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FTSEMib negativo: male IntesaSanpaolo e Telecom Italia

Anche oggi vendite sull'istituto, dopo le indicazioni fornite dalle banche d’affari. Buone performance, invece, per Finmeccanica e CNH Industrial

di Edoardo Fagnani 4 nov 2015 ore 17:49

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta odierna con gli indici senza una direzione definita. Ieri Mario Draghi ha ribadito la possibilità di modificare il livello di stimolo monetario nella prossima riunione della BCE in programma per l’inizio di dicembre. Anche oggi vendite su IntesaSanpaolo, dopo le indicazioni fornite dalle banche d’affari. Chiusura negativa anche per Telecom Italia e Fiat Chrysler Automobiles. Buone performance, invece, per Finmeccanica e CNH Industrial.
Il FTSEMib ha perso lo 0,65% a 22.313 punti, mentre il FTSE Italia All Share è sceso dello 0,55% a 24.010 punti. Performance positive, invece, per il FTSE Italia Mid Cap (+0,2%) e il FTSE Italia Star (+0,15%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,95 miliardi di euro, rispetto ai 3 miliardi di ieri. Su 329 titoli trattati, 159 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre le performance negative sono state 145. Invariate le rimanenti 25 azioni.
L’euro è scivolato a 1,085 dollari. L’oro è sceso sotto gli 1.115 dollari.

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mercato_negativo4Senza direzione i bancari.
In territorio negativo IntesaSanpaolo (-2,16% a 3,076 euro). Anche oggi elevati i volumi sul titolo: nella seduta odierna sono passate di mano quasi 126 milioni di azioni. Non si sono fatti attendere i giudizi degli analisti sull’istituto guidato da Carlo Messina dopo la diffusione dei risultati trimestrali. Il Credit Suisse ha tagliato da 4,05 euro a 3,7 euro il target price sulla banca, anche se ha confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato). Indicazione simile da NatIxis e da Equita sim, che hanno limato il prezzo obiettivo sulla banca, portandolo rispettivamente a 3,4 euro e a 3,3 euro; NatIxis ha confermato il rating “Neutrale”. Exane, invece, ha ridotto la stima sull’utile per azione per il 2017, segnalando che l’istituto distribuirà dividendi per complessivi 7,4 miliardi di euro con riferimento al triennio 2015/2017; gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale” e il target price di 3,1 euro. Sulla stessa lunghezza d’onda Kepler Cheuvreux, che ha limato le stime sull’utile per azione per il biennio 2016/2017; tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni, sulla base di un prezzo obiettivo di 3,8 euro. Al contrario, Barclays ha incrementato le stime sull’utile per azione di IntesaSanpaolo per il triennio 2015/2017, apprezzando la solidità patrimoniale della banca; gli esperti hanno confermato il target price di 3,7 euro e il rating “Overweight” (sovrappesare).
In rosso anche il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano ha lasciato sul terreno l’1,28% a 1,62 euro.
Unicredit ha terminato la giornata con un rialzo dello 0,26% a 5,84 euro.
Tra le compagnie attive nel risparmio gestito spicca lo scivolone di Anima Holding (-4,81% a 8,31 euro).

Chiusura decisamente negativa per Telecom Italia. La compagnia telefonica è scesa del 3,72% a 1,216 euro. La Repubblica ha segnalato che ieri Xavier Niel era in Consob a chiarire i suoi progetti e la natura delle sue partecipazioni in Telecom Italia. Niel si è presentato come un investitore industriale e non finanziario e su richiesta della Commissione si appresta a precisare la sua quota in Telecom, quale tipo di derivati ha acquistato (se americani e quindi esercitabili in continua, o europei) e se è in contatto con altri azionisti, (in particolare con la francese Vivendi). Pare invece che, almeno per il momento, non sarà comunicato al mercato il prezzo di esercizio del derivato sul 5,1% del capitale (total return equity swap) che Niel ha stipulato con Credit Suisse.

