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Altro rally di FCA e il FTSEMib chiude ottobre con un rialzo

Il gruppo automobilistico ha ufficializzato il progetto di integrazione con il gruppo francese PSA. In rosso Tenaris dopo la diffusione della trimestrale

di Edoardo Fagnani 31 ott 2019 ore 17:46

I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali borse europee hanno terminato la seduta del 31 ottobre con variazioni frazionali. Mercoledì la FED non ha sorpreso gli operatori e ha tagliato i tassi di interesse di un quarto di punto per la terza volta consecutiva. Fiat Chrysler Automobiles ancora protagonista al FTSEMib, dopo aver ufficializzato il progetto di integrazione con il gruppo francese PSA e aver diffuso i dati del terzo trimestre del 2019. Pessima giornata, invece, per Tenaris: gli operatori sono rimasti delusi dalle indicazioni finanziarie per il 2019.

mercato-sale_1Il FTSEMib ha terminato la giornata con un rialzo dello 0,21% a 22.694 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 22.584 punti e un massimo di 22.783 punti. Il principale paniere di Borsa Italiana ha terminato il mese di ottobre con un rialzo del 2,65%. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato lo 0,23%. Variazioni frazionali per il FTSE Italia Mid Cap (+0,43%) e per il FTSE Italia Star (+0,05%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è balzato a 3,19 miliardi di euro, rispetto ai 2,92 miliardi di mercoledì; sono passate di mano 555.771.179 azioni (579.529.697 nella seduta di mercoledì). Su 415 titoli trattati, 194 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 172; invariate le restanti 49 azioni.

L’euro è sceso a 1,115 dollari, mentre il bitcoin è rimasto oltre i 9.000 dollari (poco più di 8.000 euro).

Lo spread Btp-Bund è tornato sotto i 135 punti.

 

È proseguito il rally di Fiat Chrysler Automobiles dopo il balzo messo a segno mercoledì; il titolo del gruppo automobilistico ha terminato la giornata con un rialzo dell’8,22% a 13,928 euro. Fiat Chrysler Automobiles ha ufficializzato il progetto di integrazione con il gruppo francese PSA. Nel dettaglio, la fusione tra i due gruppi sarebbe paritetica: il nuovo gruppo sarebbe detenuto al 50% dagli attuali azionisti di Groupe PSA e al 50% dagli attuali azionisti di FCA. L’aggregazione proposta creerebbe il 4° costruttore automobilistico al mondo in termini di unità vendute (8,7 milioni di veicoli). Sulla base dell’aggregazione dei risultati più recenti (quelli del 2018, con l’esclusione dei conti Magneti Marelli e Faurecia) FCA-Psa vanterebbe su ricavi congiunti di quasi 170 miliardi di euro e un utile operativo corrente di oltre 11 miliardi di euro. Prima del perfezionamento dell’operazione, FCA distribuirebbe ai propri azionisti un dividendo speciale di 5,5 miliardi di euro, nonché la propria partecipazione in Comau. Intanto, Fiat Chrysler Automobiles ha comunicato i risultati del terzo trimestre del 2019, periodo chiuso con ricavi pari a 27,33 miliardi di euro (in flessione dell'1%) e un utile netto adjusted pari a 1,26 miliardi di euro, in calo del 6% rispetto agli 1,34 miliardi contabilizzati negli stessi mesi dello scorso anno. L'amministratore delegato di FCA, Mike Manley, ha ribadito i target finanziari per l'intero 2019, che erano stati comunicato in occasione della presentazione dei dati bilancio del 2018 e confermati in occasione della diffusione della semestrale. Nel corso della conference call a commento dei risultati trimestrali, FCA ha fornito le stime finanziarie per il 2020. Nel dettaglio, per il prossimo esercizio il management del gruppo automobilistico prevede un reddito operativo adjusted superiore ai 7 miliardi di euro, mentre l'utile per azione diluito adjusted dovrebbe collocarsi oltre i 2,8 euro per azione.

La holding EXOR (+5,69% a 68,72 euro) ha sfruttato il trend positivo di Fiat Chrysler Automobiles.

 

Tenaris ha subito uno scivolone del 3,29% a 9,054 euro. La società ha comunicato i risultati dei primi nove mesi del 2019, periodo chiuso con ricavi per 5,55 miliardi di dollari, lo stesso risultato ottenuto nel medesimo periodo dello scorso anno. In leggera flessione il risultato operativo, che si è ridotto da 693,13 milioni a 680,62 milioni di euro (-2%). L’utile netto è sceso del 9%, passando da 650,24 milioni a 590,91 milioni di dollari. I vertici di Tenaris prevedono che nel quarto trimestre del 2019 le vendite saranno influenzate da un calo dei prezzi di vendita e dal rallentamento dell'attività negli Stati Uniti e Argentina. Tuttavia, il management prevede di confermare la marginalità registrata nel terzo trimestre del 2019, agenda sulla leva dei costi. Per il 2020 Tenaris prevede una ripresa delle vendite oltre a un miglioramento della marginalità e della generazione di cassa, agenda sulla riduzione dei costi e sulla gestione del capitale circolante. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Banca Akros hanno limato da 13,5 euro a 13 euro il target price su Tenaris, in seguito alla riduzione delle stime finanziarie per i prossimi trimestri. Tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di accumulare le azioni in portafoglio, in quanto il nuovo prezzo obiettivo implica un potenziale rialzo di Tenaris nell’ordine del 40%.

 

STM ha perso l’1,6% a 20,34 euro. Gli analisti di Equita SIM hanno incrementato nuovamente il target price sul gruppo italofrancese, portandolo da 19,5 euro a 21 euro, in seguito alla revisione delle stime sui ricavi e sulla marginalità per il 2022. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

 

Chiusura negativa per Amplifon (-2,09% a 22,52 euro). Non si sono fatte attendere le indicazioni degli analisti sulla società dopo la diffusione dei risultati trimestrali. Banca Akros ha ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo sulla società, portandolo da 22,8 euro a 23,7 euro, evidenziando ricavi trimestrali migliori delle attese; al contrario, gli esperti hanno peggiorato da “Accumulate” a “Neutrale” il giudizio, dopo il rialzo messo a segno dal titolo nel corso del 2019: il prezzo delle azioni Amplifon è salito dai 14,05 euro di inizio anno ai 23 euro della chiusura del 30 ottobre. Anche Kepler Cheuvreux ed Equita sim hanno alzato il target price, portandolo rispettivamente a 22 euro e a 24,7 euro; entrambe le banche d’’affari hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

 

Al segmento STAR spicca il balzo di Tesmec (+3% a 0,412 euro), in scia alla diffusione dei risultati trimestrali. La società ha terminato i primi nove mesi dell’anno con un utile netto di 724mila euro, rispetto al rosso di 757mila euro contabilizzati nello stesso periodo del 2018. I vertici di Tesmec prevedono una crescita del fatturato significativa nell’ultimo trimestre rispetto all’esercizio precedente.

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