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Il FTSEMib chiude in rosso. Giovedì nero per STM

Seduta caratterizzata da forte volatilità per Piazza Affari e per le borse europee, in scia alle indicazioni provenienti dagli Stati Uniti e, in particolare, da Apple

di Edoardo Fagnani 3 gen 2019 ore 18:07

Ancora una seduta caratterizzata da forte volatilità per Piazza Affari e per le principali borse europee, in scia alle indicazioni provenienti dagli Stati Uniti e, in particolare, da Apple. Pesante ribasso per STM, penalizzata dalla decisione del colosso di Cupertino di tagliare la stima sui ricavi del primo trimestre dell’esercizio 2018/2019. Al contrario, spicca l’ottima performance messa a segno da Tiscali.

Il FTSEMib ha terminato la seduta con un ribasso dello 0,61% a 18.218 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 18.153 punti e un massimo di 18,425 punti. Il FTSE Italia All Share ha ceduto lo 0,43%. Performance positive, invece, per il FTSE Italia Mid Cap (+0,84%) e per il FTSE Italia Star (+0,82%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è risalito a 1,83 miliardi di euro, rispetto agli 1,58 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 709.400.584 azioni (463.270.277 nella seduta di ieri). Su 371 titoli trattati, 183 hanno registrato un rialzo, mentre i segni meno sono stati 164; invariate le restanti 24 azioni.

L’euro è risalito a 1,14 dollari, mentre alle 17.30 il bitcoin restava sotto i 4.000 dollari (poco meno di 3.500 euro).

Lo spread tra Btp e Bund con scadenza a dieci anni ha superato i 270 punti.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

mercato-azioniSTM maglia nera al FTSEMib (-11,7% a 10,72 euro, dopo alcune sospensioni per eccesso di ribasso). Apple ha tagliato la stima sui ricavi del primo trimestre dell’esercizio 2018/2019. Ora il colosso di Cupertino si aspetta un giro d'affari di 84 miliardi di dollari, rispetto al range 89-93 miliardi di dollari indicato in occasione della diffusione dei risultati del quarto trimestre dell'esercizio fiscale 2017-2018.

 

Pochi spunti tra i bancari.

Banca Carige resta sospesa dalle contrattazioni fino a nuova comunicazione. Il Sole 24 Ore ha riportato indiscrezioni relative a "contatti tra ambienti governativi e alcuni gruppi bancari per sondare interesse e possibilità di arrivare a un’operazione di integrazione".

In rosso Unicredit; il titolo dell’istituto guidato da Jean Pierre Mustier ha subito una flessione dell’1,41% a 9,634 euro.

 

Fiat Chrysler Automobiles ha subito una flessione dell’1,19% a 12,416 euro. Il Ministero dei Trasporti ha comunicato che nel mese di dicembre 2018 in Italia sono state immatricolate poco più di 124mila vetture, in aumento del 2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nell'intero 2018 in Italia sono state immatricolate 1,97 milioni di vetture, il 3,1% in meno rispetto all'esercizio precedente. Fiat Chrysler Automobiles ha fatto peggio del mercato. A dicembre le immatricolazioni del gruppo sono state di poco inferiori alle 32mila unità, l'1,1% in meno rispetto allo stesso mese del 2017. Nell'intero 2018 Fiat Chrysler Automobiles ha immatricolato oltre 502mila vetture (-10,4% rispetto all'anno precedente). Di conseguenza, la quota di mercato di Fiat Chrysler Automobiles in Italia nell'intero 2018 si è ridotta al 26,3%.

 

In difficoltà le società del lusso, penalizzate dai timori di un rallentamento dell'economia cinese.

Spicca lo scivolone di Moncler (-4,63% a 27,81 euro).

 

È proseguito il rally della Juventus, dopo l'ingresso al FTSEMib e alle indiscrezioni di calciomercato. Il titolo della squadra bianconera ha registrato un progresso dell'1,03% a 1,182 euro.

 

Tiscali ha registrato un balzo del 17,7% a 0,0166 euro, dopo alcune sospensioni per eccesso di rialzo. La scorsa settimana la società telefonica aveva comunicato l’aggiornamento mensile sulla struttura patrimoniale del gruppo. A fine novembre 2018 l’indebitamento netto di Tiscali era sceso a 136,19 milioni di euro, rispetto ai 177,65 milioni del mese precedente. Il management ha precisato che le disponibilità liquide al 30 novembre 2018 hanno beneficiato dell’incasso della prima tranche prezzo prevista dall’accordo di cessione da parte della controllata Aria, per circa 52,3 milioni di euro.

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