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Il FTSEMib chiude con un ribasso di oltre l'1%

Spunti importanti tra i titoli del settore bancario: spicca lo scivolone di UniCredit, mentre BPER Banca e Creval hanno registratp buoni rialzi. Male Tenaris e Pirelli

di Edoardo Fagnani 6 ago 2020 ore 17:45

milano-negativaIn territorio negativo i maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee nella seduta del 6 agosto 2020. Secondo gli analisti di Anima, l’aumento della volatilità e l’illiquidità che contraddistinguono storicamente i mesi estivi potrebbero offrire terreno fertile per una fase di consolidamento dei mercati. In particolare, gli esperti hanno confermato il posizionamento neutrale sulle azioni italiane, ricordando che nelle ultime settimane, gli investitori hanno reagito con entusiasmo alle notizie di politiche fiscali e monetarie espansive. Tuttavia, "la velocità e la dimensione del rimbalzo (circa 45% dai minimi del 16 marzo) ci spingono a ritenere che da qui in avanti ci possa attendere una fase più riflessiva in attesa di una maggiore visibilità sulla velocità della ripresa e sull’implementazione del Recovery Fund", hanno precisato gli esperti.

Il FTSEMib ha lasciato sul terreno l'1,34% a 19.475 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 19.353 punti e un massimo di 19.834 punti. Il FTSE Italia All Share ha perso l'1,24%. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,44%) e per il FTSE Italia Star (-0,43%). Nella seduta del 6 agosto 2020 il controvalore degli scambi è salito a 2,44 miliardi di euro, rispetto agli 1,99 miliardi di mercoledì; sono passate di mano 868.625.022 azioni (756.619.882 nella seduta di mercoledì). Su 400 titoli trattati, 240 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 130; invariate le restanti 30 azioni.

L’euro si è attestato a 1,185 dollari, mentre il bitcoin ha sfiorato i 12.000 dollari (circa 10.000 euro).

Lo spread Btp-Bund si è ristretto a 153 punti.

 

Spunti importanti tra i titoli del settore bancario.

UniCredit ha subito un tonfo del 3,87% a 7,766 euro, dopo alcune sospensioni per eccesso di ribasso. L’istituto ha chiuso il secondo trimestre del 2020 con ricavi pari a 4,17 miliardi di euro, in contrazione del 7,7% rispetto ai 4,52 miliardi ottenuti nello stesso periodo dell’esercizio precedente. Il risultato netto di gestione è sceso del 42,1%, passando da 1,36 miliardi a 788 milioni di euro, in conseguenza a rettifiche su crediti per circa 937 milioni. Il trimestre si è chiuso con un utile netto di 420 milioni di euro, rispetto agli 1,85 miliardi contabilizzati secondo trimestre del 2019; il risultato netto rettificato è stato positivo per 528 milioni di euro. Stando alle indicazioni di consensus degli analisti pubblicate sul sito Internet di UniCredit, il margine di intermediazione era previsto a 4,12 miliardi di euro (valore mediano), mentre il risultato operativo di gestione era stimato a 578 milioni di euro. Il consensus degli analisti indicava un utile netto trimestre di 335 milioni di euro. Alla fine di giugno 2020 le attività finanziarie totali di UniCredit ammontavano a 700 miliardi di euro, in aumento del 5,6% rispetto al trimestre precedente. Alla stessa data le esposizioni deteriorate lorde erano diminuite del 31,2% rispetto al valore dell’anno precedente e del 5% rispetto al trimestre precedente, scendendo a 23,7 miliardi di euro. Il CET1 ratio fully loaded di UniCredit si era attestato al 13,85%. UniCredit ha confermato che rispetterà le raccomandazioni della BCE sui dividendi 2020 e non pagherà dividendi, né effettuerà riacquisti di azioni nel corso del 2020. Il management di UniCredit ha anticipato che la politica di distribuzione del capitale prevista di Team 23 sarà reintrodotta a partire dal 2021 con riferimento all’esercizio 2020. Per il prossimo esercizio UniCredit ha confermato il target per l’utile netto sottostante tra 3 e 3,5 miliardi di euro.

