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Il FTSEMib chiude in rosso: sale FCA, scende CNH

Qualche buona performance tra i bancari, dopo che lo spread Btp-Bund è sceso sotto i 160 punti: brilla Monte dei Paschi di Siena. Al MidCap spicca il rialzo di Cerved Group

di Edoardo Fagnani 3 set 2019 ore 17:47

I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali borse europee hanno terminato la seduta del 3 settembre con ribassi frazionali. Riflettori sempre puntati sulla situazione politica italiana: nelle prossime ore il presidente incaricato, Giuseppe Conte, potrebbe sciogliere la riserva per formare un nuovo governo con l’appoggio di M5S e PD, dopo l’esito del voto degli iscritti del movimento al quesito proposto sulla piattaforma Rousseau. Intanto, lo spread Btp-Bund è sceso sotto i 160 punti.

mercato-neutroIl FTSEMib ha subito un frazionale calo dello 0,25% a 21.399 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 21.311 punti e un massimo di 21.497 punti. Anche il FTSE Italia All Share ha perso lo 0,25%. Segno meno per il FTSE Italia Mid Cap (-0,27%) e per il FTSE Italia Star (-0,12%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 1,62 miliardi di euro, rispetto agli 1,22 miliardi di lunedì; sono passate di mano 591.286.673 azioni (415.397.325 nella seduta di lunedì). Su 394 titoli trattati, 220 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 132; invariate le restanti 42 azioni.

L’euro è tornato oltre gli 1,095 dollari, mentre il bitcoin ha superato i 10.500 dollari (oltre 9.500 euro).

 

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Fiat Chrysler Automobiles ha guadagnato lo 0,88% a 11,946 euro, in seguito alle indiscrezioni relative a un accordo tra Renault e Nissan per arrivare a una partnership strategica con FCA. Intanto, il Ministero dei Trasporti ha comunicato che nel mese di agosto 2019 sono state immatricolate in Italia poco meno di 89mila vetture, in flessione del 3,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche lo scorso mese Fiat Chrysler Automobiles ha performato peggio del mercato. Secondo quanto riportato dall'agenzia Reuters ad agosto le immatricolazioni del gruppo si sono ridotte del 16,1% (poco meno di 21mila vetture) rispetto allo stesso periodo del 2018. La quota di mercato di FCA si è attestata al 23,4%.

Chiusura decisamente negativa, invece, per CNH Industrial (-3,46% a 9,086 euro). La società ha presentato alla comunità finanziaria il piano industriale 2020-2024 (CNH Industrial, il piano industriale 2020-2024: ecco "Transform 2 Win"). In particolare, il management ha confermato la separazione delle divisioni "On-Highway", ossia quella dei segmenti veicoli commerciali e powertrain, da quella "Off-Highway", quella dei segmenti agricoltura, costruzioni e veicoli speciali. Inoltre, CNH Industrial prevede investimenti per complessivi 13 miliardi di dollari fino al 2024, un aumento del fatturato con un tasso di crescita annuo composto del 5% e un margine EBIT adjusted delle attività industriali all’8% entro il 2022 e al 10% entro il 2024, con EBIT adjusted (il reddito operativo ordinario) più che raddoppiato rispetto ai livelli attuali.

 

Qualche buona performance tra i bancari, dopo che lo spread Btp-Bund è sceso sotto i 160 punti.

Spicca il forte rialzo del Monte dei Paschi di Siena che ha terminato la giornata con un progresso del 2,78% a 1,588 euro.

In rialzo di oltre un punto percentuale BPER Banca (+1,67% a 3,284 euro).

 

Enel ha registrato un minimo rialzo dello 0,02% a 6,681 euro. Gli analisti di Berenberg hanno incrementato il prezzo obiettivo sul colosso elettrico, portandolo da 6,3 euro a 6,7 euro. Tuttavia, gli esperti hanno peggiorato da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere) il giudizio, in seguito al rialzo messo a segno dal titolo nel corso dell’ultimo anno: nel periodo in esame il valore delle azioni Enel è passato da 4,3 euro a 6,68 euro.

 

Cerved Group ha messo a segno un progresso del 3,29% a 7,7 euro. Secondo quanto scritto su Il Sole24Ore la compagnia sarebbe pronto a mettere sul mercato la propria divisione specializzata nella gestione dei crediti, in particolare deteriorati. La business unit, al 30 giugno scorso, aveva in gestione 53,3 miliardi di crediti, di cui 43,8 miliardi deteriorati. Il quotidiano finanziario ha precisato che ci sarebbero “diverse opzioni: la vendita della divisione, l’integrazione con altri operatori specializzati o partnership di carattere industriale”. Cerved Group ha ufficializzato di aver conferito un mandato relativo alla valutazione esplorativa di opzioni strategiche con riferimento alla divisione aziendale facente capo alla controllata diretta Cerved Credit Management Group, precisando di non aver assunto alcuna deliberazione in merito.

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