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Piazza Affari in rosso: esordio negativo per Poste Italiane

Buoni i volumi sul titolo: nella seduta odierna sono passate di mano oltre 106 milioni di azioni. Pesanti ribassi per i petroliferi e CTI BioPharma

di Edoardo Fagnani 27 ott 2015 ore 17:51

Poste Italiane protagonista di giornata a Piazza Affari. Il titolo ha chiuso la prima seduta sul mercato azionario italiano con un ribasso dello 0,74% a 6,7 euro. Buoni i volumi sul titolo: nella seduta odierna sono passate di mano oltre 106 milioni di azioni. Le azioni erano state collocate a 6,75 euro per azione, a metà della forchetta indicata inizialmente dal Tesoro. Il Ministero dell’economia e delle finanza potrebbe incassare fino a 3,36 miliardi di euro, in caso di esercizio integrale della greenshoe.

QUOTAZIONE POSTE ITALIANE

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta odierna con gli indici in territorio negativo. Oggi è iniziata la tre giorni di aste di titoli di stato italiani. In mattinata il Tesoro ha collocato CTZ per un ammontare massimo di 1,75 miliardi di euro; il rendimento del titolo è sceso allo 0,023%. Vendite sui petroliferi, dopo che a New York il prezzo del greggio è tornato sotto i 44 dollari al barile. Male anche Luxottica e Astaldi. CTI BioPharma ha terminato la giornata con un ribasso a due cifre.
Il FTSEMib ha registrato un calo dell’1,15% a 22.370 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha ceduto l’1,1%. In rosso anche il FTSE Italia Mid Cap (-0,88%) e il FTSE Italia Star (-0,9%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 3,4 miliardi di euro, rispetto ai 2,29 miliardi di ieri. Su 334 titoli trattati, 201 hanno terminato la giornata con il segno meno, mentre i rialzi sono stati 104. Invariate le restanti 29 azioni.
L’euro si è portato sotto gli 1,105 dollari. L’oro è risalito a 1.165 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

mercato_negativo2Vendite sui petroliferi, dopo che a New York il prezzo del greggio è tornato sotto i 44 dollari al barile.
ENI ha perso il 2,68% a 14,89 euro. Gli operatori ritengono che il titolo del Cane a sei zampe sia stato penalizzato anche dalle voci relative alla possibilità che il governo kazako possa comminare una multa di 2 miliardi di dollari alla joint-venture tra la stessa ENI e BG Group attiva su uno dei maggiori giacimenti dello stato. Intanto, gli analisti di Saxo Bank ritengono che, per poter recuperare redditività, ENI dovrà mostrare capacità nella rinegoziazione dei contratti di fornitura di gas, nella ristrutturazione e/o conversione della capacità produttiva legata al ciclo del petrolio per garantire efficienza dei costi e ottimizzazione del margine operativo.
Performance peggiore per Saipem (-3,39% a 7,99 euro). In giornata si sono riuniti i vertici dell’azienda per esaminare i risultati dei primi nove mesi del 2015. Intanto, secondo quanto scritto su La Repubblica, il fondo FSI potrebbe rilevare da ENI il 15% del capitale di Saipem. Il fondo che fa capo alla Cassa Depositi e Prestiti potrebbe investire circa 1,07 miliardi di euro.
Andamento contrastato per Enel (-1,8% a 4,154 euro) ed Enel Green Power (+3,42% a 1,934 euro). In relazione alle indiscrezioni recentemente comparse sugli organi di stampa, le due società hanno comunicato che i rispettivi consigli di amministrazione hanno avviato l'esame di un'ipotesi di integrazione societaria delle attività di Enel Green Power all'interno di Enel. Questa ipotesi di integrazione non prevede l'effettuazione di alcuna offerta pubblica di acquisto e/o di scambio avente ad oggetto azioni Enel Green Power da parte di Enel.

