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Il FTSEMib torna a correre (grazie ai bancari)

Borsa Italiana ha beneficiato delle ottime performance dei titoli del settore bancario, dopo i risultati di bilancio di IntesaSanpaolo. Segno meno, invece, per Ferrari

di Edoardo Fagnani 4 feb 2020 ore 17:46

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta del 4 febbraio con rialzi superiori al punto e mezzo percentuale; Borsa Italiana ha beneficiato delle ottime performance dei titoli del settore bancario, dopo i risultati di bilancio di IntesaSanpaolo. Il Team Investimenti di Pramerica SGR ha segnalato che il Coronavirus rappresenta un elemento di incertezza, soprattutto nella misura in cui può rallentare ulteriormente la crescita dell’economia cinese e mondiale, con le conseguenti ripercussioni sui mercati azionari. "Sui portafogli, di conseguenza, si agirà con prudenza, con il mantenimento di posizioni di sottopeso sull’azionario in attesa di poter ricostruire posizioni in maniera opportuna sulle correzioni", hanno precisato gli esperti.

mercato-positivo_2Il FTSEMib ha messo a segno un progresso dell’1,64% a 23.845 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 23.542 punti e un massimo di 23.901 punti. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato l’1,62%. Chiusura positiva anche per il FTSE Italia Mid Cap (+1,53%) e per il FTSE Italia Star (+1,5%). Nella seduta del 4 febbraio il controvalore degli scambi è salito a 2,76 miliardi di euro, rispetto ai 2,07 miliardi di lunedì; sono passate di mano 714.666.487 azioni (547.095.142 nella seduta di lunedì). Su 426 titoli trattati, 300 hanno registrato una performance positiva, mentre i segno meno sono stati 97; invariate le restanti 29 azioni.

L’euro si è attestato a 1,105 dollari.

Lo spread Btp-Bund è sceso a 139 punti.

 

Ottime performance per i titoli del settore bancario.

Spicca il forte rialzo registrato da IntesaSanpaolo (+2,91% a 2,3515 euro) dopo la diffusione dei risultati dell’esercizio 2019. L’istituto ha chiuso il bilancio con un utile netto di 4,18 miliardi di euro, in salita dai 4,05 miliardi contabilizzati nel 2018. I proventi operativi netti sono stati pari a 18,03 miliardi di euro, in aumento dell'1,5%. A fine 2019 il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) ammontava, al netto delle rettifiche di valore, a 14,22 miliardi di euro, in diminuzione del 14,3% rispetto ai 16,59 miliardi di fine 2018. Il management di IntesaSanpaolo ha proposto la distribuzione di un dividendo 2019 (relativo all’esercizio 2018) di 0,192 euro per azione ordinaria, per un ammontare complessivo di oltre 3,36 miliardi di euro. Rapportando l’importo unitario al prezzo di riferimento dell’azione IntesaSanpaolo registrato il 3 febbraio (2,285 euro), risulterebbe un rendimento (dividend yield) pari all’8,4% per ogni azione ordinaria. Per il 2020 i vertici dell’istituto prevedono un aumento del risultato netto rispetto al 2019 (anche senza tenere conto della prevista plusvalenza derivante dall’operazione Nexi) a seguito di una crescita dei ricavi, una continua riduzione dei costi operativi e un calo del costo del rischio. Tenendo conto della prevista plusvalenza Nexi, il risultato netto del 2020 è atteso collocarsi ben al di sopra di quello del 2019. Nel corso della conference call a commento dei risultati del 2019 l’amministratore delegato di IntesaSanpaolo, Carlo Messina, si è detto favorevole all’introduzione della possibilità di assegnare un acconto sul dividendo nei prossimi esercizi, ricordando che questa eventualità comporterebbe il cambio di statuto della banca. Tuttavia, il manager ritiene praticamente impossibile procedere con un dividendo intermedio già a partire dal bilancio 2020.

