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Banche protagoniste a Piazza Affari: bene Carige, male MPS

Borsa Italiana e le principali piazze europee hanno ripreso le contrattazioni dopo la lunga pausa per le festività pasquali con una seduta all’insegna dell’incertezza

di Edoardo Fagnani 29 mar 2016 ore 17:50

Borsa Italiana e le principali piazze europee hanno ripreso le contrattazioni dopo la lunga pausa per le festività pasquali con una seduta all’insegna dell’incertezza. In mattinata il Tesoro ha collocato un BOT semestrale per un ammontare di 6 miliardi di euro; il rendimento del titolo è negativo e pari al -0,05%. Bancari protagonisti di giornata (nel bene e nel male): spicca il forte rialzo di Banca Carige, mentre sul Monte dei Paschi di Siena hanno prevalso le vendite. Giornata decisamente negativa anche per Poste Italiane.
I principali indici di Borsa Italiana hanno oscillato intorno alla parità. Il FTSEMib ha terminato la giornata con un minimo progresso dello 0,03% a 18.172 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 18,031 punti e un massimo di 18.468 punti. Il FTSE Italia All Share è rimasto invariato. Segno meno, invece, per il FTSE Italia Mid Cap (-0,15%) e il FTSE Italia Star (-0,59%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2 miliardi di euro, rispetto ai 2,19 miliardi di giovedì. Su 326 titoli trattati, 140 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre le performance negative sono state 169. Invariate le restanti 17 azioni.
L’euro è risalito a 1,12 dollari.

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mercato4_1Bancari protagonisti di giornata (nel bene e nel male).
Banca Carige ha terminato la giornata con un progresso del 4,8% a 0,6 euro, dopo alcune sospensioni. L’istituto ligure ha puntualizzato che dal fondo Apollo sono arrivate in questi mesi due proposte, non vincolanti e confidenziali. La prima, in data 10 febbraio, conteneva un'offerta vincolante di acquisto del portafoglio di crediti "in sofferenza" del gruppo, compensandone gli effetti con un aumento di capitale da 625 milioni di euro. La seconda, in data 23 marzo, conteneva un'offerta vincolante di acquisto del portafoglio di crediti "in sofferenza" del gruppo, a condizioni riviste, compensandone gli effetti con un aumento di capitale da 550 milioni di euro, riservato a fondi riferibili ad Apollo per 500 milioni, e offerto in opzione per i restanti 50 milioni agli attuali azionisti. Banca Carige ha puntualizzato che su questa proposta deciderà il nuovo consiglio di amministrazione, che insedierà a valle dell'assemblea del prossimo 31 marzo. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 24 marzo Marshall Wace ha ridotto lo “short” su Banca Carige, portandolo dal 2,79% al 2,61%.
Segno meno per il Banco Popolare (-3,75% a 6,67 euro) e la Popolare di Milano (-3,64% a 0,648 euro). Gli analisti di Moody’s hanno dato parere positivo alla fusione tra i due istituti, aggiungendo che l’operazione può avvantaggiare l’intero sistema bancario italiano. Secondo gli operatori nel 2019 il nuovo soggetto bancario dovrebbe ottenere un utile netto di circa 900 milioni di euro. Inoltre, nel corso di un’intervista pubblicata su Il Sole24Ore nel week-end l’attuale numero uno del Banco Popolare, Pierfrancesco Saviotti, ha precisato che l’aumento di capitale da un miliardo di euro potrebbe essere suddiviso a metà tra emissione di nuove azioni e collocamento diretto a investitori istituzionali. Intanto, dopo l’annuncio del progetto di fusione tra i due istituti, Exane ha alzato a 1,15 euro il target price sulla Popolare di Milano, mentre ha sforbiciato a 11,8 euro il prezzo obiettivo sul Banco Popolare; gli esperti hanno confermato il rating “Outperform” (farà meglio del mercato) su entrambe le banche, ipotizzando che il nuovo soggetto possa arrivare a contabilizzare un utile netto nell’ordine del miliardo di euro. Inoltre, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 24 marzo Marshall Wace ha riaperto lo “short” sul Banco Popolare con una quota dello 0,64%.
In forte ribasso il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano ha subito una flessione del 4,78% a 0,538 euro. La banca senese ha smentito la notizia riportata da Il Fatto Quotidiano relativa ad una richiesta da parte della BCE all'istituto toscano per “un nuovo ulteriore aumento di capitale che potrebbe arrivare a 3 miliardi, in tempi non fulminei, ma verosimilmente entro l'anno”.
Intonazione negativa anche per Unicredit (-2,7% a 3,386 euro). Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 18 marzo BlackRock ha ridotto la partecipazione detenuta nel capitale dell’istituto, portandola dal 5,036% al 4,993%.

