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 24.338 punti e un massimo di 24.514 punti. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato lo 0,94%. Chiusura positiva anche per il FTSE Italia Mid Cap (+0,15%) e per il FTSE Italia Star (+0,37%). Nella seduta del 6 febbraio il controvalore degli scambi è salito a 3,39 miliardi di euro, rispetto ai 3,14 miliardi di mercoledì; sono passate di mano 894.246.815 azioni (761.121.019 nella seduta di mercoledì). Su 428 titoli trattati, 255 hanno registrato una performance positiva, mentre i ribassi sono stati 140; le restanti 33 azioni sono rimaste ferme sui valori di chiusura di mercoledì.

L’euro è sceso sotto gli 1,1 dollari.

Lo spread Btp-Bund si è confermato a 137 punti.

 

Banche protagoniste di giornata.

UniCredit ha terminato la seduta con un balzo dell’8,15% a 13,878 euro, in scia alla diffusione dei dati di bilancio 2019. L’istituto guidato da Jean Pierre Mustier ha chiuso il 2019 con ricavi pari a 18,84 miliardi di euro, in flessione dello 0,7% rispetto ai 18,97 miliardi ottenuti nell’esercizio precedente, a causa principalmente del cale del margine di interesse (-3,5%) e dei dividendi (-5,2%) che sono stati compensati da maggiori proventi da negoziazione. Tuttavia, il dato è stato migliore dei 18,7 miliardi indicati nella guidance. Al contrario, l’utile netto rettificato è migliorato del 55,5%, passando da 3,01 miliardi a 4,68 miliardi di euro; l’utile netto contabile è sceso a 3,37 miliardi di euro (-17,9%), in conseguenza a rettifiche su crediti per oltre 3,38 miliardi. Il consensus per l’esercizio appena concluso indicava un utile netto di 3,25 miliardi di euro e margine di intermediazione in calo a 18,65 miliardi di euro. A fine 2019 le esposizioni deteriorate nette sono diminuite a 8,8 miliardi di euro (-41% a/a, -21,7% trim/trim), con un rapporto tra esposizioni deteriorate nette e totale crediti netti all’1,8%. Il management ha proposto la distribuzione di un dividendo 2020 (relativo all’esercizio 2019) di 0,63 euro per azione. Il management di UniCredit ha dichiarato che sarà considerata la distribuzione straordinaria di capitale nel 2021 e o nel 2022, sulla base delle proiezioni del CET1 buffer in eccesso. Per l’esercizio in corso UniCredit prevede ricavi per 18,2 miliardi di euro, mentre l’utile netto sottostante è indicato a 4,3 miliardi di euro. Intanto, UniCredit ha comunicato di essere diventata azionista diretta della banca turca Yapı ve Kredi Bankası (prima lo era attraverso una joint venture) e di aver completato un accelerated bookbuilding di una parte della partecipazione. L'istituto guidato da Jean-Pierre Mustier ha collocato una quota del 12% circa della banca.

Buona giornata per BPER Banca (+1,09% a 4,377 euro). L’istituto ha diffuso i conti dell'intero 2019, esercizio chiuso con un utile netto d’esercizio pari a 379,6 milioni di euro. A fine 2019 i crediti lordi verso la clientela erano pari a 55,3 miliardi di euro. I crediti “performing” lordi erano pari a 49,2 miliardi, mentre quelli deteriorati lordi (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti) erano pari a 6,1 miliardi con un’incidenza dell’11,1% sui crediti lordi complessivi. Il management di BPER Banca ha segnalato che nel 2020 i ricavi saranno sostenuti dalla componente commissionale, in particolare dal comparto dell’asset management e Bancassurance. BPER Banca ha aggiunto che un contributo significativo alla redditività è atteso dalla sostanziale riduzione dei costi della gestione e del costo del credito. Dopo la diffusione dei risultati del 2019 gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato da 4,4 euro a 4,9 euro il target price su BPER Banca e hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni, in quanto il nuovo prezzo obiettivo implica un rialzo nell’ordine del 10%.

In agenda anche il CdA del BancoBPM (+4,26% a 2,044 euro) per l’esame del bilancio 2019. I dati sono stati diffusi dopo la chiusura di Borsa Italiana.

