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Il FTSEMib "mette la quinta" e supera i 23mila punti

Ottime performance per i titoli del settore bancario: in evidenza IntesaSanpaolo. Al contrario, Enel ha perso oltre l'1%. Lo spread Btp-Bund è sceso sotto i 100 punti.

di Edoardo Fagnani 5 feb 2021 ore 17:45

mercato-andamentoI maggiori indici di Borsa Italiana hanno terminato la settimana con un rialzo, confermando il trend in atto da quattro sedute. Gli analisti di Allianz Global Investors hanno segnalato che i livelli di copertura misurati in base ai rapporti put-call sul mercato delle opzioni segnalano uno spiccato ottimismo degli investitori, situazione che rende vulnerabile il quadro tecnico delle azioni. "Inoltre, stando all’American Association of Individual Investors, una percentuale maggiore di investitori ha una visione “bullish” sulle prospettive future", hanno aggiunto gli esperti.

Il FTSEMib ha registrato un progresso dello 0,8% a 23.083 punti (minimo di 22.937 punti, massimo di 23.276 punti) e ha terminato la settimana con un rialzo complessivo del 7%. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato lo 0,74%. Segno più anche per il FTSE Italia Mid Cap (+0,84%) e per il FTSE Italia Star (+1,35%). Nella seduta del 5 febbraio 2021 il controvalore degli scambi è balzato a 3,49 miliardi di euro, rispetto ai 2,94 miliardi di giovedì; sono passate di mano 1.019.885.759 azioni (779.339.945 nella seduta di giovedì). Su 447 titoli trattati, 269 hanno registrato una performance positiva, mentre i ribassi sono stati 136; invariate le restanti 42 azioni.

L’euro è tornato sopra gli 1,2 dollari. Alle 17.35 il bitcoin aveva superato i 38.000 dollari (quasi 32.000 euro).

Lo spread Btp-Bund è sceso sotto i 100 punti. Secondo Andrea Delitala - Head of Euro Multi Asset di Pictet Asset Management - la formazione di un governo guidato da Mario Draghi comporterebbe un possibile restringimento dello spread Btp-bund di 20-25 punti base. L'esperto ha sottolineato che l'annuncio e i recenti progressi hanno già prodotto una compressione del differenziale di 15 punti, e un'ulteriore compressione di 20 punti sarebbe possibile sui progetti presentati e approvati dalla Commissione Europea contestualmente a credibili riforme strutturali su PA, pensioni e giustizia.

 

Enel (-1,27% a 8,447 euro) tra i peggiori di giornata al FTSEMib. Il colosso elettrico ha comunicato i risultati finanziari preliminari del 2020, esercizio chiuso con ricavi per 65 miliardi di euro, in flessione del 19,1% rispetto agli 80,33 miliardi di euro realizzati l’anno precedente. Il margine operativo lordo ordinario è risultato pari a 17,9 miliardi di euro, in linea con i 17,91 miliardi del 2019. L’Ebitda (margine operativo lordo), che include gli effetti delle operazioni straordinarie, è stato pari a 16,8 miliardi di euro (17,7 miliardi di euro nel 2019, -5,1%). A fine 2020 l’indebitamento netto era cresciuto a 45,4 miliardi di euro, rispetto ai 45,18 miliardi di inizio anno. Il consensus degli analisti indicava margine operativo lordo di 17,97 miliardi di euro (con un intervallo di stima compreso tra i 17,53 miliardi e i 18,28 miliardi di euro), mentre l’indebitamento netto a fine 2020 era stimato a circa 49 miliardi di euro.

 

Ottime performance per i titoli del settore bancario, in linea con il rally degli ultimi giorni. Il comparto beneficia dell'ipotesi della formazione di uno governo gidato da Mario Draghi e a possibili operazioni straordinarie nel settore.

In evidenza IntesaSanpaolo (+2,61% a 2,061 euro). L’istituto guidato da Carlo Messina ha comunicato i risultati finanziari del 2020 che recepiscono i primi effetti dell’integrazione con UBI Banca. L’istituto ha chiuso il 2020 con un utile netto contabile di 3,28 miliardi di euro, rispetto ai 4,18 miliardi contabilizzati nell’esercizio precedente. Il management ha segnalato che il risultato finale risulterebbe pari a 4,54 miliardi - in crescita di circa il 9% rispetto al 2019 - se si escludessero le rettifiche di valore su crediti pari a 2,16 miliardi per i futuri impatti di COVID-19. A fine 2020 i crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) erano scesi a 10,34 miliardi di euro (escludendo l’apporto di 401 milioni di UBI Banca), in diminuzione del 27,3% rispetto ai 14,22 miliardi di inizio anno. Il management ha proposto la distribuzione di un dividendo di 0,0357 euro e prevede di chiudere il 2021 con un utile netto superiore ai 3,5 miliardi di euro.

In forte progresso anche UniCredit (+2,17% a 8,459 euro). Nel corso di un’intervista pubblicata su La Repubblica il futuro presidente dell’istituto, Pier Carlo Padoan, ha dichiarato che un eventuale progetto di integrazione con il Monte dei Paschi di Siena (+7,22%) sarà valutato, ma ha precisato che resta una delle opzioni a disposizione.

Molto bene anche BPER Banca (+4,71% a 1,778 euro).

 

Atlantia è salita dell'1,34% a 15,88 euro e ha registrato la migliore performance della settimana al FTSEMib (+21,2% tra il 1° e il 5 febbraio). La holding delle infrastrutture ha esaminato i risultati preliminari dell’esercizio 2020. I dati hanno risentito dell’impatto del Covid-19 sui volumi di traffico delle concessionarie del gruppo, parzialmente mitigato dalle azioni avviate per contenere i costi e rimodulare la tempistica degli investimenti.

 

Chiusura negativa per Ferrari (-0,74% a 168,1 euro). Il titolo del Cavallino Rampante ha registrato la peggiore performance della settimana al FTSEMib: tra il 1° e il 5 febbraio le azioni hanno perso complessivamente il 2,41%.

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