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FTSEMib, il trend resta positivo: bene banche e petroliferi

In progresso dell'1,5% IntesaSanpaolo, dopo la diffusione dei risultati del terzo trimestre del 2019. Performance migliore per Azimut Holding. Frena la corsa di FCA

di Edoardo Fagnani 5 nov 2019 ore 17:46

I maggiori indici di Borsa Italiana e le borse europee hanno terminato la seduta del 5 novembre con rialzi frazionali. Secondo Pierre Veyret – analista tecnico di ActivTrades - nella seduta odierna non vi è alcuna flessione o prese di profitto significativi da parte degli investitori, con la propensione al rischio che rimane saldamente al timone. "L’ottimismo degli investitori è stimolato da utili societari positivi che rafforzano le aspettative di crescita e l'ottimismo che Cina e USA possano trovare un primo accordo commerciale, specialmente dopo che Trump ha affermato di voler prendere in considerazione la riduzione delle tariffe sulla Cina introdotte all'inizio di quest'anno", ha evidenziato ,'esperto. Secondo Pierre Veyret, anche se la tendenza è chiaramente rialzista sui titoli azionari, le valutazioni delle società potrebbero limitare l'euforia in una prospettiva molto a breve termine. "Il che potrebbe innescare un breve periodo di correzione del mercato", ha puntualizzato l'analista.

mercato-sale_1Il FTSEMib ha messo a segno un progresso dello 0,23% a 23.365 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 23.295 punti e un massimo di 23.436 punti. Il FTSE Italia All Share è salito dello 0,24%. Segno più anche per il FTSE Italia Mid Cap (+0,24%) e per il FTSE Italia Star (+0,47%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,88 miliardi di euro, rispetto ai 3,06 miliardi di lunedì; sono passate di mano 700.325.720 azioni (639.232.479 nella seduta di lunedì). Su 423 titoli trattati, 227 hanno registrato una performance positiva, mentre i segni meno sono stati 156; invariate le restanti 40 azioni.

L’euro è scivolato sotto gli 1,11 dollari, mentre il bitcoin ha sfiorato i 9.500 dollari (circa 8.500 euro).

Lo spread Btp-Bund è sceso sotto i 135 punti.

 

Buone performance per i titoli del settore bancario.

In rialzo di un punto e mezzo percentuale IntesaSanpaolo (+1,47% a 2,34 euro), dopo la diffusione dei risultati del terzo trimestre del 2019. L’istituto ha terminato i primi nove mesi del 2019 con un utile netto di 3,31 miliardi di euro (+9,9%), superando le attese degli analisti. IntesaSanpaolo ha confermato le stime per il 2019 e la politica dei dividendi. Al 30 settembre 2019 i finanziamenti verso la clientela erano pari a 395 miliardi di euro, in aumento dello 0,4% rispetto al dato del 31 dicembre 2018. Alla stessa data il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) ammontava, al netto delle rettifiche di valore, a 14,28 miliardi di euro, in diminuzione del 13,9% rispetto ai 16,59 miliardi di fine 2018. Il management dell’istituto prevede, per il 2019, un aumento del risultato netto rispetto allo scorso anno, conseguente alla crescita dei ricavi, alla continua riduzione dei costi operativi e a un calo del costo del rischio. La politica di dividendi per l’esercizio 2019 prevede la distribuzione di dividendi cash corrispondente a un ammontare pari all’80% del risultato netto. Durante la conference call a commento dei conti dei primi nove mesi del 2019 il numero uno di IntesaSanpaolo, Carlo Messina, ha dichiarato che l'istituto sta valutando la possibilità di pagare una cedola intermedia.

Segno più anche per BancoBPM (+1,18% a 2,135 euro). Secondo quanto scritto su MF l'istituto guidato da Giuseppe Castagna starebbe preparando per il prossimo 15 dicembre il nuovo business plan, che potrebbe ricevere il via libera del consiglio di amministrazione entro il primo trimestre del 2020. Il quotidiano finanziaria ha anticipato che la nuova strategia del BancoBPM “dovrebbe fare leva soprattutto sul rilancio commerciale della banca attraverso un miglioramento degli indicatori di produttività”.

