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Piazza Affari, la chiusura è negativa: FTSEMib -1,41%

Spiccano i ribassi subiti da Monte Paschi e dal Banco Popolare; in difficoltà anche Unicredit. Chiusura negativa per i petroliferi e per Enel Green Power

di Edoardo Fagnani 31 mar 2016 ore 17:49

Borsa Italiana e le principali piazze europee in territorio negativo nella seduta odierna, dopo i rialzi messi a segno nella giornata di ieri. Hanno prevalso le vendite sui bancari: spiccano i ribassi subiti dal Monte dei Paschi di Siena e dal Banco Popolare; in difficoltà anche Unicredit. Chiusura negativa per i petroliferi e per Enel Green Power.
I principali indici di Borsa Italiana hanno perso oltre un punto percentuale. Il FTSEMib ha subito un calo dell’1,41% a 18.117 punti (minimo di 17.972 punti, massimo di 18.300 punti), terminando il mese di marzo con un rialzo del 2,8%. Il FTSE Italia All Share ha perso l’1,26%. In rosso anche il FTSE Italia Mid Cap (-0,33%) e il FTSE Italia Star (-0,1%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,82 miliardi di euro, rispetto ai 2,42 miliardi di ieri. Su 318 titoli trattati, 192 hanno terminato la giornata con un ribasso mentre le performance positive sono state 107. Invariate le restanti 19 azioni.
L’euro ha toccato gli 1,14 dollari.

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mercato2_4Hanno prevalso le vendite sui bancari.
Unicredit ha terminato la giornata con una flessione del 3,06% a 3,17 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso. Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa l’istituto guidato da Federico Ghizzoni starebbe puntando a rinviare l’aumento di capitale della Popolare di Vicenza, con cui la banca ha sottoscritto un contratto di pre-garanzia per sottoscrivere l’eventuale inoptato. Le attuali condizioni di mercato, infatti, potrebbero costringere Unicredit a rilevare una quota rilevante del capitale della Popolare di Vicenza, eventualità che aumenterebbe il profilo di rischio della banca. Al momento, l’aumento di capitale dell’istituto veneto è previsto per la fine di aprile. Intanto, gli analisti di UBS hanno iniziato la copertura su Unicredit con un target price di 3,7 euro e un giudizio “Neutrale”. La stessa banca d’affari ha iniziato la copertura anche su IntesaSanpaolo (+0,66% a 2,434 euro) con un prezzo obiettivo di 2,85 euro e l’indicazione di acquisto delle azioni. Inoltre, Fitch ha confermato il proprio rating sull’istituto guidato da Carlo Messina, fissato a "BBB+"; il giudizio conferma l’istituto tra gli emittenti non speculativi. Le prospettive su rating per i prossimi trimestri sono stabili.
Vendite anche sulla Popolare di Milano (-3,83% a 0,6185 euro). Ieri, il consiglio di sorveglianza dell’istituto ha approvato il bilancio dell'esercizio 2015, chiuso con un utile netto di 288,91 milioni di euro, in aumento del 24,4% rispetto ai 232,29 milioni ottenuti nel 2014. Il CdS ha confermato la proposta di distribuzione di un dividendo pari a 0,027 euro per azione. Intanto, gli analisti di Banca IMI hanno tagliato il prezzo obiettivo sulla Popolare di Milano e sul Banco Popolare (-6,42% a 6,045 euro), portandolo rispettivamente a 0,97 euro e a 9,4 euro; Tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni su entrambe le banche. Inoltre, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 30 marzo Marshall Wace ha incrementato lo “short” sul Banco Popolare, portandolo dallo 0,95% all’1,02%.
Male il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano è sceso del 4,19% a 0,503 euro. Gli analisti di Bank of America hanno tagliato da 1,1 euro a 0,65 euro il prezzo obiettivo sulla banca senese, in seguito al livello relativamente elevato dei crediti problematici in portafoglio; gli esperti hanno anche peggiorato il giudizio, portandolo da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere).  
Banca Carige ha subito un calo del 4,04% a 0,57 euro. Oggi si è tenuta l’assemblea degli azionisti dell’istituto ligure che ha approvato bilancio dell’esercizio 2015 e ha nominato il nuovo CdA. Il presidente uscente dell'istituto, Cesare Castelbarco, ha dichiarato che al momento la banca non ha necessità di procedere con un nuovo aumento di capitale. Il presidente ha ricordato che a fine 2015 il Common Equity Tier 1 di Banca Carige era pari al 12,2%. Intanto, MF ha scritto che la famiglia Malacalza, primo azionista di Banca Carige con il 17,6% del capitale, starebbe studiando un piano alternativo all’ingresso di Apollo per il futuro dell’istituto genovese.

Giornata nervosa per i petroliferi, dopo le ottime performance messe a segno nella seduta di ieri.
ENI ha subito una flessione dell’1,63% a 13,3 euro.
Performance negativa anche per Saipem. La società di ingegneristica è scesa dell’1,1% a 0,3521 euro.

In rosso Enel Green Power (-2,68% a 1,89 euro). Oggi era l’ultimo giorno di quotazione della società energetica, in seguito all’integrazione con Enel (-2,55% a 3,898 euro).

Luxottica ha ceduto il 3,19% a 48,5 euro. Gli analisti di Banca IMI hanno tagliato da 54,3 euro a 52,4 euro il target price sulla società, in seguito alla riduzione delle stime sui ricavi e sulla redditività per il biennio 2016/2017; gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

 

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