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Seduta nervosa per Piazza Affari: FTSEMib sotto i 23mila punti

Il rally di Moncler ha fatto scattare gli acquisti sulle società del lusso. In altalena i titoli del settore bancario. Ottime performance per Leonardo e Prysmian

di Edoardo Fagnani 5 dic 2019 ore 17:49

I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali borse europee hanno terminato la seduta del 5 dicembre con variazioni frazionali, in una giornata caratterizzata da elevata volatilità. Il rally di Moncler ha fatto scattare gli acquisti sulle società del lusso. Sotto i riflettori titoli del settore petrolifero nel giorno in cui ha preso il via la riunione dell’OPEC.

mercato-neutroIl FTSEMib ha registrato una flessione dello 0,28% a 22.969 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 22.946 punti e un massimo di 23.191 punti. Il FTSE Italia All Share ha terminato la giornata con un calo dello 0,23%. Poco sopra la parità il FTSE Italia Mid Cap (+0,05%) e il  (+0,03%). Nella seduta del 5 dicembre il controvalore degli scambi è sceso a 2,04 miliardi di euro, rispetto ai 2,08 miliardi di mercoledì; sono passate di mano 506.315.283 azioni (600.502.497 nella seduta di mercoledì). Su 418 titoli trattati, 192 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 191; invariate le restanti 35 azioni.

L’euro si è attestato a 1,11 dollari, mentre il bitcoin ha sfiorato i 7.500 dollari (oltre 6.500 euro).

Lo spread Btp-Bund ha superato i 165 punti.

 

Moncler ha registrato un balzo del 6,52% a 41,36 euro, dopo aver toccato un massimo a 43,61 euro in avvio di seduta. Secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg il colosso Kering (gruppo che controlla la maison Gucci) sarebbe interessato a rilevare il controllo del gruppo dei piumini. Moncler ha precisato che l'azionista di riferimento, Remo Ruffini, intrattiene periodici contatti e interloquisce con investitori e altri operatori del settore, tra cui il gruppo Kering, su potenziali opportunità strategiche per promuovere ulteriormente lo sviluppo dell'azienda. Tuttavia, il gruppo dei piumini ha precisato che momento non c'è alcuna ipotesi concreta allo studio. Al prezzo di chiusura del 4 dicembre (38,83 euro) Moncler capitalizza circa 10 miliardi di euro, mentre la valutazione complessiva di Kering è pari a circa 68 miliardi. Secondo gli analisti di Goldman Sachs un’eventuale integrazione con Kering potrebbe supportare il profilo di crescita del gruppo dei piumini, con tassi superiori rispetto a quelli attualmente previsti. Gli esperti hanno deciso di confermare il prezzo obiettivo di 43 euro su Moncler e l’indicazione di acquisto delle azioni.

Il rally di Moncler ha fatto scattare gli acquisti sulle società del lusso. Salvatore Ferragamo ha guadagnato il 7,38% a 18,92 euro.

 

In altalena i titoli del settore bancario.

Chiusura negativa per UniCredit (-1,34% a 12,38 euro). L’agenzia Moody’s ha apprezzato il piano strategico 2020/2023 annunciato martedì 3 dicembre dal colosso bancario. In particolare, gli esperti segnalano che la strategia prevista dovrebbe consentire alla banca di confermare i miglioramenti sulla redditività e sul patrimonio pur in un contesto macroeconomico sfidante. 

 

Sotto i riflettori titoli del settore petrolifero nel giorno in cui ha preso il via la riunione dell’OPEC.

ENI ha ha registrato una minima flessione (-0,06% a 13,644 euro).

 

Ottima giornata per Leonardo (+1,5% a 10,52 euro). L’agenzia S&P Global ha migliorato le prospettive sul rating della società per i prossimi trimestri, portandole da “Stabili” a “Positive”. Gli esperti hanno confermato a “BB+” il rating sul debito a lungo termine della società; il giudizio classifica la società tra gli emittenti speculativi. S&P Global non esclude la possibilità di migliorare il rating di Leonardo nel caso in cui l’azienda riuscisse a generare cassa per 300 milioni di euro l’anno.

 

Molto bene anche Prysmian (+1,76% a 20,85 euro). La società ed Equinor hanno annunciato un accordo per la fornitura del sistema in cavo sottomarino inter–array per il progetto Empire Wind, un parco eolico offshore da 816 MW che verrà realizzato a New York.

 

Resta alta la volatilità su Atlantia. Il titolo della concessionaria autostradale ha perso lo 0,87% a 19,925 euro. Matteo Oddi di Exante ha segnalato che nella seduta di lunedì 3 dicembre Atlantia ha raggiunto un nuovo minimo a 11 mesi toccando quota 19,47 euro. “Nonostante gli acquisti di ieri abbiano riportato le azioni Atlantia al di sopra del livello psicologico dei 20 euro, il rischio di assistere a nuove vendite resta comunque elevato, considerando anche il fatto che il leader del M5S di Maio è tornato in questi giorni a chiedere prepotentemente la revoca della concessione di Autostrade per l'Italia”, ha evidenziato l’esperto. Secondo Matteo Oddi il quadro tecnico delle azioni Atlantia è comunque debole e, a meno che il titolo non riesca a recuperare velocemente quota 21,5 euro in chiusura giornaliera, il rischio di nuovi ribassi rimane elevato. “Il prossimo supporto significativo è posizionato a quota 18,7 euro”; ha concluso l’esperto.

 

Tra i titoli a minore capitalizzazione spicca il balzo dell’A.S. Roma: le azioni del club giallorosso sono salite del 16,5% a 0,636 euro, dopo alcune sospensioni per eccesso di rialzo. Secondo alcune indiscrezioni di stampa sarebbe vicino l’accordo tra presidente, James Pallotta, e il gruppo statunitense Friedkin per il passaggio del controllo del club giallorosso. L’intesa potrebbe essere già siglata a gennaio.

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