Seduta brillante per il Monte dei Paschi di Siena (+5,55% a 1,789 euro). Il Sole24Ore ha scritto che sarebbe in arrivo la decisione della Commissione Ue sul piano di scissione dei crediti deteriorati che l'istituto senese trasferirà ad Amco, la ex Sga controllata al 100% dal Ministero dell'Economia. Il verdetto è atteso per la fine del mese, ma potrebbe essere anche questione di giorni.

Il BancoBPM è balzato del 3,5% a 1,9395 euro, dopo uno stop per eccesso di rialzo in avvio di giornata.

Performance migliore per UBI Banca (+3,91% a 2,814 euro).

 

Chiusura negativa, invece, per Ferrari (-2,3%  150,7 euro) dopo la diffusione dei risultati dell’esercizio 2019, terminato con un utile netto adjusted in salita annua dell'8% a 699 milioni di euro e con un utile netto in calo dell'11% rispetto al dato 2018. Il management di Ferrari ha rivisto al rialzo le stime per il 2020. Il Cavallino Rampante prevede di chiudere l’esercizio in corso con ricavi per oltre 4,1 miliardi di euro, rispetto alla precedente stima di oltre 3,8 miliardi indicata nel piano industriale presentato a settembre 2018. Il margine operativo lordo adjusted dovrebbe collocarsi tra gli 1,38 e gli 1,43 miliardi di euro, con una marginalità superiore al 34%. La precedente stima indicava un EBITDA adjusted di oltre 1,3 miliardi di euro e una marginalità nell’ordine del 34%. La previsione sul risultato operativo adjusted è stata portata da oltre 0,9 miliardi di euro a un intervallo compreso tra gli 0,95 miliardi e un miliardo di euro. L’utile netto per azione adjusted è indicato tra i 3,9 e i 3,95 euro, rispetto alla precedente stima di oltre 3,4 euro. Ferrari non ha fornito indicazioni puntuali sul dividendo 2020 (relativo all’esercizio 2019). Nel corso della conference call a commento dei risultati del 2019 l’amministratore delegato del Cavallino Rampante, Louis Carey Camilleri, si è limitato ad affermare che il CdA valuterà l’ammontare della cedola che sarà distribuita nelle prossime settimane. Il manager ha ricordato che la politica dei dividendi Ferrari prevede la distribuzione di un ammontare pari al 30% dell’utile netto adjusted.

Fiat Chrysler Automobiles ha terminato la seduta con un progresso dell’1,59% a 12,01 euro. Il Ministero dei Trasporti ha comunicato che nel mese di gennaio in Italia sono state immatricolate quasi 156mila vetture, in calo del 5,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Fiat Chrysler Automobiles è riuscita a fare meglio del mercato. A gennaio le immatricolazioni del gruppo sono state pari a circa 40mila, in aumento dello 0,2% rispetto allo stesso mese del 2019. Di conseguenza, la quota di mercato di Fiat Chrysler Automobiles in Italia si è attestata al 25,6%.

 

Buona giornata per Saipem (+1,38% a 3,738 euro). Dalle comunicazioni diffuse dalla Consob il 4 febbraio 2020 si apprende che il 29 gennaio Capital Research and Management Company ha limato la partecipazione detenuta nel capitale di Saipem, portandola dal 5,05% al 4,94%. L’azionista di riferimento resta ENI, accreditata di una quota del 30,42% del capitale (Fonte Consob).

 

Enel è salita dello 0,43% a 8 euro. Il colosso elettrico ha fornito un aggiornamento delle stime di consensus degli analisti relative all’esercizio 2019. Secondo le indicazioni di 27 banche d’affari il colosso elettrico dovrebbe aver chiuso lo scorso anno con un con margine operativo lordo di 17,72 miliardi di euro, con un intervallo di stima compreso tra i 17,3 miliardi e i 17,88 miliardi di euro. Il consensus indica un utile netto ordinario di circa 4,81 miliardi di euro; di conseguenza, l’utile netto per azione è stimato a 0,47 euro. A fine 2019 l’indebitamento di Enel dovrebbe essersi attestato a quasi 46 miliardi di euro.

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