NAVIGA IL SITO

FTSEMib, chiusura (di poco) negativa: male FCA

Non ha entusiasmato la trimestrale della società autombilistica. Seduta nervosa per i bancari, penalizzati dal nuovo strappo registrato dallo spread tra Btp e bund

di Edoardo Fagnani 30 ott 2018 ore 17:53

Chiusura sotto la parità per i principali indici di Piazza Affari, dopo il forte rialzo messo a segno nella seduta precedente. Deludente il dato sul Pil italiano relativo al terzo trimestre del 2018, che ha registrato una variazione nulla su base trimestrale, rispetto a una stima del +0,2%. Intanto, oggi è terminata la tre giorni di aste di titoli di stato italiani; in mattinata il Tesoro ha collocato due Btp, con scadenza a 5 e 10 anni per un ammontare di 4,5 miliardi di euro: il rendimento del decennale ha sfiorato il 3,4%. Chiusura negativa per Fiat Chrysler Automobiles, dopo la diffusione dei risultati trimestrali. Seduta nervosa per i bancari, penalizzati dal nuovo strappo registrato dallo spread tra Btp e bund con scadenza decennale: il differenziale tra i due titoli è tornato sopra i 310 punti.

Il FTSEMib ha perso lo 0,22% a 18.999 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 18.852 punti e un massimo di 19.181 punti. Il FTSE Italia All Share ha subito una flessione dello 0,28%. Chiusura negativa anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,87%) e per il FTSE Italia Star (-0,95%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,05 miliardi di euro, rispetto ai 2,32 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 901.694.953 azioni (1.242.746.979 nella seduta di ieri). Su 373 titoli trattati, 201 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 150; invariate le restanti 22 azioni.

L’euro è sceso a 1,135 dollari; alle 17.30 il bitcoin si confermava sotto quota 6.500 dollari (poco più di 5.500 euro).

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

mercato-scende_1Fiat Chrysler Automobiles ha terminato la giornata con una flessione del 3,22% a 13,752 euro, registrando la peggiore performance della giornata al FTSEMib. La società automobilistica ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con ricavi pari a 84,79 miliardi di euro, in salita del 3% rispetto agli 82,06 miliardi di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. L’utile netto adjusted si è attestato a 3,41 miliardi, in salita del 28% rispetto ai 2,67 miliardi dei primi nove mesi del 2017. Fiat Chrysler Automobiles ha confermato i target operativi sul 2018 rivedendo la liquidità netta industriale a causa del “riallineamento della produzione alla domanda attesa ed i versamenti discrezionali anticipati effettuati ai piani pensionistici, al netto delle imposte”. Le attese prevedono ricavi netti tra 115 e 118 miliardi di euro, un reddito operativo adjusted tra 7,5 e 8 miliardi di euro, un utile netto adjusted cdi circa 5,0 miliardi di euro e una liquidità netta industriale tra 1,5 e 2,0 miliardi di euro contro precedenti attese pari a circa 3 miliardi di euro. Il management di Fiat Chrysler Automobiles ha segnalato che la chiusura dell’operazione relativa alla cessione di Magneti Marelli consentirà il pagamento di un dividendo straordinario di 2 miliardi di euro.

 

Seduta nervosa per i bancari, penalizzati dal nuovo strappo registrato dallo spread tra Btp e bund con scadenza decennale: il differenziale tra i due titoli ha superato i 310 punti.

BPER Banca ha ceduto lo 0,59% a 3,386 euro. Il Sole24Ore ha scritto che i vertici dell'istituto non presenteranno il piano industriale in concomitanza con la trimestrale. Il quotidiano finanziario ha segnalato che "l’attuale incertezza sui mercati e le incognite sul punto di atterraggio del Def impongono di prendere ancora tempo e andare oltre la data dell’8 novembre, dead line che peraltro era già slittata rispetto a quella, precedentemente prevista, di inizio settembre". Il Sole24Ore ha aggiunto che per la presentazione si starebbe ragionando su due possibili finestre: o metà dicembre, quando sarà definito il budget 2019 o, più probabilmente, nella prima decade del prossimo febbraio in concomitanza con l’approvazione del bilancio 2018. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 29 ottobre AHL Partners ha limato dallo dall'1,52% all'1,49% la posizione corta su BPER Banca. Anche B&G Master Fund ha diminuito lo "short" sull'istituto, portandolo dallo 0,83% allo 0,78%. Al contrario, Oceanwood Capital Management Limited ha aumentato dallo 0,53% allo 0,64% la posizione corta sulla banca.

Performance positiva, invece, per il BancoBPM (+1,66% a 1,6612 euro). Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 29 ottobre PDT Partners ha limato dallo 0,8% allo 0,79% la posizione corta sulla banca. Al contrario, Marshall Wace ha aumentato dal 4,27% al 4,32% lo "short" sull'istituto.

Segno più anche per UBI Banca (+0,41% a 2,717 euro). Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 29 ottobre Marshall Wace ha limato dall'1,93% all'1,89% la posizione corta sull’istituto. Al contrario, BlackRock Institutional Trust Company, National Association ha incrementato dallo 0,69% allo 0,7% lo "short" sulla banca.

