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Piazza Affari, il FTSEMib chiude in positivo

Chiusura negativa per il Monte dei Paschi di Siena e per Banca Carige, dopo la diffusione dei risultati semestrali. Ottima performance, invece, per Fiat Chrysler Automobiles

di Edoardo Fagnani 3 ago 2018 ore 17:51

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato l’ultima seduta della settimana con progressi frazionali. È rimasta alta la volatilità sullo spread tra Btp e bund con scadenza decennale: in mattinata il differenziale tra i due titoli ha toccato i 270 punti. Riflettori sempre puntati sui bancari, dopo i pesanti ribassi subiti ieri. Chiusura negativa per il Monte dei Paschi di Siena e per Banca Carige, dopo la diffusione dei risultati semestrali. Ottima performance, invece, per Fiat Chrysler Automobiles.

Il FTSEMib ha terminato la seduta con un progresso dello 0,8% a 21.587 punti (minimo di 21.324 punti, massimo di 21.694 punti), ma ha chiuso la settimana con un ribasso dell’1,68%. II FTSE Italia All Share ha guadagnato lo 0,72%. Chiusura positiva anche per il FTSE Italia Mid Cap (+0,3%) e il FTSE Italia Star (+0,18%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,38 miliardi di euro, rispetto ai 2,96 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 1.099.482.026 azioni (1.001.465.590 nella seduta di ieri). Su 379 titoli trattati, 190 hanno registrato una performance positiva, mentre i segni meno sono stati 152; invariate le restanti 37 azioni.

L’euro si è attestato a 1,16 dollari, mentre alle 17.30 il bitcoin si confermava sotto i 7.500 dollari (poco meno di 6.500 euro).

 

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andamento-borsa-positivoRiflettori sempre puntati sui bancari, dopo i pesanti ribassi subiti ieri.

Forte volatilità per il Monte dei Paschi di Siena, dopo la diffusione dei risultati semestrali. Il titolo ha registrato calo dell’1,74% a 2,43 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso in mattinata. Prima dell'apertura di Piazza Affari, l’istituto senese aveva comunicato i risultati del primo semestre del 2018, chiuso con un utile netto di 288,5 milioni di euro, rispetto al rosso di 3,24 miliardi contabilizzato nello stesso periodo dello scorso anno, in seguito a minori rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie. A fine giugno il Common Equity Tier1 Ratio era sceso al 13%, rispetto al 14,8% di inizio anno, in conseguenza all’aumento dello spread tra Btp e Bund. Alla stessa data i crediti deteriorati lordi del Monte dei Paschi di Siena erano pari a circa a 19,8 miliardi di euro, in flessione sia rispetto a fine dicembre 2017 (-23,1 miliardi di euro) che al 31 marzo 2018 (-22,8 miliardi di euro) essenzialmente per effetto del deconsolidamento delle posizioni a sofferenza oggetto di cessione. I vertici del Monte dei Paschi di Siena hanno precisato che prosegue la riduzione dei crediti deteriorati, dopo il completamento del processo di cartolarizzazione da 24,1 miliardi di euro secondo le tempistiche previste nel Piano di Ristrutturazione.

Seduta positiva per IntesaSanpaolo (+1,2% a 2,445 euro). Gli analisti di Société Générale hanno ridotto da 3,2 euro a 3 euro il target price sull’istituto guidato da Carlo Messina; tuttavia, gli esperti hanno migliorato il giudizio e ora consigliano l’acquisto delle azioni, dopo la brusca correzione subita dal titolo nel mese di maggio. Exane ha limato a 2,9 euro il prezzo obiettivo su IntesaSanpaolo, ma ha confermato il giudizio “Outperform”  (farà meglio del mercato).

UBI Banca ha registrato un rialzo del 2,11% a 3,528 euro. L’istituto ha terminato il primo semestre 2018 con un utile netto di 208,87 milioni di euro, rispetto ai 696,05 milioni contabilizzati nella prima metà del 2017. Il secondo trimestre del 2018 si è chiuso con un utile netto di 91,2 milioni di euro (117,7 milioni nei primi tre mesi), confermando le tendenze positive, sia in termini di ricavi che di costi, rilevate nel primo trimestre dell’anno. A fine giugno i crediti netti verso la clientela erano pari a 91,3 miliardi, in leggero aumento rispetto ai 91 miliardi di inizio anno. Alla stessa data lo stock di crediti deteriorati era pari a 12,01 miliardi in termini lordi (il 12,41% del totale crediti lordi) e a 7,14 miliardi in termini netti (il 7,82% dei totale crediti netti), risultando inferiori al dato di inizio 2018 (rispettivamente 12,41 miliardi lordi e 7,45 miliardi netti). UBI Banca ha segnalato che, alle attuali condizioni di mercato, la graduale crescita del margine di interesse è attesa proseguire anche nel secondo semestre 2018. Inoltre, il management ha segnalato che, in aggiunta alla cartolarizzazione - assistita da garanzia statale - di un portafoglio di sofferenze appena perfezionata, l'istituto prevede di realizzare una nuova operazione di cessione di sofferenze (senza cartolarizzazione) entro fine 2018/inizio 2019, che andrà nel senso di consentire il raggiungimento di un ratio di crediti deteriorati lordi inferiore al 10% in anticipo rispetto a quanto già comunicato. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 2 agosto AHL Partners ha incrementato dallo 0,69% allo 0,7% la posizione corta su UBI Banca. Anche AQR Capital Management e Marshall Wace hanno aumentato lo "short" sull'istituto, portandolo rispettivamente all'1,2% e al 2%. PDT Partners, invece, ha riaperto una posizione corta sulla banca con una quota dello 0,5%.

