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Il FTSEMib segue le banche e chiude in rosso

I maggiori indici di Borsa Italiana e le piazze finanziarie europee hanno terminato la giornata con ribassi compresi tra l'1% e il 2%. Altro scivolone del BancoBPM. Male anche UBI Banca

di Edoardo Fagnani 5 mar 2020 ore 17:49

I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno terminato la giornata con ribassi compresi tra l'1% e il 2%, in scia all’avvio negativo di Wall Street. Lo Strategy Team di Mirabaud AM ha segnalato che la correzione del mercato si sta verificando in un momento in cui le valutazioni erano storicamente elevate e le aspettative di crescita degli utili continueranno a essere riviste al ribasso. "Manteniamo le nostre coperture nelle nostre posizioni azionarie negli Stati Uniti e in Europa", hanno puntualizzato gli esperti.

piazza-affari-coronavirusIl FTSEMib ha registrato una flessione dell’1,78% a 21.555 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 21.362 punti e un massimo di 22.035 punti. Il FTSE Italia All Share ha ceduto l’1,92%. Performance peggiori per il FTSE Italia Mid Cap (-2,98%) e per il FTSE Italia Star (-2,56%). Nella seduta del 5 marzo il controvalore degli scambi è sceso a 3,62 miliardi di euro, rispetto ai 3,76 miliardi di mercoledì; sono passate di mano 1.105.066.264 azioni (1.085.370.786 nella seduta di mercoledì). Su 443 titoli trattati, 376 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 61; invariate le restanti sei azioni.

L’euro ha sfiorato gli 1,12 dollari, mentre il bitcoin è tornato oltre i 9.000 dollari (poco più di 8.000 euro).

Lo spread Btp-Bund è balzato a 175 punti.

 

Non si sono fermate le vendite sui titoli del settore bancario.

Il BancoBPM non è riuscito a rimbalzare. Il titolo dell’istituto ha subito una flessione del 4,23% a 1,562 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso.

Performance peggiore per UBI Banca (-5,84% a 3,336 euro). MF ha riportato le ultime mosse dei soci forti dell'istituto contro l'offerta pubblica di scambio promossa da IntesaSanpaolo (-3,81% a 2,0465 euro). In particolare nelle scorse ore "è sceso in campo il patron di Gewiss, Domenico Bosatelli che, attraverso la holding di famiglia Polifin, ha deciso di crescere fino al 2,97% del capitale di UBI Banca, rafforzando la quota che fa capo al Comitato Azionisti di Riferimento (CAR). Lo stesso Bosatelli ha ribadito il giudizio negativo all'OPS di IntesaSanpaolo. MF ha ricordato che entro sabato 7 marzo l'istituto guidato da Carlo Messina dovrà presentare alla Consob il prospetto per l'operazione.

 

Banca Mediolanum ha terminato la seduta con un calo del 5,07% a 6,83 euro. Il FTSE Italia Index Series Technical Committee ha ufficializzato che dal 23 marzo 2020 il titolo della compagnia farà il suo ingresso nel FTSEMib, in sostituzione di Juventus FC (-5,85% a 0,847 euro); quest'ultima "scenderà" al MidCap.

 

In difficoltà anche Azimut Holding (-4,99% a 17,62 euro). La compagnia ha comunicato i risultati finanziari del 2019. La compagnia ha chiuso lo scorso anno con un utile netto di 370,01 milioni di euro, il triplo rispetto ai 122,15 milioni contabilizzati nell’esercizio precedente. In forte miglioramento anche il risultato operativo, che è salito da 192,85 milioni a 445,41 milioni di euro. I ricavi di Azimut Holding sono cresciuti del 40,3%, passando da 748,45 milioni a 1,05 miliardi di euro. I vertici di Azimut Holding hanno confermato l’obiettivo di chiudere il 2020 con un utile netto di 300 milioni di euro, sulla base di un andamento normale dei mercati finanziari.

 

Enel ha lasciato sul terreno l’1,15% a 8,145 euro. Matteo Oddi di Exante ha segnalato che prima della pesante correzione subita dai mercati azionari, in seguito all'epidemia dovuta al coronavirus, le azioni del colosso elettrico avevano raggiunto un nuovo massimo storico a quota 8,609 euro (+20% da inizio anno), per poi scivolare fino a 7,385 euro nella sessione di lunedì scorso. Matteo Oddi ha evidenziato che il titolo Enel è per ora riuscito a contenere le vendite, in virtù della struttura tecnica solida e di un’elevata forza relativa. "Anche se su questo contesto peseranno gli sviluppi futuri legati al coronavirus", ha aggiunto l'esperto. Matteo Oddi ha sottolineato che il titolo ha rimbalzato sul supporto a 7,55 euro, ultimo baluardo per scongiurare un inversione di breve sul titolo. "Per chi ha già Enel in portafoglio è auspicabile per ora mantenere le posizioni in acquisto, a meno di assistere a chiusure settimanali inferiori a 7,5 euro", ha consigliato l'esperto.

 

Altro scivolone di Amplifon (-3,83% a 23,6 euro). Alcune banche d’affari hanno rivisto il target price sulla società dopo la diffusione dei risultati del 2019. Equita sim ha limato a 24 euro il prezzo obiettivo, in seguito alla riduzione delle stime sui ricavi e sulla redditività per il biennio 2020/2021, in seguito al possibile impatto del coronavirus. Per lo stesso motivo Kepler Cheuvreux ha sforbiciato da 25 euro a 23 euro il target price su Amplifon. Gli esperti delle due banche d’affari hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio. Di parere opposto Banca Akros, che ha ritoccato il prezzo obiettivo sulla società, portandolo da 24,3 euro a 25 euro, in seguito alla revisione delle stime per i prossimi trimestri; gli analisti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.

 

Leonardo (+1,02% a 8,888 euro) tra i pochi in positivo al FTSEMib. La società aerospaziale ha comunicato di aver firmato con l’Amministrazione Difesa un contratto per la fornitura di apparati di identificazione “New Generation Identification Friend or Foe” (NGIFF), aggiornati all’ultimo standard NATO Modo 5 Baseline 3, e l’integrazione degli stessi sistemi sulle piattaforme terrestri e navali delle Forze Armate italiane. La commessa ha una durata di 6 anni, per un valore di circa 75 milioni di euro.

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