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Male banche e STM. Balzo di Telecom Italia

Piazza Affari in territorio negativo. Sul listino di Milano male le banche e STM, protagonista di una trimestrale che non è piaciuta. Ottima performance, invece, per Telecom Italia

di Edoardo Fagnani 29 ott 2015 ore 17:40

Piazza Affari e le principali borse europee hanno chiuso in territorio negativo. Nella riunione di ieri la FED non ha modificato la propria politica monetaria. Tuttavia, la banca centrale statunitense ha anticipato che nella prossima riunione in programma per dicembre potrebbe valutare l’eventualità di aumentare i tassi di interesse. Oggi terminava la tre giorni di aste di titoli di stato italiani. In mattinata il Tesoro ha collocato due Btp per un ammontare di oltre 6,18 miliardi di euro: il rendimento del decennale è sceso sotto l’1,5%.
Sul listino di Milano male le banche e STM, protagonista di una trimestrale che non è piaciuta. Ottima performance, invece, per Telecom Italia. Negli Stati Uniti, intanto, la lettura del Pil del terzo trimestre ha deluso le attese.

Alla campana di fine contrattazioni il FTSEMib ha registrato un calo dell’1,07% a 22.443 punti, mentre il FTSE Italia All Share è sceso dello 0,89% a 24.108 punti. Intonazione positiva, invece, per il FTSE Italia Mid Cap (+0,46%) e il FTSE Italia Star (+0,3%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 3,55 miliardi di euro, rispetto ai 3,02 miliardi di ieri. Su 334 titoli trattati, 125 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre le performance negative sono state 188. Invariate le restanti 21 azioni.

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mercato-scende2Cali decisi per le banche. A pesare sul comparto l'ampia flessione di Deutsche Bank, che a Francoforte è stata protagonista di una seduta decisamente negativa. Il colosso tedesco ha chiuso lo scorso trimestre con un risultato che ha deluso le attese e dichiarato che taglierà il suo organico.
Tra i peggiori il Banco Popolare (-3,79%) e MPS (-3,51%).

STM è scesa del 4,98%,
dopo uno stop per eccesso di ribasso in avvio di giornata. Elevati i volumi sul titolo; alle 12.30 erano passate di mano quasi 9,9 milioni di azioni. Il gruppo italofrancese ha chiuso il terzo trimestre del 2015 con ricavi per 1,76 miliardi di dollari, in flessione del 6,5% rispetto agli 1,86 miliardi realizzati nello stesso periodo dello scorso anno. Escludendo gli effetti valutari negativi e i prodotti per la mobilità della generazione precedente, i ricavi netti sono diminuiti del 3,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La marginalità si è attestata al 34,8%, valore che si confronta con il 34,3% del terzo trimestre del 2014 e il 33,8% del secondo trimestre dell'anno in corso. I vertici di STM stimavano una marginalità nell'ordine del 35%. STM ha terminato il terzo trimestre del 2015 con un utile netto di 90 milioni di dollari, rispetto ai 72 milioni dello stesso periodo dello scorso esercizio. Per il trimestre in corso i vertici di STM prevedono un calo del fatturato su base sequenziale nell'ordine del 6%, mentre la marginalità dovrebbe collocarsi nell'intorno del 33,5%. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno tagliato da 8 dollari a 6,5 dollari il target price su STM, sulla possibilità di un pesante taglio alle stime sull’utile per azione per i prossimi esercizi; gli esperti hanno confermato l’indicazione di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio. Per lo stesso motivo S&P Equity ha sforbiciato a 6 euro il prezzo obiettivo sulla società, ribadendo l’indicazione di vendita delle azioni. Banca Akros, invece, ha peggiorato da “Accumulate” a “Neutrale” il giudizio sulla società, sulla base di un contesto competitivo più difficile; gli analisti hanno confermato il target price di 7,4 euro.

Tra i titoli in controtendenza spicca il forte rialzo di Telecom Italia
. Il titolo della compagnia telefonica ha guadagnato l’8,35%, dopo uno stop per eccesso di rialzo a metà mattinata. Balzo dei volumi sul titolo. Gli operatori segnalano le indiscrezioni relative all’ipotesi che Xavier Niel, fondatore del colosso internet francese Iliad, abbia acquistato una quota elevata del capitale di Telecom Italia.