In rosso il BancoBPM (-0,83% a 2,5035 euro). Secondo quanto scritto su MF sarebbero due i gruppi selezionati dal BancoBPM per la cessione di un portafoglio di crediti deteriorati dell’istituto del valore nominale di circa 9,3 miliardi di euro. La prima cordata sarebbe composta da TPG, CRC, Davidson Kempner e Prelios; nella seconda, invece, ci sarebbero doBank e Fortress.

Mediobanca ha guadagnato l’1,64% a 8,826 euro. Secondo quanto scritto su La Repubblica il fondo attivista Elliott avrebbe rilevato uno quota del capitale di Mediobanca pari all’1%, con l’intento di incrementarla in futuro. L’obiettivo del fondo guidato da Paul Singer sarebbe quello di riformare la governance dell’istituto. Tuttavia, Elliott ha smentito queste indiscrezioni. Intanto, gli analisti di Banca IMI hanno ridotto da 10,9 euro a 10 euro il target price su Mediobanca, dopo la diffusione dei risultati dell’esercizio 2017/2018. Tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di aggiungere le azioni in portafoglio.

Prese di beneficio su Banca Carige, dopo il forte rialzo messo a segno nelle ultime sedute. Il titolo della banca ligure ha ceduto il 3,33% a 0,0087 euro. L’istituto ha comunicato i risultati del primo semestre del 2018, periodo chiuso con una perdita netta (esclusa la quota di terzi) di 20,5 milioni di euro, valore che si confronta con il rosso di 154,9 milioni contabilizzato nello stesso periodo dello scorso anno. Escludendo gli effetti straordinari derivanti dalle legacy del passato, il risultato del primo semestre 2018 sarebbe stato positivo per 20,2 milioni di euro ed allineato alle previsioni di piano industriale. A fine giugno gli impieghi alla clientela ammontavano a 17,2 miliardi di euro, in linea con il valore di inizio anno. Alla stessa data i crediti deteriorati lordi erano pari a 4,7 miliardi di euro, in diminuzione dell’1,2% rispetto ai livelli di dicembre 2017. Banca Carige ha segnalato che le attività di deleveraging in corso previste a piano, nonché le linee indicate con la NPE Strategy, consentiranno alla banca di superare i target BCE 2019 già a fine 2018.

 

Tenaris ha recuperato l’1,43% a 14,865 euro. Gli analisti di Mediobanca hanno alzato da 18,5 euro a 19,5 euro il prezzo obiettivo sulla società, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile netto per il triennio 2018/2020; gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato). Anche Kepler Cheuvreux ha incrementato il target price su Tenaris, portandolo da 13,5 euro a 14,5 euro in seguito alla revisione dei parametri di valutazione della società; gli esperti hanno limato le stime sull’utile per azione per il biennio 2018/2019, ma hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

 

Ottima performance per Fiat Chrysler Automobiles (+2,86% a 14,606 euro). Gli operatori collegano il rialzo del titolo alla proposta presentata dal Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti e dall’agenzia EPA (Environmental Protection Agency) per rivedere gli standard relativi alle emissioni previsti per il 2020. Inoltre, il gruppo automobilistico non sarebbe intenzionato ad apportare modifiche al progetto di separazione delle attività di Magneti Marelli.

 

Poste Italiane ha subito un calo dell’1,01% a 7,448 euro. Dopo la diffusione dei risultati semestrali gli analisti di Banca Akros hanno tagliato da 8,8 euro a 8,3 euro il target price sulla società, in seguito all’aumento del livello di rischio sul titolo, dopo l’allargamento dello spread tra Btp e bund; tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di accumulare le azioni in portafoglio.

 

Giornata volatile per ASTM (-2,41% a 22,3 euro) e per SIAS (+1,8% a 14,71 euro). Aurelia (holding finanziaria della famiglia Gavio) e Ardian (società di investimento privata che opera anche nel settore delle infrastrutture) hanno sottoscritto il contratto definitivo per sviluppare una partnership strategica destinata al rafforzamento del Gruppo ASTM/SIAS nel settore delle infrastrutture.

 

Pessima seduta per Safilo (-5,33% a 4,085 euro). Dopo la diffusione dei risultati semestrali il management ha rivisto le stime per i prossimi esercizi. Safilo prevede per il 2018 vendite nette in calo di circa il 3% a cambi costanti rispetto al 2017 e un margine EBITDA adjusted tra il 4% e il 5% dei ricavi (4,0% nel 2017). L’aggiornamento del Piano al 2020 prevede vendite nette in moderata crescita rispetto al 2018 e un forte recupero della marginalità principalmente attraverso un ridimensionamento della struttura dei costi.

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