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DRAGHI FA CROLLARE PIAZZA AFFARI

Il numero uno della BCE non ha fornito indicazioni puntuali su un eventuale programma di Quantitative Easing. Le dichiarazioni di Mario Draghi hanno mandato al tappeto i bancari

di Edoardo Fagnani 4 dic 2014 ore 17:51

Piazza Affari e le principali borse europee in pesante ribasso dopo le dichiarazioni di Mario Draghi. Nell’ultima riunione del 2014 la Banca centrale non ha modificato la politica monetaria, lasciando invariato allo 0,05% il tasso di interesse di riferimento. Tuttavia, nella conferenza stampa a commento delle decisioni di politica monetaria, il numero uno della BCE, Mario Draghi, non fornito indicazioni puntuali su un eventuale programma di Quantitative Easing sul modello della FED. Tuttavia, il banchiere ha ribadito che, nel caso in cui le condizioni lo rendessero necessario, la BCE resta pronta a usare misure di politica monetaria non convenzionali con l'obiettivo di riportare l'inflazione ai livelli programmati, vale a dire nell'ordine del 2%. Mario Draghi ha precisato che per procedere con un Quantitative Easing non occorre il parere unanime del board della BCE, ma è sufficiente un ampio consenso dei componenti del consiglio. Le dichiarazioni di Mario Draghi hanno mandato al tappeto i bancari: spicca il forte ribasso di Monte dei Paschi di Siena. Sono scattate le prese di beneficio su Fiat Chrysler Automobiles dopo la corsa degli ultimi giorni. Chiusura positiva per Tiscali e CTI BioPharma.
Il FTSEMib è sceso del 2,77% a 19.424 punti, il minimo di giornata. In calo di oltre il 2% anche il FTSE Italia All Share che ha perso il 2,53% a 20.552 punti. Più limitati i ribassi del FTSE Italia Mid Cap (-0,66%) e del FTSE Italia Star (-0,31%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è balzato a 3,88 miliardi di euro, rispetto ai 2,66 miliardi di ieri. Su 322 titoli trattati, 75 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre le performance negative sono state 233. Invariate le rimanenti 14 azioni.
L’euro è balzato a 1,245 dollari. L’oro si è riportato a 1.210 dollari.

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scende_5Le dichiarazioni di Mario Draghi hanno mandato al tappeto i bancari.
Pesante calo per il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano è crollato del 4,55% a 0,5975 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso a metà pomeriggio. Gli analisti di HSBC hanno tagliato il target price sulla banca senese, portandolo da 1,27 euro a 0,56 euro. Gli esperti hanno anche peggiorato da “Neutrale” ad “Underweight” (sottopesare) il rating.
Unicredit è scesa del 4,08% a 5,64 euro. Gli analisti di Jefferies hanno ripreso la copertura sull’istituto guidato da Federico Ghizzoni con un prezzo obiettivo di 5,5 euro e un giudizio “Hold” (mantenere). La stessa banca d’affari ha ripreso la copertura su IntesaSanpaolo (-3,44% a 2,356 euro), fissando un target price di 3 euro e l’indicazione di acquisto delle azioni, prospettando un generoso dividendo dall’istituto guidato da Carlo Messina. Gli analisti di HSBC, invece, hanno ridotto la valutazione sui due istituti, portandola rispettivamente a 6,95 euro e a 2,93 euro per azione. Tuttavia, gli esperti hanno confermato il rating “Overweight” (sovrappesare) su entrambe le banche.
Il Banco Popolare ha perso il 3,64% a 10,6 euro. Gli analisti di HSBC hanno peggiorato il giudizio sull’istituto, portandolo da “Overweight” (sovrappesare) a “Neutrale”. Gli esperti hanno anche sforbiciato da 17 euro a 12,7 euro il prezzo obiettivo.
Sempre HSBC ha ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo sulla Popolare di Milano (-2,54% a 0,5765 euro), portandolo da 0,76 euro a 0,77 euro. Gli esperti hanno confermato il rating “Overweight” (sovrappesare). Intanto, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 2 dicembre Norges Bank è tornata a essere uno dei maggiori azionisti della Popolare di Milano, con una quota del 2,003% del capitale.
UBI Banca è scesa del 3,62% a 5,99 euro. HSBC ha ridotto da 7,4 euro a 6,9 euro il prezzo obiettivo sull’istituto. Gli esperti hanno ribadito il giudizio “Neutrale”.