ENI ha ceduto l’1,64%.
Il Cane a sei zampe ha chiuso i primi nove mesi del 2015 con ricavi pari a 64,79 miliardi di euro, in calo del 22,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile netto adjusted è sceso dell’83,7% a 530 milioni di euro mentre senza l’impatto dei conti di Saipem si sarebbe contratto del 75,6% a 759 milioni di euro. A fine settembre l’indebitamento finanziario netto era pari cresciuto a 18,41 miliardi di euro. Il management di Eni ha segnalato che l’outlook 2015 è caratterizzato dal rallentamento della crescita globale a causa della frenata dell’attività economica in Cina e in altre economie emergenti, che ha trainato al ribasso le quotazioni delle commodity.
Saipem in rosso, dopo aver terminato la seduta di ieri con un balzo del 10,9%. Il titolo ha segnato un calo del 4,46%. Non si sono fatte attendere le indicazioni degli analisti sul gruppo, dopo la diffusione dei risultati trimestrali. Société Générale ha tagliato da 9 euro a 7,1 euro il target price su Saipem; gli esperti hanno anche peggiorato il giudizio sul titolo e ora consigliano la vendita delle azioni. Al contrario, NatIxis ha incrementato da 7,5 euro a 9 euro il prezzo obiettivo sulla società, ribadendo il giudizio “Neutrale”.

Fiat Chrysler Automobiles ha perso l’1,63%.
Non si sono fatte attendere le indicazioni degli analisti sul gruppo guidato da Sergio Marchionne, dopo la diffusione dei risultati trimestrali. Gli analisti di Banca IMI hanno peggiorato il giudizio sul gruppo guidato dall’azienda, portandolo da “Buy” (acquistare) a “Add” (aggiungere); gli esperti hanno anche ridotto da 18,43 euro a 15,67 euro il prezzo obiettivo, segnalando che i risultati trimestrali sono inferiori alle attese. Equita sim ha tagliato da 17,7 euro a 17,2 euro il prezzo obiettivo su Fiat Chrysler Automobiles, anche se hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. Kepler Cheuvreux, invece, ha tagliato la stima sull’utile per azione della società automobilistica per l’esercizio in corso, sulla base di una trimestrale inferiore alle attese; gli analisti hanno confermato il target price di 15 euro e l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

CNH Industrial è scesa dello 0,89%
. La società ha chiuso i primi 9 mesi del 2015 con ricavi pari a 18,77 miliardi di dollari, in calo del 22,4% rispetto allo stesso periodo del 2014. L’utile netta di pertinenza della società è stato pari a 22 milioni di dollari, dai 627 di 12 mesi prima.
A fine settembre l’indebitamento netto industriale era pari a 3,4 miliardi di dollari dai 3 miliardi di dollari del 30 giugno 2015 e ai 2,7 miliardi di dollari di fine 2014. Il gruppo, a causa perdurare della debolezza della domanda principalmente nell’area latina-americana e al continuo rafforzamento del dollaro statunitense, ha rivisto al ribasso gli obiettivi relativi all’intero 2015. I ricavi delle attività industriali sono previsti tra i 25 e i 26 miliardi, con un margine operativo tra il 5,6% e il 6%. Per fine anno l'indebitamento netto industriale è previsto tra i 2,1 e i 2,3 miliardi di dollari.

Poste Italiane è scesa del 3,73% con volumi sostenuti
. La società guidata da Francesco Caio, che quota 6,45 euro, ha debuttato a Piazza Affari martedì 27 ottobre a un prezzo di 6,75 euro.

YOOX Net a Porter ha guadagnato l’1,38%
. Banca IMI ha incrementato da 29,4 euro a 32,89 euro il target price sulla società, apprezzando la recente integrazione tra YOOX e The Net a Porter Group; gli analisti hanno anche migliorato il giudizio sulla società e ora consigliano di aggiungere le azioni in portafoglio.

Banca Generali è salita dello 0,99%.
La società ha chiuso i primi 9 mesi del 2015 con un margine di intermediazione pari a 366,9 milioni di euro, in salita dell'11% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L’utile netto è stato pari a 166,1 milioni di euro, in crescita del 25,5% rispetto ai 132,4 milioni di utili dei primi 3 trimestri del 2014.
La raccolta netta nei nove mesi 2015 ha superato i 3 miliardi, in aumento del 24% rispetto al 2014 che aveva al suo attivo alcune voci non ricorrenti che ne sancirono il miglior risultato di sempre. Le masse totali sono cresciute del 17% a 39,3 miliardi di euro.

Biesse ha perso il 7,67%.
La società ha comunicato che l’azionista Bi.Fin ha completato il collocamento di complessive 2.044.500 azioni ordinarie, pari al 7,464% del capitale. Il collocamento, realizzato attraverso una procedura di accelerated bookbuilding rivolta a qualificati investitori istituzionali italiani ed esteri, si è chiuso con un prezzo finale pari a 14,8 euro per azione. Il corrispettivo complessivo lordo, quindi, è pari a circa 30,25 milioni di euro. Biesse aveva chiuso la seduta di ieri a 15,9 euro. 

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