In deciso progresso, invece, BPER Banca (+2,17% a 2,216 euro). L’istituto ha comunicato i risultati del primo semestre del 2020, periodo chiuso con un utile netto (escluse le quote di terzi) di 104,68 milioni di euro, in aumento del 4,2% rispetto ai 100,49 milioni contabilizzati nei primi sei mesi dello scorso anno. Il risultato ha beneficiato di un impatto positivo delle imposte di periodo, principalmente riferibili ai benefici previsti dal decreto “Cura Italia” e all'effetto netto derivante dall’affrancamento di attività immateriali. Al contrario, le rettifiche di valore nette per rischio di credito sono raddoppiate a 298,6 milioni, in conseguenza al peggioramento del contesto macroeconomico causato dall’emergenza sanitaria. In forte miglioramento il risultato della gestione operativa, che è cresciuto da 304,46 milioni a 399,46 milioni di euro (+31,2%), mentre i proventi operativi sono cresciuti del 23,7% a 1,22 miliardi. A fine giugno 2020 i crediti alla clientela, al netto delle rettifiche di valore, ammontavano a 52,2 miliardi di euro. Alla stessa data i crediti deteriorati netti (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti) erano pari a 2,6 miliardi di euro, in calo del 12,2% da fine 2019 anche per effetto della cartolarizzazione di un portafoglio di sofferenze per un valore lordo contabile pari a 1,2 miliardi conclusa recentemente (operazione “Spring”). BPER Banca ha fornito anche un aggiornamento delle prospettive economico-finanziarie per il 2021, in seguito alla situazione di prolungata emergenza sanitaria e al conseguente rilevante mutamento del contesto macroeconomico; in particolare, il management stima che l’utile netto consolidato possa risultare pari a circa 235 milioni nel 2021.

Si è fermata la corsa di IntesaSanpaolo (-1,12% a 1,8138 euro), dopo i forti rialzi registrati nelle ultime due sedute. Dalle comunicazioni diffuse dalla Consob il 5 agosto 2020 si apprende che il 31 luglio BlackRock ha ridotto dal 5,011% al 4,994% la partecipazione aggregata detenuta nel capitale dell’istituto.

Da segnalare il balzo del Creval (+4,73%), dopo la diffusione della semestrale. L’istituto ha terminato il periodo in esame con un utile netto di 40,99 milioni di euro, in crescita del 74,1% rispetto ai 23,55 milioni contabilizzati nei primi sei mesi dello scorso anno, beneficiando della plusvalenza derivate dalla cessione del ramo di attività del credito su pegno, pari a circa 33 milioni di euro lordi finalizzata nel mese di gennaio. Al contrario, il risultato netto della gestione operativa è sceso da 89,08 milioni a 84,12 milioni di euro (-5,6%). I proventi operativi si sono ridotti da 311,83 milioni a 284,85 milioni di euro (-8,7%), in conseguenza alla contrazione del margine di interesse (-9,6%). A fine giugno 2020 i crediti deteriorati (al netto delle rettifiche di valore) erano pari a 575 milioni di euro, in calo del 21,5% rispetto al dato di inizio anno (732,5 milioni di euro). Sempre al 30 giugno 2020 i crediti deteriorati lordi erano pari a 1,04 miliardi di euro in diminuzione del 24,2% da fine marzo 2020 principalmente per la cessione di crediti deteriorati per oltre 800 milioni di euro, da inizio anno, nonostante il difficile contesto economico esterno. Il management ha segnalato che la posizione patrimoniale del Creval è prevista rimanere su livelli elevati.