ENI ha subito un ribasso dello 0,73% a 14,9 euro
. Il Cane a sei zampe e FSI hanno comunicato che, nell'ambito della compravendita della partecipazione in Saipem (+0,52% a 8,715 euro), il corrispettivo di acquisto è stato determinato in circa 463 milioni di euro complessivi. Di conseguenza, il prezzo di ciascuna azione Saipem acquistata da FSI sarà pari a 8,3956 euro. Intanto, gli analisti di Barclays hanno tagliato il prezzo obiettivo su Saipem, portandolo da 10,7 euro a 9 euro; gli esperti hanno anche peggiorato ad “Underweight” (sottopesare) il giudizio, sulla base dell’attuale valutazione dell’azienda in confronto ai competitor. Indicazione simile da Macquarie, che ha portato il rating sul titolo da “Neutrale” ad “Underperform” (farà peggio del mercato), confermando il prezzo obiettivo di 7 euro; gli analisti hanno anche ridotto le stime sull’utile per azione per il triennio 2015/2017.  

In rialzo Finmeccanica (+1,61% a 11,98 euro). La società aerospaziale ha terminato i primi nove mesi del 2015 con ricavi per 9 miliardi di euro, in aumento del 4,6% rispetto agli 8,6 miliardi ottenuti nello stesso periodo dello scorso anno. Il management ha segnalato che i dati del 2014 sono stati rideterminati a seguito della riclassifica delle attività del settore Trasporti tra le attività non più strategiche. Finmeccanica ha terminato i primi nove mesi del 2015 con un utile netto di 160 milioni di euro, risultato che si confronta la perdita di 24 milioni contabilizzata nel periodo gennaio-settembre del 2014. I vertici di Finmeccanica hanno confermato i target finanziari per l’intero 2015, comunicati in occasione della diffusione dei dati di bilancio del 2014. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Mediobanca hanno ritoccato al rialzo le stime finanziarie per il biennio 2016/2017. Gli esperti hanno confermato il prezzo obiettivo di 14,9 euro e il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato).

Male Fiat Chrysler Automobiles (-2,68% a 13,07 euro). Il gruppo ha pagato la nota di ieri di Volkswagen, che ha dichiarato nuove irregolarità sulle emissioni: nel processo di certificazione di determinati modelli sono stati dichiarati valori di consumi, e quindi di emissioni, troppo bassi. I veicoli coinvolti in questa vicenda sarebbero 800mila, con un danno potenziale di 2 miliardi di euro.
CNH Industrial è salita del 2,29% a 6,48 euro. La società ha annunciato che la controllata CNH Industrial Capital ha definito il pricing per l’emissione del prestito obbligazionario dell’ammontare nominale pari a 600 milioni di dollari, con cedola al 4,375%, scadenza nel 2020 e prezzo di emissione pari al 99,446%. Il regolamento dell'offerta è atteso per il giorno 6 novembre 2015. I titoli scadranno il 6 novembre 2020.

Gli analisti di HSBC hanno promosso il titolo Tod's (+4,01% a 79,05 euro). Il rating sull'azione del gruppo del lusso è stato portato a "Buy" (acquistare) dal precedente "Hold" (mantenere) mentre il target price è stato migliorato da 90 a 92 euro.

Poste Italiane ha ceduto lo 0,53% a 6,545 euro. Dalle comunicazioni di Internal Dealing diffuse da Borsa Italiana si apprende che il 27 ottobre, l’amministratore delegato, Francesco Caio, ha sottoscritto 5.000 azioni della società in fase di collocamento a un prezzo unitario di 6,75 euro. Il manager ha speso quasi 34mila euro. Lo stesso giorno il presidente di Poste Italiane, Luisa Todini, ha sottoscritto 2.000 azioni della società in fase di collocamento a un prezzo unitario di 6,75 euro. La manager ha speso 13.500 euro.

Sulle montagne russe Mondo TV. Il titolo ha terminato la giornata con un progresso del 4,92% a 5,97 euro, dopo alcune sospensione per eccesso di rialzo e di ribasso. La società ha annunciato di aver sottoscritto una nuova licenza con MBC FZ LLC, primario operatore televisivo e nel settore dei media di Dubai e nell’intera area medio orientale.

 

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