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Il FTSEMib chiude in positivo. Banche nervose, brilla Enel

Piazza Affari ha confermato la forte volatilità registrata il 3 marzo, in seguito alla decisione della FED di tagliare i tassi di interesse. Altro scivolone del BancoBPM

di Edoardo Fagnani 4 mar 2020 ore 17:46

I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno terminato la seduta in territorio positivo. Tuttavia, Piazza Affari ha confermato la forte volatilità registrata il 3 marzo, in seguito alla decisione della FED di tagliare i tassi di interesse di 50 punti base. Gli analisti di IntesaSanpaolo non escludono che la FED proceda con altri tagli dei tassi in tempi ravvicinati, mirati a evitare che un rallentamento della crescita causato da shock simultanei all’offerta e alla domanda si trasformi in una recessione. “La nostra previsione è che fra marzo e aprile ci sia un altro intervento, questa volta di 25 punti base”, hanno precisato gli esperti. Andrew Mulliner - Global Bonds Portfolio Manager di Janus Henderson Investors - ha ricordato che l'ultima volta che la FED ha tagliato i tassi di 50 punti base al di fuori di un incontro programmato era stato nell'ottobre 2008, nelle settimane successive al crollo di Lehman Brothers. "Il fatto che oggi assistiamo a una risposta simile da parte della FED, può essere sia festeggiato - meglio agire con coraggio che timidamente in tempi così incerti - sia temuto, portando a chiederci quanto sia davvero grave questa situazione", ha sottolineato l'esperto.

mercato-sale_1Il FTSEMib ha terminato la seduta con un progresso dello 0,91% a 21.946 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 21.500 punti e un massimo di 22.204 punti. Il FTSE Italia All Share ha recuperato lo 0,64%. Chiusura negativa, invece, per il FTSE Italia Mid Cap (-1,17%) e per il FTSE Italia Star (-1,69%). Nella seduta del 4 marzo il controvalore degli scambi è sceso a 3,76 miliardi di euro, rispetto ai 4,13 miliardi di martedì; sono passate di mano 1.085.370.786 azioni (1.076.363.943 nella seduta di martedì). Su 424 titoli trattati, 307 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 115; invariate le restanti due azioni.

L’euro ha oscillato tra gli 1,11 e gli 1,15 dollari, mentre il bitcoin è rimasto sotto i 9.000 dollari (meno di 8.000 euro).

Lo spread Btp-Bund è risalito a 165 punti.

 

Seduta nervosa per i titoli del settore bancario, dopo la pesante correzione subita nelle ultime giornate.

Altro scivolone del BancoBPM, dopo il tonfo dell’8,23% registrato il 3 marzo in scia alla presentazione del Piano strategico per il periodo 2020/2023. Il titolo dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna ha subito una flessione del 4,34% a 1,631 euro. Non si sono fatti attendere i giudizi delle banche d’affari al piano strategico del BancoBPM. Kepler Cheuvreux ha sforbiciato da 2,2 euro a 2 euro il prezzo obiettivo sull’istituto, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il triennio 2020/2020; gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio. Indicazioni simile da Morgan Stanley che ha tagliato da 2,1 euro a 1,9 euro il target price sul BancoBPM e ha confermato il giudizio “Equalweight” (neutrale).

Spicca anche il tonfo del Creval, che ha lasciato sul terreno l’8,59% a 0,0596 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso.

Performance decisamente negative per BPER Banca (-2,59% a 3,239 euro) e per UniCredit (-2,54% a 10,294 euro).

Chiusura positiva, invece, per UBI Banca (+1,29% a 3,543 euro) e per IntesaSanpaolo (+0,4% a 2,1275 euro).

 

Ottima giornata per le utilities.

Spicca il forte rialzo messo a segno da Enel: il colosso elettrico ha terminato la seduta con un progresso del 5,74% a 8,24 euro e ha registrato la migliore performance di giornata al FTSEMib.

 

EXOR ha terminato la giornata con un minimo rialzo dello 0,16% a 63,4 euro. La holding ha comunicato di aver siglato un accordo preliminare con Covéa per la cessione del gruppo di riassicurazioni PartnerRe. Il controvalore della cessione è stato determinato in 9 miliardi di dollari, a cui si aggiungerà  un dividendo (in contanti) di 50 milioni, che sarà pagato prima del closing dell’operazione. EXOR ha ricordato che PartnerRe era stata acquistata nel marzo del 2016, con un esborso di 6,72 miliardi di dollari e nel periodo di controllo ha permesso alla holding di casa Agnelli di incassare dividendi per complessivi 661 milioni di dollari. Dopo l’annuncio della cessione di PartnerRe alcune banche d’affari hanno rivisto la valutazione su EXOR. Equita sim ha incrementato da 75,5 euro a 80 euro il target price sulla holding, non escludendo che il management decida di staccare un dividendo straordinario, utilizzando la liquidità incassata con questa vendita. Indicazione simile da Kepler Cheuvreux, che ha migliorato da 73 euro a 79 euro il prezzo obiettivo. Gli esperti delle due banche d’affari hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni, in quanto i nuovi target price implicano un rialzo nell’ordine del 25% rispetto all’attuale quotazione delle azioni EXOR.

In rosso, invece, la controllata Juventus FC (-3,35% a 0,8996 euro). Il titolo del club bianconero risente del caos sul calendario calcistico dovuto all’epidemia da coronavirus. Non è escluso che la squadra possa giocare a porte chiuse le prossime partite, con un impatto sugli introiti dallo stadio.

 

Forti vendite su Amplifon (-4,22% a 24,54 euro) nel giorno della diffusione del risultati dell’esercizio 2019. Nell’anno appena concluso la società ha realizzato un giro d’affari di 1,73 miliardi di euro, in aumento del 27,1% rispetto agli 1,36 miliardi ottenuti nell’esercizio precedente, mentre l’utile netto è stato pari a 114,2 milioni di euro, dai 100,4 milioni ottenuti nel 2018 (+13,7%). I vertici dell’azienda hanno segnalato che considerata l’attuale situazione legata agli effetti socioeconomici del Covid-19 (Coronavirus) e l’incertezza relativa alla durata e all’espansione geografica di tale epidemia, è prematuro oggi fare previsioni su possibili impatti per i prossimi mesi.

 

Telecom Italia TIM ha guadagnato lo 0,63% a 0,4809 euro. Gli analisti di Jp Morgan hanno ritoccato al rialzo il target price sulla compagnia telefonica, portandolo da 0,72 euro a 0,74 euro, in seguito alla revisione della valutazione delle partecipate Tim Brazil e Inwit. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Overweight” (sovrappesare).

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