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Il FTSEMib ha perso oltre il 3%. Crollo di ENI

Il principale indice di Piazza Affari ha registrato il settimo ribasso consecutivo. Anche Enel ha chiuso in forte calo. Pessima giornata per i bancari e Generali

di Edoardo Fagnani 30 lug 2020 ore 17:45

milano-negativaI maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno terminato la seduta con flessioni nell'ordine del 2-3%, penalizzate anche dall'avvio negativo negativo di Wall Street.

Il FTSEMib ha perso il 3,28% a 19.228 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 19.116 punti e un massimo di 19.976 punti; per il principale indice di Borsa Italiana si tratta del settimo ribasso consecutivo. Il FTSE Italia All Share ha lasciato sul terreno il 3,02%. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-1,04%) e per il FTSE Italia Star (-0,71%). Nella seduta del 30 luglio 2020 il controvalore degli scambi è balzato a 2,67 miliardi di euro, rispetto agli 1,78 miliardi di mercoledì; sono passate di mano 752.175.666 azioni (483.587.296 nella seduta di mercoledì). Su 415 titoli trattati, 325 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 67; invariate le restanti 23 azioni.

L’euro ha sfiorato gli 1,18 dollari, mentre il bitcoin si è confermato a 11.000 dollari (meno di 9.500 euro).

Lo spread Btp-Bund si è allargato a 151 punti.

 

In difficoltà i titoli del settore petrolifero, dopo che il prezzo del greggio a New York (contratto con scadenza ad agosto 2020) è tornato sotto i 39 dollari al barile.

ENI ha subito uno scivolone del 7,04% a 7,818 euro, dopo la diffusione dei risultati del secondo trimestre 2020, chiuso con un risultato operativo adjusted negativo per 434 milioni di euro, rispetto al valore positivo di 2,28 miliardi del corrispondente periodo dello scorso anno. Il risultato netto adjusted è scivolato in rosso per 714 milioni, in forte peggioramento rispetto all’utile di 562 milioni contabilizzati nella prima metà dello scorso anno. Il consensus degli analisti, pubblicato sul sito Internet della società, indicava un utile operativo adjusted negativo per 650 milioni di euro e una perdita netta adjusted di 930 milioni. Inoltre, a fronte del mutato contesto, della sua elevata volatilità e delle azioni messe in atto per fronteggiarne gli effetti, ENI ha deciso di rivedere la politica di remunerazione degli azionisti che prevede, in particolare, un dividendo annuo composto da un valore base fissato a 0,36 euro per azione (commisurato a una media annua del Brent pari ad almeno 45 dollari al barile) e una componente variabile crescente al crescere del prezzo Brent.

È proseguito il trend negativo di Saipem (-6,55%), dopo la pesante correzione subita nella seduta del 29 luglio.

 

Anche Enel ha chiuso in forte ribasso (-2,98% a 7,737 euro). Il colosso elettrico ha chiuso il primo semestre del 2020 con ricavi in contrazione del 18,5%: il giro d’affari del colosso elettrico è passato da 40,97 miliardi a 33,38 miliardi di euro. Più limitata la flessione del margine operativo lordo, sceso da 8,91 miliardi a 8,65 miliardi di euro (-2,9%). Al contrario, l’utile netto ordinario è salito del 5,6%, passando da 2,28 miliardi a 2,41 miliardi di euro, in conseguenza al miglior risultato della gestione operativa ordinaria, al decremento degli oneri finanziari e alle minori interessenze di terzi. L’utile netto si è attestato a 1,95 miliardi. A fine giugno 2020 l’indebitamento netto era cresciuto a 50,41 miliardi di euro, rispetto ai 45,18 miliardi di inizio anno. Il management di Enel ha rivisto alcuni target finanziari per il 2020 e prevede di chiudere l’esercizio in corso con un margine operativo lordo di circa 18 miliardi di euro, mentre l’utile netto ordinario dovrebbe collocarsi tra i 5 e i 5,2 miliardi di euro. A fine anno l’indebitamento netto dovrebbe attestarsi in un range compreso tra 48 e 49 miliardi di euro. Confermata la politica dei dividendi. Nel corso della conference call a commento dei risultati semestrali il numero uno di Enel, Francesco Starace, ha anticipato che a novembre sarà presentato il nuovo piano industriale.

 

Vendite sui titoli del settore bancario.

In rosso UBI Banca (-4,49% a 3,423 euro). Borsa Italiana ha comunicato che, nell’ambito dell’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria promossa da IntesaSanpaolo (-3,04% a 1,735 euro) e avente ad oggetto massime 1.144.285.146 azioni ordinarie di UBI Banca al momento sono state portate in adesione 865.764.708 azioni, pari al 75,679% del capitale di UBI Banca.

Performance peggiori per UniCredit (-4,94%) e BancoBPM (-5,34%).

