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Draghi troppo cauto e le Borse crollano!

Il banchiere non ha fornito indicazioni sull’espansione nell’ammontare di acquisti di titoli. Sono scattate le vendite sui bancari. Pesanti ribassi anche per i petroliferi

di Edoardo Fagnani 3 dic 2015 ore 17:52

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta odierna con forti ribassi dopo le decisioni della BCE e le dichiarazioni di Mario Draghi. Francoforte e Parigi hanno perso oltre il 3%. La banca centrale europea ha deciso di tagliare di 10 punti base il tasso sui depositi, portandolo dal -0,2% al -0,3%. Confermato allo 0,05%, invece, il tasso di interesse di riferimento. Nel corso della consueta conferenza stampa di Mario Draghi a commento delle decisioni di politica monetaria il banchiere ha annunciato che il programma di riacquisto di titoli sarà esteso fino alla fine di marzo 2017 o oltre se fosse necessario. Al contrario, Draghi non ha fornito indicazioni sull’espansione nell’ammontare di acquisti di titoli. Sono scattate le vendite sui bancari. Pesanti ribassi anche per i petroliferi. Giornata positiva, invece, per Snam e Terna.
Il FTSEMib ha lasciato sul terreno lo 2,47% a 21.996 punti, il minimo di giornata. Male anche il FTSE Italia All Share che ha perso il 2,32% 23.763 punti. In flessione di oltre un punto percentuale il FTSE Italia Mid Cap (-1,37%) e il FTSE Italia Star (-1,21%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è balzato a 4,51 miliardi di euro, rispetto ai 2,4 miliardi di ieri. Su 340 titoli trattati, 253 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 74. Le restanti 13 azioni sono rimaste ferme sui valori di chiusura di ieri.
L’euro è balzato a oltre 1,09 dollari, in scia alle dichiarazioni di Mario Draghi.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

mercato3_3Sono scattate le vendite sui bancari.
La Popolare di Milano ha perso l’1,98% a 0,9175 euro. L’agenzia S&P ha migliorato di un livello il rating sulla solidità patrimoniale della banca, portandolo da "B+" a "BB-". Secondo gli esperti, l’annunciata operazione di trasformazione in società per azioni porterà un significativo miglioramento alla governance della banca. Le prospettive sul rating per i prossimi trimestri restano "stabili". Sempre S&P ha confermato il rating sulla solidità patrimoniale della Popolare dell’Emilia Romagna (-3,68% a 7,19 euro), fissato a "BB-". Gli esperti hanno migliorato da "stabili" a "positive" le prospettive sul rating per i prossimi trimestri.
In forte calo anche il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano ha registrato un ribasso del 2,6% a 1,422 euro.
In flessione di oltre due punti percentuali Unicredit (-2,38% a 5,34 euro) e IntesaSanpaolo (-2,91% a 3,132 euro).

Giornata positiva per Snam (+3,44% a 4,926 euro) e per Terna (+0,64% a 4,7 euro). I due titoli hanno beneficiato delle linee guida definite dell'Autorità per l'energia elettrica ed il gas per il calcolo delle tariffe per il periodo 2016/2021. I ritorni fissati sul capitale investito sono migliori delle attese. Intanto, gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno incrementato da 4,5 euro a 5 euro il target price su Snam, in seguito alla revisione dei parametri di valutazione dell’azienda. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio. Indicazione simile da Bernstein, che ha aumentato da 4,7 euro a 5,2 euro il prezzo obiettivo su Snam, in seguito al miglioramento della stima sull’utile per azione per il prossimo esercizio. Gli analisti hanno confermato il giudizio “Market perform” (neutrale). Citigroup, invece, ha ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo su Snam e su Terna, portandolo rispettivamente a 5,8 euro e a 5,5 euro, in seguito alle nuove linee guida definite dell'Autorità per l'energia elettrica ed il gas. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni di entrambe le aziende.

In rosso i petroliferi, dopo che a New York il prezzo del greggio è sceso a 40 dollari al barile.
Male ENI che ha terminato la giornata con un ribasso del 3,58% a 14,82 euro.
Saipem ha ceduto il 2,47% a 7,89 euro. Ieri, L’assemblea straordinaria dei soci ha deliberato di aumentare il capitale per un importo complessivo massimo di 3,5 miliardi di euro. I soci hanno fissato al 31 marzo 2016 il termine ultimo per dare esecuzione all’operazione. Il fondo statunitense Dodge & Cox, principale azionista privato con il 12,22% del capitale, ha approvato l’operazione. L’aumento di capitale è finalizzato a riequilibrare il rapporto tra patrimonio netto e posizione finanziaria netta, con l’obiettivo di conseguire l’indipendenza e l’autonomia finanziaria da ENI.
In forte ribasso Campari, che ha ceduto il 4,99% a 7,995 euro, penalizzata dal forte recupero dell’euro nei confronti del dollaro. Gli analisti di Jp Morgan hanno iniziato la copertura sulla società, fissando un prezzo obiettivo di 7,5 euro e un giudizio “Underweight” (sottopesare).

Fiat Chrysler Automobiles è scesa del 2,95% a 12,83 euro. L’assemblea degli azionisti del gruppo guidato da Sergio Marchionne, ha dato il via libera alla scissione delle attività di Ferrari.

Poste Italiane ha ceduto lo 0,42% a 7,14 euro. Il FTSE Italia Index Series Technical Committee ha comunicato che lunedì 21 dicembre la società guidata da Francesco Caio farà il suo ingresso nel paniere principale di Piazza Affari. Poste Italiane prenderà il posto di Ansaldo-STS. Intanto, Jp Morgan ha iniziato la copertura sulla matricola con un target price di 7,13 euro e un giudizio “Neutrale”.

IGD ha subito uno scivolone dell’8,06% a 0,901 euro. La società ha sottoscritto con UnipolSAI un accordo preliminare per l’acquisto dell’intero capitale della società Punta di Ferro, detenuto dalla compagnia assicurativa, per un corrispettivo pari a circa 127,9 milioni di euro. Inoltre, IGD ha concluso l’operazione di collocamento privato di complessive 56.689.342 azioni ordinarie di nuova emissione al prezzo di 0,882 euro, per un controvalore totale di circa 50 milioni di euro. Ieri il titolo aveva terminato la giornata a 0,98 euro. Le azioni di nuova emissione oggetto dell’offerta sono pari al 7,495% del capitale preesistente. L’aumento di capitale è finalizzato a finanziare parzialmente l’operazione di acquisizione della Galleria Commerciale “Punta di Ferro”.

Seduta nervosa per Fiera Milano, dopo i pesanti ribassi registrati nelle scorse tre sedute. Le azioni hanno guadagnato il 2,52% a 2,85 euro, mentre i diritti relativi all’aumento di capitale hanno perso il 5,98% a 0,31 euro.

Debutto positivo per Openjobmetis al segmento STAR. Le azioni della matricola hanno registrato un rialzo del 3,33% a 6,83 euro. Il titolo è stato collocato a 6,6 euro.

 

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