Da segnalare anche il forte rialzo del Creval (+6,48% a 0,0707 euro), dopo la diffusione dei risultati di bilancio. L’istituto valtellinese ha chiuso il 2019 con un margine di interesse pari a 347,5 milioni di euro, in calo rispetto ai 366,2 milioni di euro del 2018 "per effetto principalmente della dinamica dei tassi di interesse e della campagna commerciale sui depositi posta nel primo semestre dell’anno".  Al contrario, il risultato netto di periodo si è attestato a 56,2 milioni di euro, in rialzo del 77% rispetto ad un utile di 31,7 milioni di euro registrato nel 2018. A fine 2019 i crediti deteriorati netti erano pari a fine 2019 a 732,5 milioni di euro, in riduzione del 15,9% rispetto agli 871,2 milioni di euro di fine 2018. Il board del Credito Valtellinese non intende proporre all'assemblea la distribuzione di alcun dividendo con riferimento al bilancio 2019. La tendenza potrebbe però mutare il prossimo anno sui conti 2020.

Chiusura negativa, invece, per Mediobanca (-1,59% a 9,42 euro). L’istituto di Piazzetta Cuccia ha comunicato i risultati del primo semestre dell’esercizio 2019/2020 (l’istituto chiude il bilancio il 30 giugno), periodo chiuso con un utile netto di 467,6 milioni di euro, in aumento del 3,8% rispetto ai 450,5 milioni contabilizzati negli stessi mesi dello scorso esercizio. Mediobanca ha segnalato che il risultato è in linea con il percorso di sviluppo delineato dal Piano 2023. Nel solo secondo trimestre l’utile netto è sceso a 197 milioni di euro, rispetto ai 205,1 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente.

 

Fiat Chrysler Automobiles in rialzo (+0,81% a 12,41 euro), dopo la diffusione dei dati di bilancio 2019, esercizio chiuso con ricavi pari a 108,2 miliardi di euro, in calo del 2% rispetto ai 110,4 miliardi all’anno precedente. L’utile netto delle continuing operation è stato pari a 2,7 miliardi di euro, in contrazione dai 3,33 miliardi del 2018 mentre l'utile netto adjusted è stato pari a 4,3 miliardi dai 4,7 miliardi dell'esercizio precedente. Il management ha confermato le stime finanziarie per il 2020 diffuse lo scorso autunno. Nel dettaglio, per l'esercizio in corso il management del gruppo automobilistico prevede un reddito operativo adjusted superiore ai 7 miliardi di euro, mentre l'utile per azione diluito adjusted dovrebbe collocarsi oltre i 2,8 euro per azione.

 

Pirelli ha subito una flessione dello 0,37% a 4,593 euro, dopo il forte rialzo registrato nella seduta del 5 febbraio. Matteo Oddi ha segnalato che la situazione tecnica sulle azioni Pirelli resta ancora precaria e il quadro tecnico è debole ormai da maggio scorso, ovvero da quando il mercato ha rotto al ribasso il supporto posizionato a quota 5,5 euro. Secondo Oddi la view di lungo periodo resta al momento negativa, a meno di assistere a chiusure settimanali superiori alla resistenza tecnica e psicologica dei 5,5 euro. “In tal caso i target sarebbero fissati a 5,9, 6,3 e 6,7 euro”, ha puntualizzato l’esperto. Nel breve periodo Matteo Oddi non esclude un’accelerazione rialzista, specie se il titolo Pirelli riuscisse a registrare una chiusura giornaliera al di sopra della resistenza di breve posizionata a quota 4,9 euro. “La dinamica di prezzo mostra infatti un pattern engulfing di accumulazione rialzista sui minimi, sostenuto da buoni volumi”, ha evidenziato l’esperto.

 

Technogym ha terminato la giornata con una flessione del 2,63% a 11,49 euro. Wellness Holding, azionista di riferimento della società quotata al MidCap con una partecipazione del 44,78% del capitale (pari al 61,85% dei diritti di voto), ha annunciato di avere completato la cessione di 10.000.000 azioni ordinarie Technogym, pari al 4,98% del capitale, attraverso una procedura di accelerated bookbuilding riservata a investitori qualificati in Italia e istituzionali all’estero. Le azioni Technogym sono state cedute a un prezzo per azione di 11,45 euro, per un controvalore complessivo di 114,5 milioni di euro. Il titolo aveva chiuso la seduta del 5 febbraio a 11,8 euro.

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