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FTSEMib negativo: male IntesaSP

I risultati trimestrali della banca sono stati giudicati inferiori alle attese. Seduta incerta per Telecom Italia. Giornata positiva, invece, per i petroliferi

di Edoardo Fagnani 3 nov 2015 ore 17:49

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta odierna con variazioni frazionali. In rosso i bancari, penalizzati dai risultati trimestrali di IntesaSanpaolo, giudicati inferiori alle attese dagli operatori. Seduta incerta per Telecom Italia. Giornata positiva per i petroliferi, dopo che a New York il prezzo del greggio è tornato sopra i 47 dollari al barile.
Il FTSEMib ha perso lo 0,1% a 22.459 punti, mentre il FTSE Italia All Share è sceso dello 0,12% a 24.143 punti. Performance negative anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,22%) e il FTSE Italia Star (-0,21%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 3 miliardi di euro, rispetto ai 2,59 miliardi di ieri. Su 331 titoli trattati, 172 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 138. Invariate le restanti 21 azioni.
L’euro è scivolato a 1,095 dollari. L’oro è sceso a 1.125 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

milano2_2In rosso i bancari, penalizzati dai risultati trimestrali di IntesaSanpaolo (-1,13% a 3,144 euro), giudicati inferiori alle attese dagli operatori. Elevati i volumi sul titolo: nella seduta odierna sono passate di mano circa 214 milioni di azioni. L’istituto guidato da Carlo Messina ha terminato i primi nove mesi del 2015 con un utile netto di 2,7 miliardi di euro, una quota più che doppia rispetto al risultato dello stesso periodo dello scorso anno. A fine settembre il Common Equity Tier 1 era pari al 13,4% rispetto al 13,5% stimato dagli analisti. Per l’intero esercizio il management prevede una crescita dei proventi operativi netti favorita dalle commissioni nette, del risultato della gestione operativa e del risultato corrente al lordo delle imposte, con una riduzione del costo del rischio, nel quadro di una redditività sostenibile. IntesaSanpaolo ha confermato la volontà di distribuire un monte dividendi di 2 miliardi di euro con riferimento all’esercizio 2015. Nel corso della conference call a commento dei risultati trimestrali Carlo Messina non ha escluso la possibilità di incrementare il monte dividendi relativo all'esercizio 2015.
In difficoltà anche il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano ha lasciato sul terreno il 2,73% a 1,641 euro.
Unicredit è scesa dell’1,1% a 5,825 euro.
In controtendenza Mediobanca, che ha messo a segno un progresso dell’1,08% a 9,33 euro. Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters l’istituto di Piazzetta Cuccia avrebbe lanciato un covered bond decennale per un ammontare di 500 milioni di euro. Il titolo avrebbe ottenuto richieste per circa 800 milioni di euro. Il rendimento sarebbe pari al tasso mid swap di durata equivalente, maggiorato di 49 punti base.

Seduta all’insegna dell’incertezza per Telecom Italia. La compagnia telefonica ha registrato un ribasso dello 0,55% a 1,263 euro. Il Corriere della Sera ha scritto che il nuovo azionista Xavier Niel è atteso a Roma, dove è stato convocato dalla Consob per chiarire i contorni dell’operazione e il tipo di strumenti utilizzati per costruire la posizione su Telecom. In particolare gli uomini di Vegas intendono appurare se i contratti stipulati sulle opzioni sono di tipo americano (con data di esercizio aperta) o europeo (con data di esercizio chiusa).

Fiat Chrysler Automobiles è salita dello 0,22% a 13,43 euro. Il ministero dei Trasporti ha comunicato che nel mese di ottobre in Italia sono state immatricolate quasi 133mila vetture, in aumento dell’8,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Fiat Chrysler Automobiles ha fatto meglio del mercato, registrando un incremento delle vendite del 10,8%, con quasi 37mila veicoli messi sul mercato. Nel mese di ottobre la quota di mercato in Italia del gruppo guidato da Sergio Marchionne si è attestata al 27,6%.
CNH Industrial ha guadagnato l'1,44% a 6,335 euro. La società ha annunciato l'intenzione di procedere con un’emissione obbligazionaria.

Giornata positiva per i petroliferi, dopo che a New York il prezzo del greggio è tornato sopra i 47 dollari al barile.
ENI ha registrato un progresso dell’1,08% a 15,01 euro. Performance migliori per Saipem (+3,71% a 8,67 euro) e Tenaris (+4,03% a 11,87 euro).
Saras ha ceduto lo 0,28% a 1,81 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 23 ottobre UBS Group è diventato uno dei maggiori azionisti della società di raffinazione con una quota del 2,189% del capitale.
Snam è scesa dello 0,21% a 4,854 euro. Ancora indicazioni positive dagli analisti sulla società. Exane ha alzato a 5,3 euro il target price sul titolo, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2016/2017; gli esperti hanno confermato il rating “Outperform” (farà meglio del mercato). Per lo stesso motivo la banca d’affari ha aumentato a 4,3 euro il prezzo obiettivo su Terna (-0,43% a 4,66 euro), ribadendo il giudizio “Neutrale”.

Generali ha guadagnato lo 0,98% a 17,48 euro. Gli analisti di Banca Akros hanno tagliato da 20,5 euro a 19 euro il prezzo obiettivo sulla compagnia triestina, sulle prospettive di uno scenario sfavorevole dei tassi di interesse. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di accumulare le azioni in portafoglio. Intanto, il Financial Stability Board ha escluso Generali dalla lista delle compagnie assicurative sistemiche. Di conseguenza, il gruppo non dovrà avere capitale supplementare a riserva.

Chiusura negativa per Finmeccanica (-1,26% a 11,79 euro). Oggi si sono riuniti i vertici della società aerospaziale per l’esame dei risultati dei primi nove mesi del 2015. Intanto, Finmeccanica ha comunicato che è stato perfezionato l’acquisto da parte di Hitachi dell’attuale business di AnsaldoBreda e dell’intera partecipazione detenuta dall’azienda in Ansaldo STS, pari a circa il 40% del capitale.

STM è salita dell’1,1% a 6,43 euro. Gli analisti del Credit Suisse hanno tagliato il prezzo obiettivo sulla società italofrancese, portandolo da 6 euro a 5,25 euro, in seguito alla riduzione delle stime sui ricavi e sulla redditività per il biennio 2015/2016; gli esperti hanno confermato il giudizio “Underperform” (farà peggio del mercato).

Poste Italiane ha terminato la giornata con un calo dello 0,3% a 6,58 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 27 ottobre, giorno del debutto della società a Piazza Affari, Kuwait Investment Office (in qualità di agente del Governo dello Stato del Kuwait) è diventato uno dei maggiori azionisti di Poste Italiane con una quota del 2,058% del capitale. Il socio di riferimento della matricola resta il Tesoro, con una quota del 65,317% del capitale.

Pesante ribasso per Mondo TV (-21,9% a 5,69 euro), dopo il rally messo a segno negli ultimi giorni. La scorsa settimana il titolo ha guadagnato il 44,3%. Oggi la società ha sottoscritto un nuovo contratto di licenza in Cina, per la trasmissione di alcuni film e alcune serie tra quelle prodotte più recentemente.

 

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