 

Saras ha registrato un rialzo del 2% a 1,785 euro. Dopo la diffusione della trimestrale gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno confermato a 2,2 euro il prezzo obiettivo sulla società di raffinazione. Al contrario, gli esperti hanno migliorato il giudizio e ora consigliano l’acquisto delle azioni, in seguito al ribasso subito dal titolo negli ultimi due mesi: la quotazione di Saras è passata dai 2,238 euro del 29 agosto agli 1,75 euro della chiusura di ieri. Equita sim, invece, ha limato da 2,3 euro a 2,2 euro il prezzo obiettivo sulla società di raffinazione, in seguito alla revisione dei parametri di valutazione dell’azienda; tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni e hanno migliorato le stime sull’utile per azione per l’esercizio in corso. Anche Mediobanca ha tagliato il target price su Saras, portandolo da 2,5 euro a 2,3 euro, in seguito al peggioramento della stima sull’utile per azione per l’esercizio in corso; tuttavia, gli analisti hanno confermato il rating “Outperform” (farà meglio del mercato).

 

Anche oggi vendite su Leonardo (-1,51% a 9,384 euro). Gli operatori segnalano le indiscrezioni relative a un possibile taglio degli investimenti del governo statunitense nel settore della difesa.

 

Recordati ha guadagnato il 2,08% a 30,93 euro. La società farmaceutica ha comunicato i risultati dei primi nove mesi del 2018, periodo chiuso con ricavi netti per 1,01 miliardi di euro, in aumento del 5,1% rispetto ai 963,83 milioni ottenuti nello stesso periodo dello scorso anno. La società farmaceutica ha precisato che i ricavi internazionali sono cresciuti del 5,4%. Il risultato operativo è salito del 9,6%, passando da 307,5 milioni a 336,97 milioni di euro; di conseguenza la marginalità è cresciuta al 33,3%. Recordati ha terminato i primi tre trimestri del 2018 con un utile netto di 219,82 milioni di euro (+8,2% rispetto ai 237,88 milioni dei primi nove mesi del 2017). Il management di Recordati ha rivisto le stime sui ricavi per il 2018, in conseguenza alla svalutazione della lira turca, che dovrebbe avere un impatto nell’ordine dei 30 milioni di euro. Di conseguenza, i vertici dell’azienda prevedono di chiudere l’esercizio in corso con ricavi compresi tra gli 1,34 e gli 1,35 miliardi di euro, rispetto all’intervallo 1,35-1,37 miliardi di euro indicato in precedenza. Al contrario, il management di Recordati ha confermato le stime sulla redditività e prevede un margine operativo lordo tra 490 e i 500 milioni di euro, un utile operativo tra 430 e i 440 milioni e un utile netto tra i 310 e i 315 milioni di euro. I vertici di Recordati hanno proposto la distribuzione di un acconto sul dividendo 2019, relativo all’esercizio 2018, per un ammontare di 0,45 euro per azione.

 

Forti vendite su Cerved Group (-8,4% a 7,09 euro). La società ha chiuso i primi nove mesi del 2018 con ricavi per 323,6 milioni di euro, in aumento del 12,1% rispetto ai 288,7 milioni registrati nello stesso periodo dello scorso anno. Il margine operato lordo adjusted è salito a 132 milioni di euro, il 10,1% in più rispetto ai 132 milioni dei primi nove mesi del 2017; tuttavia, la marginalità si è ridotta dal 45,7% al 44,9%. L’utile netto adjusted, che esclude gli oneri e i proventi non ricorrenti, il costo ammortizzato dei finanziamenti, l’ammortamento dei plusvalori allocati emersi dai processi di aggregazione aziendale, è aumentato del 5,3% a 72 milioni. Per il 2018 i vertici di Cerved Group prevedono una crescita dei ricavi e del margine operativo lordo Adjusted. Non si sono fatte attendere le indicazioni degli analisti. Mediobanca ha tagliato da 11,4 euro a 10,5 euro il target price su Cerved Group, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2018/2019; tuttavia, gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato). Per lo stesso motivo Kepler Cheuvreux ha sforbiciato da 11,5 euro a 10 euro per azione la valutazione sulla compagnia, anche se ha ribadito il rating “Buy” (acquistare). Indicazione simile da Equita sim, che ha tagliato da 9,7 euro a 9,2 euro il prezzo obiettivo sulla società, dopo la riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2018/2019; gli analisti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

Tutte le ultime su: piazza affari
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.

Guide Lavoro

Chi e per cosa si può utilizzare NoiPA

NoiPA è la piattaforma digitale per la gestione del personale e degli stipendi del settore pubblico.

da

ABCRisparmio

Cosa è e come si usa il cassetto fiscale

Cosa è e come si usa il cassetto fiscale

Il cassetto fiscale è un archivio online tramite il quale ogni contribuente può consultare qualsiasi informazione riguardante la propria posizione fiscale Continua »