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Piazza Affari affonda: FTSEMib sotto i 23mila punti!

Borse penalizzate dal dato preliminare sul Pil statunitense nel primo trimestre del 2015, che è risultato peggiore delle attese degli analisti. Male banche e FCA

di Edoardo Fagnani 29 apr 2015 ore 17:40

Seduta decisamente negativa per Piazza Affari e per le principali borse europee, penalizzate dal dato preliminare sul Pil statunitense nel primo trimestre del 2015, che è risultato peggiore delle attese degli analisti. Oggi è terminata la tre giorni di aste di titoli di stato italiani. In mattinata il Tesoro ha collocato due Btp con scadenza a 5 e 10 anni per un ammontare di 6 miliardi di euro. Il rendimento del decennale è salito all’1,4%. In generale flessione gli istituti popolari. Vendite su ENI, dopo la diffusione dei risultati trimestrali. Pesante ribasso per Fiat Chrysler Automobiles. Da segnalare il rialzo messo a segno da Tiscali.
Il FTSEMib ha registrato uno scivolone del 2,28% a 22.996 punti, il minimo di giornata. Male anche il FTSE Italia All Share che è sceso del 2,22% a 24.564 punti. In calo di quasi due punti percentuali il FTSE Italia Mid Cap (-1,82%) e il FTSE Italia Star (-1,7%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 4,06 miliardi di euro, rispetto ai 3,47 miliardi di ieri. Su 345 titoli trattati, 278 hanno terminato la giornata con un segno meno, mentre i rialzi sono stati 52. Invariate le restanti 15 azioni.
L’euro ha sfiorato gli 1,12 dollari, prima delle decisioni della FED in materia di politica monetaria. L’oro si è confermato a 1.210 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

mercato_rosso_1Pioggia di vendite sui bancari.
In generale flessione gli istituti popolari. Secondo le analisi elaborate da Boston Consulting e da Bernstein le fusioni più probabili tra banche del settore rimangono tre: quella tra il Banco Popolare (-3,68% a 13,88 euro) e la Popolare di Milano (-3,62% a 0,9065 euro), quella tra UBI Banca (-3,18% a 7 euro) e Monte dei Paschi di Siena (-3,96% a 0,546 euro), quella tra Veneto Banca e Popolare di Vicenza.
In forte ribasso anche IntesaSanpaolo (-2,91% a 2,998 euro) e Unicredit (-2,15% a 6,36 euro).
Banca Carige ha limitato il calo allo 0,14% a 0,0729 euro. L’agenzia Moody’s ha confermato il rating “Caa1” sulla solidità patrimoniale dell’istituto ligure, dopo l’ok dei soci all’aumento di capitale da 850 milioni di euro. Tuttavia, il giudizio classifica Banca Carige tra gli emittenti speculativi. Le prospettive sul rating per i prossimi esercizi sono “positive”.
Mediolanum ha ceduto il 4,5% a 7,755 euro. La compagnia che fa capo alla famiglia Doris ha chiuso il primo trimestre del 2015 con un utile netto consolidato di 137,4 milioni di euro, in salita del 70% rispetto al risultato dello stesso periodo dell’anno scorso. A fine marzo il Common Equity Tier 1 Ratio risultava pari al 18,5%.