 

Azimut Holding ha terminato la giornata con un balzo del 3,45% a 19,5 euro. La compagnia ha chiuso i primi nove mesi del 2019 con un utile netto di 246,55 milioni di euro, più del doppio rispetto ai 111,86 milioni contabilizzati nei primi tre trimestri dello scorso esercizio e superiore al consensus degli analisti; il management ha precisato che si tratta del miglior risultato ottenuto dal gruppo. In forte miglioramento anche il risultato operativo, che è salito da 153,25 milioni a 279,45 milioni di euro. I ricavi di Azimut Holding sono cresciuti del 28,1%, passando da 565,62 milioni a 724,31 milioni di euro, in conseguenza maggiori commissioni ricorrenti e variabili.

 

Fiat Chrysler Automobiles in frazionale rialzo, dopo il rally messo a segno nelle ultime sedute, in scia alle trattative per un accordo con il colosso francese Psa. Il titolo ha guadagnato lo 0,57% a 14,45 euro. L’agenzia Moody’s ha confermato il rating sul debito a lungo termine di Fiat Chrysler Automobiles, fissato a “Ba1”; tuttavia, gli esperti hanno migliorato le prospettive sul rating per i prossimi trimestri, portandole da “stabili” a “positive”. Moody’s apprezza il progetto di fusione con il colosso francese Psa, operazione che creerebbe un soggetto con un profilo di credito più solido. Intanto, il Ministero dei Trasporti ha comunicato che nel mese di ottobre 2019 sono state immatricolate in Italia poco meno di 157mila vetture, in aumento del 6,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche lo scorso mese Fiat Chrysler Automobiles ha performato peggio del mercato. Secondo quanto riportato dall'agenzia Reuters a ottobre le immatricolazioni del gruppo si sono ridotte del 2,2% (poco meno di 34mila vetture) rispetto allo stesso periodo del 2018. La quota di mercato di FCA si è attestata al 21,6%.

Prese di beneficio su Ferrari, dopo il balzo messo a segno lunedì 4 novembre. Il titolo del Cavallino Rampante è sceso del 2,66% a 149,75 euro. Non si sono fatte attendere le nuove indicazioni delle banche d’affari, dopo la diffusione dei risultati trimestrali. Promozione completa da Banca Akros, che ipotizza un andamento migliore delle attese per il 2020: gli esperti hanno alzato da 165 euro a 175 euro il prezzo obiettivo e hanno migliorato da “Neutrale” ad “Accumulate” il giudizio. Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato da 140 euro a 150 euro il prezzo obiettivo su Ferrari, in seguito al miglioramento delle stime per i prossimi trimestri. Per lo stesso motivo Equita sim ha aumentato a 142 euro il target price sul Cavallino Rampante. Gli esperti delle due banche d’affari hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio. Sulla stessa lunghezza d’onda gli analisti di UBI Banca: gli esperti hanno incrementato da 163 euro a 180 euro il target price su Ferrari, in seguito al miglioramento delle stime sul fatturato e sulla redditività per il triennio 2019/2021: gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni. Anche Mediobanca ha incrementato il prezzo obiettivo su Ferrari, ora fissato a 147 euro, dai precedenti 123 euro; gli esperti di Piazzetta Cuccia hanno confermato il giudizio “Neutrale”.

CNH Industrial in frazionale ribasso (-0,14% a 10,42 euro). Matteo Oddi di Exante ha segnalato che dopo le ottime performance messe a segno nella giornata di venerdì e lunedì, il prezzo delle azioni di CNH Industrial è ora vicino ai massimi annuali. In particolare, l’esperto ha fatto notare che il recupero della resistenza a 9,52 euro, avvenuta l’11 ottobre, aveva fornito un segnale di consolidamento del quadro tecnico. “La dinamica di prezzo osservata nelle ultime sessione supporta ora ulteriori acquisti, con il prossimo target fissato a 10,9 euro; in quest’ottica eventuali rimbalzi fino a 9,9 euro costituiranno occasione per rientrare in acquisto a basso rischio, con stop a 9,65 euro”, ha precisato Matteo Oddi, che ha aggiunto “Soltanto una chiusura giornaliera inferiore a 9,65 euro invertirebbe l’attuale tendenza, decretando così uno stop agli acquisti”.

 

Buone performance per i titoli del settore petrolifero, dopo che a New York il prezzo del greggio ha superato i 57 dollari al barile.

ENI ha terminato la giornata con un progresso dell’1,6% a 14,198 euro.

Molto bene anche Saipem (+3,29% a 4,458 euro).

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