Chiusura positiva per il Monte dei Paschi di Siena (+0,78%). L’istituto senese ha chiuso il primo semestre del 2020 con un risultato netto negativo per 1,09 miliardi di euro (utile di 93,1 milioni nel primo semestre del 2019), dopo la contabilizzazione accantonamenti al fondo rischi e oneri riconducibili principalmente a rischi legali e ai rischi connessi ad accordi contrattuali, oltre al contributo negativo pari a 434 milioni di euro, imputabile quasi esclusivamente alla revisione del valore delle attività per imposte anticipate (DTA) iscritte in bilancio. Nel solo secondo trimestre la perdita netta del Monte dei Paschi di Siena è stata di 845,2 milioni di euro. Al 30 giugno 2020 le esposizioni deteriorate lorde erano pari a 11,6 miliardi di euro, in linea con il dato di marzo e in flessione rispetto al valore di inizio anno (-0,3 miliardi di euro) grazie alle cessioni effettuate nel semestre e alla chiusura di alcune posizioni significative. Alla stessa data il Common Equity Tier 1 Ratio si è attestato al 13,4%.

 

In forte calo Tenaris (-4,95% a 5,144 euro), dopo la diffusione dei risultati del primo semestre, chiuso con ricavi per 3 miliardi di dollari, in contrazione del 21% rispetto ai 3,79 miliardi realizzati nei primi sei mesi dello scorso anno. In deciso peggioramento il risultato operativo, che è passato da un valore positivo di 493,5 milioni a un passivo di 600,1 milioni di dollari, in quanto la bassa capacità di utilizzo degli impianti non è riuscita ad assorbire gli elevati costi fissi. In forte peggioramento anche il risultato finale, passato da un utile di 484,37 milioni a un rosso di 708,03 milioni di dollari. Per il trimestre in corso il management di Tenaris prevede un’ulteriore forte riduzione delle vendite e della marginalità. In particolare, i vertici prevedono che l’Ebitda margin (esclusi i costi di ristrutturazione) dovrebbe scendere sotto al 5% (low single digit). Al contrario, Tenaris prevede una riduzione del capitale circolante e una generazione di cassa positiva. Per il quarto trimestre del 2020 il management stima un miglioramento dei ricavi e della marginalità.

 

Pirelli ha registrato una flessione del 4,76%, dopo la diffusione dei risultati del primo semestre del 2020, chiuso con ricavi per 1,82 miliardi di euro, in calo del 31,6% rispetto ai 2,65 miliardi ottenuti nei primi sei mesi dello scorso anno, in conseguenza al forte calo della domanda. Il consensus degli analisti, pubblicato sul sito Internet della società e aggiornato al 27 luglio 2020, indicava un fatturato di 1,8 miliardi di euro. L’EBIT adjusted è sceso da 440,5 milioni a 66,7 milioni di euro (-84,8%), con un margine Ebit adjusted pari al 3,7%, in seguito al deciso calo della domanda e al forte impatto dello slowdown. Gli analisti indicavano un EBIT adjusted di 68 milioni di euro. Pirelli ha terminato il primo semestre del 2020 con una perdita netta di 101,7 milioni di euro, rispetto all’utile di 307 milioni di euro contabilizzato nei primi sei mesi dello scorso anno. Gli analisti indicavano un risultato netto negativo per 110 milioni di euro. Il management di Pirelli ha rivisto i target finanziari per il 2020 sulla base di uno scenario caratterizzato da una crescente volatilità dei cambi e delle materie prime. Nel dettaglio i vertici prevedono ricavi compresi tra circa 4,15 e 4,25 miliardi di euro (circa 4,3 e 4,4 miliardi la precedente indicazione), per effetto dell’impatto cambi, stimato ora circa -4% (circa -2% la precedente indicazione). Il margine Ebit adjusted è stimato fra circa 12% e circa 13% (circa 14% e circa 15% la precedente indicazione). La posizione finanziaria netta è confermata a circa -3,3 miliardi di euro.

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