Pessima giornata anche per Mediobanca (-2,71%). L'istituto di Piazzetta Cuccia ha comunicato i risultati dell’esercizio 2019/2020 (l’istituto chiude il bilancio il 30 giugno), periodo chiuso con un utile netto di 600,4 milioni di euro, in contrazione del 27% rispetto agli 823 milioni contabilizzati nell’esercizio precedente. Praticamente invariato il margine di intermediazione che è sceso da 2,52 miliardi a 2,51 miliardi di euro (-0,5%). Mediobanca ha anticipato che il margine di interesse sarà in riduzione per i primi trimestri nell’esercizio 2020/2021, soprattutto per il calo transitorio dei volumi del credito al consumo, compensato parzialmente da misure tattiche di gestione di attivi e passivi. Inoltre, il management ha fornito alcune indicazioni per i prossimi esercizi. L’istituto di Piazzetta Cuccia punta a un’ottimizzazione del capitale (CET1 al 13,5%) da raggiungersi ora progressivamente (entro giugno 2023) per la gestione prudenziale della crisi Covid. Dal 2021 è previsto ritorno a una politica di distribuzione tramite erogazione di dividendi cash e riacquisto di azioni proprie.

 

Generali (-5,11%) tra i peggiori di giornata al FTSEMib. La compagnia assicurativa ha comunicato i risultati del primo semestre 2020, periodo chiuso con un utile netto di 774 milioni di euro, in contrazione del 56,7% rispetto agli 1,79 miliardi contabilizzati nello stesso periodo dello scorso esercizio. Il consensus degli analisti, pubblicato sul sito Internet di Generali indicava un risultato finale di 824 milioni di euro, con un intervallo compreso tra 482 milioni e 1,11 miliardi di euro. L’utile netto normalizzato - che non comprende l’impatto delle plusvalenze e minusvalenze derivanti dalle dismissioni - ammonta a 957 milioni di euro. Praticamente invariato, invece. il risultato operativo, che si è attestato a 2,71 miliardi di euro, rispetto ai 2,72 miliardi ottenuti nella prima metà del 2019. Il dato è stato superiore al consensus degli analisti (2,69 miliardi di euro). I premi lordi complessivi sono saliti dell’1,2% a 36,48 miliardi di euro, grazie alla crescita nel ramo danni (+0,9%) e nel ramo vita (+1,3%). Il consensus degli analisti indicava premi lordi per circa 35 miliardi di euro. Per il 2020 Generali prevede un risultato netto del 2020 in calo rispetto all’anno precedente, considerato l’impatto negativo derivante dai mercati finanziari e da alcuni oneri non ricorrenti registrato nella prima metà dell’anno. Inoltre, il management stima che il risultato operativo continuerà a essere resiliente nel 2020, sebbene in probabile flessione rispetto al 2019.

 

Da segnalare lo scivolone di Fiat Chrysler Automobiles, che ha perso il 3,94%, dopo uno stop per eccesso di ribasso.

CNH Industrial ha ceduto il 2,02%. La società ha chiuso la prima metà del 2020 con ricavi pari a 11,04 miliardi di dollari, in calo del 21,3% rispetto allo stesso periodo del 2019. L'utile netto è stato pari a 307 milioni di euro, in contrazione di più del 55% rispetto ai 691 milioni di euro dello stesso periodo dell'anno precedente. Il periodo si è chiuso con una perdita netta adjusted di 151 milioni di euro rispetto all'utile di 678 milioni della prima metà del 2019. Per l'intero esercizio CNH Industrial prevede ricavi netti delle attività industriali attesi in diminuzione tra il 15% e il 20%; il flusso di cassa (free cash flow) delle attività industriali dovrebbe rimanere negativo per l’intero anno, nonostante un’attesa generazione di cassa nel secondo semestre per effetto delle continue misure per preservare la cassa e di una normalizzata stagionalità delle vendite.

 

NEXI è riuscita a limitare i danni (-0,3%), nel giorno della diffusione dei dati economici e finanziari del primo semestre del 2020, penalizzati dal deterioramento registrato nel secondo trimestre a causa delle misure di lockdown. Il management prevede una crescita organica dell’EBITDA 2020 rispetto al 2019, includendo il contributo del merchant book di IntesaSanpaolo e in linea con quello dell’anno precedente su base standalone. Inoltre, NEXI stima una crescita significativa dell’indicatore EBITDA – Capex su base standalone.

 

Prysmian (+0,05%) ha registrato l'unica performance positiva al FTSEMib, nel giorno della diffusione dei risultati semestrali. Inoltre, il management ha fornito le nuove stime finanziarie per l’intero 2020. La società prevede di realizzare un EBITDA Adjusted compreso nell’intervallo 800-850 milioni di euro e di generare flussi di cassa compresi nell’intervallo 200-300 milioni (free cash flow prima di acquisizioni e dismissioni e dei dividendi).

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