ENI invariata a 13,15 euro. L'agenzia Moody's ha abbassato il rating a lungo termine del Cane a sei zampe, portandolo a ‘"Baa1", dal precedente "A3"; il giudizio conferma il Cane a sei zampe tra gli emittenti non speculativi. Le prospettive sul rating per i prossimi trimestri sono "stabili". Intanto, secondo quanto riportato dalla stampa nel week-end, Exxon Mobil avrebbe intavolato delle trattative con il Cane a sei zampe per rilevare una quota del 20% dell’Area 4 di Rovuma, in Mozambico. I vertici di ENI non hanno voluto confermare queste indiscrezioni. Inoltre, il colosso petrolifero ha ottenuto l’assegnazione di una nuova licenza esplorativa, denominata Cape Three Points Block 4, nel prolifico bacino del Tano, nell’offshore del Ghana. Questa acquisizione rafforza ulteriormente la posizione della società nell’offshore ghanese.
Performance decisamente negativa per Saipem. La società di ingegneristica ha lasciato sul terreno il 5,25% a 0,33 euro.
Chiusura positiva per Enel (+1,59% a 3,972 euro). Gli analisti di UBS hanno alzato il target price sul colosso elettrico, portandolo da 4,85 euro a 5 euro, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il triennio 2017/2019; gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.

Poste Italiane ha registrato una flessione dell’1,71% a 6,625 euro. Secondo quanto riportato dalla stampa nel week-end il Tesoro starebbe valutando di mettere sul mercato il 30% del capitale della società guidata da Francesco Caio entro la fine del 2016. Agli attuali livelli di prezzo il ministero dell’economia e delle finanze incasserebbe circa 2,4 miliardi di euro. L’operazione, che necessiterebbe di un decreto del governo per poter essere effettuata, porterebbe la quota del Tesoro dall’attuale 65% al 35%.

In ribasso anche CNH Industrial (-1,07% a 6,005 euro). L’azienda ha deciso di contabilizzare un accantonamento in merito a un'indagine condotta sulla controllata Iveco dalla Commissione Europea, in relazione a presunte condotte anti-competitive nell’Unione Europea. La società metterà a bilancio un accantonamento (che non dovrebbe essere deducibile fiscalmente) di 500 milioni di dollari (pari a 450 milioni di euro) nel primo trimestre del 2016.
EXOR ha guadagnato l’1,28% a 30,75 euro. Gli analisti di Equita sim hanno alzato da 33 euro a 33,5 euro il target price sulla holding di Casa Agnelli, in seguito all’incremento della valutazione di Almacantar; gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

Moncler ha guadagnato l’1,17% a 14,72 euro. Il colosso dei piumini, attraverso la controllata rumena Industries Yield, ha finalizzato il processo di costituzione di un’unità produttiva in Romania, attraverso l'assunzione di circa 600 dipendenti. L'operazione prevede un investimento complessivo di circa 5 milioni di euro, oltre a quanto già realizzato nel 2015 per 1,5 milioni, e comprende gli ulteriori investimenti in nuove tecnologie industriali e produttive previsti nei prossimi mesi.

Borsa Italiana ha comunicato che le azioni ordinarie Olidata sono sospese dalle negoziazioni a tempo indeterminato. Venerdì il consiglio di amministrazione ha constatato che è venuto meno il presupposto di continuità aziendale della società alla base del progetto di bilancio dell'esercizio 2015 e, conseguentemente, ha accertato la causa di scioglimento.

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