Sono scattate le prese di beneficio su Fiat Chrysler Automobiles, che ha terminato la giornata con ribasso del 2,92% a 10,62 euro, dopo aver superato quota 11 euro nel corso della seduta. Vincenzo Longo, Market Strategist di IG, ha confermato la propria visione rialzista sul titolo, con il target price collocato a 13 euro. "Il pricing del bond convertendo, l’IPO di Ferrari e la partnership in Asia saranno i principali driver che guideranno il titolo ex Lingotto verso questo livello", ha precisato Longo. Indicazione positiva anche da Equita Sim che ha ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo su Fiat Chrysler Automobiles, portandolo da 10,5 euro a 11 euro, per il minor effetto diluitivo derivante dal prestito convertendo.
Performance peggiore per CNH Industrial (-4,98% a 6,29 euro).

Saipem ha terminato la giornata con un ribasso dello 0,75% a 9,935 euro. Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa, il presidente della commissione europea, Jean Claude Juncker, avrebbe dichiarato che il progetto del gasdotto South Stream sarebbe ancora valido, in quanto gli intralci alla realizzazione dell’infrastruttura potrebbero essere superati. Intanto, gli analisti di Equita sim hanno tagliato da 17 euro a 13,2 euro il prezzo obiettivo su Saipem. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere).
Performance peggiore per ENI (-3,35% a 15,31 euro).
Enel ha perso il 2,27% a 3,786 euro. Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa il fondo statunitense Capital Research and Management Company sarebbe diventato il secondo azionista della spagnola Endesa, dietro al colosso elettrico italiano. Il gruppo americano sarebbe accreditato del 5,5% del capitale dell’azienda iberica.

Qualche spunto tra le società del lusso.
Salvatore Ferragamo è scesa dello 0,1% a 20,69 euro. Banca IMI ha incrementato da 22,9 euro a 24,8 euro il prezzo obiettivo sulla società, in seguito al miglioramento delle stime finanziarie e alla revisione dei parametri di valutazione dell’azienda. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere).
La stessa banca d’affari ha alzato da 32,9 euro a 42,1 euro il target price su Luxottica (-1,47% a 43,49 euro). Anche in questo caso gli esperti hanno confermato il rating “Hold” (mantenere).
Sempre Banca IMI ha limato da 14,36 euro a 14,2 euro il prezzo obiettivo su Moncler (-2,28% a 11,16 euro), in seguito alla revisione delle stime sulla marginalità. Tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.

STM ha ceduto l’1,47% a 6,045 euro. Gli analisti di Equita sim hanno ridotto da 7,8 euro a 7,5 euro il prezzo obiettivo sul gruppo italofrancese, sulle prospettive di una crescita inferiore alle attese di alcuni segmenti di mercato. Tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.

CTI Biopharma ha registrato un progresso dell’1,93% a 1,793 euro. La società biotech ha comunicato di aver ricevuto da Teva Pharmaceutical Industries il pagamento di 15 milioni di dollari per il raggiungimento di determinati traguardi nelle vendite di TRISENOX. CTI Biopharma ha ricordato che l'accordo prevede versamenti fino a ulteriori 80 milioni di dollari nel caso in cui Teva dovesse raggiungere specifici traguardi nelle vendite e nello sviluppo di TRISENOX.

In forte rialzo Tiscali (+3,17% a 0,0586 euro). Secondo quanto scritto su MF, la società sarda avrebbe presentato a Consip l’offerta migliore per l'assegnazione della fornitura di servizi di telecomunicazioni delle pubbliche amministrazioni centrali e locali, oltre a enti nazionali. Il quotidiano ha aggiunto che la Consip starebbe analizzando nel dettaglio tutte le offerte pervenute per evitare eventuali anomalie.

 

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