Intonazione negativa per Saipem (-2,28% a 11,98 euro). La società ha comunicato di aver ricevuto un atto di citazione dinanzi al Tribunale di Milano da 64 investitori che chiedono il risarcimento di circa 174 milioni di euro di danni a fronte di acquisti di azioni Saipem nel periodo dal 13 febbraio 2012 al 14 giugno 2013. Saipem ha valutato le richieste pervenute ritenendole non fondate.
ENI ha ceduto l’1,5% a 17,12 euro. Il Cane a sei zampe ha chiuso il primo trimestre del 2015 con ricavi per 23,79 miliardi di euro, in flessione del 18,5% rispetto ai 29,2 miliardi ottenuti negli stessi mesi dello scorso anno. Il risultato è stato penalizzato dal forte calo subito dal prezzo del brent, mentre la produzione di idrocarburi è aumentata a quasi 1,7 milioni di barili equivalenti al giorno. In forte calo anche l’utile netto adjusted, che si è ridotto da 1,19 miliardi a 648 milioni di euro (-45,6%). A fine marzo l’indebitamento netto è cresciuto a 15,14 miliardi di euro, rispetto ai 13,69 miliardi di inizio anno. Lo scorso trimestre le attività operative hanno generato un flusso di cassa di 2,3 miliardi di euro, mentre gli investimenti tecnici sono stati pari a 2,9 miliardi di euro. Il management prevede che, per effetto della gestione industriale e di portafoglio, il rapporto tra indebitamento netto e coperture a fine 2015 rimarrà entro il limite di 0,30. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di S&P Capital hanno alzato da 14 euro a 15,5 euro il target price su ENI. Tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di vendita delle azioni.
Enel ha subito un ribasso del 2,26% a 4,236 euro. Il colosso elettrico ha comunicato che i consigli di amministrazione delle controllate Enersis, Endesa Cile e Chilectra hanno deliberato di avviare l'analisi di una riorganizzazione societaria volta a separare le attività di generazione e distribuzione di energia elettrica svolte in Cile da quelle sviluppate in altri Paesi dell'America Latina. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 22 aprile People’s Bank of China ha ridotto la partecipazione detenuta nel capitale di Enel, portandola dal 2,071% all’1,98%. Il giorno prima lo stesso istituto cinese ha ridotto dal 2,01% all’1,984% la quota nel capitale di Terna (-1,77% a 4,216 euro).

Generali ha ceduto l’1,33% a 17,08 euro. Société Générale ha alzato da 16 euro a 18 euro il target price sulla compagnia assicurativa, in seguito alla revisione della valutazione del comparto in Europa. Gli esperti hanno anche migliorato da “Sell” (vendere) a “Hold” (mantenere) il giudizio.

Fiat Chrysler Automobiles ha perso il 4,65% a 14,15 euro. In giornata si sono riuniti i vertici della società guidata da Sergio Marchionne per l’esame dei risultati del primo trimestre del 2015, chiuso con ricavi pari a 26,4 miliardi di euro, in crescita del 19% dai 22,1 miliardi di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato finale è stato positivo per 78 milioni di euro, rispetto alla perdita di 189 milioni di euro del primo trimestre 2014. I vertici del gruppo hanno confermato i target per l’intero 2015. Per l’intero anno la società punta a consegnare tra i 4,8 e i 5 milioni di veicoli, registrare ricavi per circa 108 miliardi di euro e un reddito operativo adjusted tra i 4,1 e i 4,5 miliardi di euro. Nella conference call a commento dei risultati trimestrali il numero uno di Fiat Chrysler Automobiles, Sergio Marchionne, ha precisato che la quotazione della Ferrari avverrà nel terzo trimestre dell’anno.

Mediaset è scesa del 3,14% a 4,526 euro. Nel corso dell’assemblea degli azionisti che ha approvato il bilancio del 2014, il presidente del gruppo del Biscione, Fedele Confalonieri, ha dichiarato che il gruppo ha le disponibilità finanziarie per investire, anche all’estero. Inoltre, il presidente di Publitalia, Giuliano Adreani, ha comunicato che la concessionaria del gruppo del Biscione ha chiuso il primo trimestre 2015 con ricavi pubblicitari televisivi in calo dell'1,6% rispetto allo stesso periodo del 2014.

Finmeccanica ha perso il 3,95% a 11,2 euro. L’agenzia S&P ha confermato il rating “BB+” sul debito a lungo termine della società aerospaziale. Il giudizio conferma l’azienda tra gli emittenti speculativi. Tuttavia, gli esperti hanno migliorato le prospettive sul rating per i prossimi trimestri, portandole da “Negative” a “Stabili”.

Tiscali ha messo a segno un rialzo dell’1,04% a 0,0677 euro. La compagnia sarda si è aggiudicata la gara, indetta da Consip, per l’affidamento dei servizi di connettività della Pubblica Amministrazione nell’ambito del Sistema Pubblico di Connettività, offrendo il miglior prezzo totale globale ponderato.

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