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Che tonfo per Piazza Affari!

Gli indici sono peggiorati dopo la diffusione del report sull’occupazione negli Stati Uniti ad agosto. Male i bancari, dove spicca il ribasso subito di Unicredit

di Edoardo Fagnani 4 set 2015 ore 17:47

Piazza Affari e le principali borse europee in forte ribasso nella seduta odierna. Gli indici sono peggiorati dopo la diffusione del report sull’occupazione negli Stati Uniti ad agosto. Male i bancari, dove spicca il ribasso subito di Unicredit; il titolo dell’istituto guidato da Federico Ghizzoni è stato anche sospeso per eccesso di ribasso. Male anche Eni e Finmeccanica. Neppure Telecom Italia ha limitato i danni.
Il FTSEMib è sceso del 3,18% a 21.473 punti, terminando la settimana con una flessione del 2,37%. In calo di tre punti percentuali anche il FTSE Italia All Share che ha registrato un ribasso del 2,97% a 23.072 punti. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-1,77%) e il FTSE Italia Star (-1,06%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 3,67 miliardi di euro, rispetto ai 3,44 miliardi di ieri. Su 326 titoli trattati, 247 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 68. Invariate le restanti undici azioni.
L’euro si è confermato a 1,11 dollari, dopo la diffusione del report sull’occupazione negli Stati Uniti ad agosto. L’oro è si è ridotto a 1.120 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

mercato3_1Male i bancari.
In rosso Unicredit (-4,93% a 5,595 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso). Il numero uno dell’istituto, Federico Ghizzoni, non ha commentato le indiscrezioni riportate da Bloomberg, relative a possibili esuberi per 10mila lavoratori, precisando che al momento non ci sono cifre concrete. I numeri definitivi potrebbero essere definiti in occasione della revisione del piano industriale. Intanto, gli analisti di Jp Morgan hanno tagliato da 7,3 euro a 6,2 euro il target price su Unicredit. Gli esperti hanno anche peggiorato il rating, portandolo da “Overweight” (sovrappesare) a “Neutrale”. Al contrario, la stessa banca d’affari ha aumentato da 3,2 euro a 3,5 euro il prezzo obiettivo su IntesaSanpaolo (-4,68% a 3,14 euro). Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”. Intanto, in occasione dell’annuale Workshop organizzato da The European House – Ambrosetti, il presidente del consiglio di gestione di IntesaSanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, ha precisato che la nuova governance dell’istituto non prevede il voto plurimo. Inoltre, il manager si è detto disponibile a intervenire per garantire il salvataggio di Banca Marche, della Popolare Etruria e Lazio e di Carife, anche se ha escluso l’ipotesi di un’integrazione con questi tre istituti.
In difficoltà anche il Monte dei Paschi di Siena. Il titolo dell’istituto toscano è sceso del 4,8% a 1,803 euro. Sempre Jp Morgan ha ridotto da 2 euro a 1,8 euro il target price sulla banca senese. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.

ENI ha terminato la giornata con una flessione del 2,36% a 14,45 euro. Gli analisti di Mediobanca hanno migliorato il giudizio sul Cane a sei zampe, portandolo da “Neutrale” ad “Outperform” (farà meglio del mercato). Gli esperti hanno anche incrementato da 16,9 euro a 17,5 euro il target price, apprezzando la politica dei dividendi adottata dall’azienda. Intanto, in occasione dell’annuale Workshop organizzato da The European House – Ambrosetti, il presidente di ENI, Emma Marcegaglia, ha precisato che il colosso petrolifero italiano non è nel mirino dei grossi gruppi stranieri. La manager ha ribadito che la recente scoperta di un maxigiacimento di gas in Egitto, avrà l’effetto di stabilizzare i flussi di cassa dell’azienda italiana.

Telecom Italia ha subito un ribasso del 2,15% a 1,091 euro. Il Sole24Ore ha pubblicato un’intervista al presidente della compagnia telefonica, Giuseppe Recchi. Il manager ha ribadito che il Brasile resterà un mercato strategico per il gruppo. Sul tema delle alleanze Recchi ha detto che non ci sarebbe sul tavolo l'ampliamento dell'intesa con Mediaset mediante un accordo commerciale e azionario. Sugli scenari futuri, che vedono ad esempio l’ipotesi in cui un grande gruppo (ad esempio Vivendi) sia socio principale di una maxi aggregazione di altri operatori (ad esempio Telefonica, Telecom, Orange e Mediaset) Recchi ha detto che non crede ci siano sinergie tra le società telefoniche di paesi diversi e non pensa che la creazione di un grande operatore possa estrarre valore. Le sinergie, per il manager, sono tra le società media e le telecomunicazioni. Intanto, Telecom Italia ha smentito di avere allo studio il progetto di convertire le azioni di risparmio.

Generali ha perso il 2,2% a 16,04 euro. Gli analisti di Barclays hanno alzato da 16,8 euro a 17,1 euro il target price sulla compagnia assicurativa, in seguito alla revisione delle stime per i prossimi trimestri. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Equalweight” (neutrale).

Finmeccanica è scesa del 3,68% a 11,78 euro. Equita sim ha ritoccato al rialzo il target price sulla società aerospaziale, portandolo da 14,3 euro a 14,4 euro, in seguito al miglioramento delle stime sulla redditività per il biennio 2015/2016. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

Luxottica ha lasciato sul terreno il 2,21% a 59,8 euro. Banca IMI ha incrementato da 52,07 euro a 54 euro il prezzo obiettivo sulla società, in seguito al miglioramento delle stime sul fatturato e sulla redditività per il biennio 2015/2016. Gli esperti hanno anche migliorato il giudizio, portandolo da “Reduce” (ridurre) a “Hold” (mantenere).
Tod’s è scesa del 4,07% a 77,75 euro. Goldman Sachs ha tagliato il prezzo obiettivo sulla società, portandolo da 78,1 euro a 72,1 euro per azione. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di vendita delle azioni. La stessa banca d’affari ha ridotto il target price su Salvatore Ferragamo (-3,72% a 22,51 euro) e su Moncler (-4,27% a 15,48 euro), portandolo rispettivamente 30,8 euro e a 19,4 euro. Tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni delle due società.
YOOX ha perso l’1,72% a 27,37 euro. Gli analisti di Exane hanno tagliato da 34 euro a 30 euro il target price sulla società. Gli esperti hanno anche peggiorato il giudizio, portandolo da “Outperform” (farà meglio del mercato) a “Neutrale”, in scia alla decisione di Natalie Massenet, fondatrice di THE NET-A-PORTER GROUP, di abbandonare l’azienda. THE NET-A-PORTER GROUP è la società destinata a fondersi con YOOX.

Campari è scesa del 2,92% a 6,64 euro. Gli analisti di Bryan Garnier hanno migliorato la valutazione sulla società, portandola da 6,82 euro a 7,1 euro per azione, sulla base di un migliore posizionamento geografico rispetto ai concorrenti. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.

 

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