Qualche spunto interessante tra i bancari.
Unicredit ha registrato un calo dell’1,16% a 5,96 euro. Secondo quanto riportato dalle agenzie la Consob avrebbe acceso un faro sulla vicenda che coinvolge l’istituto. Come confermato dal presidente della commissione, Giuseppe Vegas, l'organo di controllo della borsa e dei mercati finanziari avrebbe chiesto chiarimenti alla banca guidata da Federico Ghizzoni sulla vicenda Palenzona.
Mediobanca ha guadagnato lo 0,22% a 9,15 euro. In giornata si sono riuniti i vertici dell’istituto di Piazzetta Cuccia per l’esame dei risultati del primo trimestre 2015/2016. Intanto, il numero uno di Mediobanca, Alberto Nagel, ha dichiarato che l’istituto potrebbe procedere con altre acquisizioni nel settore del credit asset management dopo aver rilevato il 51% di Cairn Capital.

Luxottica ha lasciato sul terreno il 4,2% a 62,8 euro. La società ha chiuso i primi nove mesi del 2015 con un fatturato adjusted pari a 9,85 miliardi di euro, in crescita del 19,7% (o del 6,4% a cambi costanti) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile netto adjusted ha toccato i 743 milioni di euro, in salita del 29,7% rispetto ai primi nove mesi del 2014. I vertici hanno deciso di confermare le loro attese sui conti dell’intero 2015. Il gruppo prevede che i trend positivi di crescita organica possano proseguire anche nel prossimo anno, con un incremento degli utili superiore alle vendite. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Barclays hanno alzato da 65 euro a 70 euro il target price su Luxottica, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2015/2016. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Overweight” (sovrappesare).

Buzzi Unicem ha perso il 3,43% a 15,47 euro. Bernstein ha alzato da 18,4 euro a 19,7 euro il target price sulla società. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato). Indicazione simile da Berenberg, che ha aumentato da 10,6 euro a 11,8 euro il prezzo obiettivo su Buzzi Unicem, in seguito al miglioramento delle stime sulla redditività per il biennio 2015/2016. Tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di vendita delle azioni.

Atlantia ha ceduto lo 0,59% a 25,1 euro. Gli analisti di Société Générale hanno alzato da 21,9 euro a 26,3 euro il target price sulla concessionaria autostradale, apprezzando la politica dei dividendi dell’azienda. Tuttavia, gli esperti hanno peggiorato da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere) il giudizio, in seguito al rialzo messo a segno dal titolo nelle ultime settimane.

Yoox Net a Porter è salita dell’1,69% a 29,47 euro. Gli analisti di Goldman Sachs hanno inserito la società nella propria lista di titoli europei preferiti. Gli esperti hanno fissato un prezzo obiettivo di 45 euro.

Anche oggi in forte ribasso Astaldi (-9,31% a 7,545 euro). La società ha smentito che l'amministratore delegato, Stefano Cerri, possa lasciare la carica della scadenza naturale del suo mandato. Intanto, dalle comunicazioni di Internal Dealing diffuse da Borsa Italiana si apprende che nelle sedute del 20 e 21 ottobre Stefano Cerri ha venduto 320.635 azioni della società a prezzi compresi tra i 9,01489 euro e i 9,05403 euro. Il manager ha incassato oltre 2,9 milioni di euro. Sempre dalle comunicazioni di Internal Dealing diffuse da Borsa Italiana si apprende che il 26 ottobre Fin.Ast srl, l’azionista di riferimento di Astaldi, ha acquistato 100.000 azioni della società a un prezzo di 8,3406 euro. Il socio ha speso oltre 834mila euro. Intanto, gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno tagliato da 10,5 euro a 8,5 euro il target price su Astaldi, ipotizzando le dimissioni dell’amministratore delegato, Stefano Cerri, sulla base delle recenti vendite di azioni operate dal manager. Gli esperti hanno anche peggiorato da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere) il giudizio.

CTI BioPharma ha registrato uno scivolone del 14,6% a 1,298 euro. La società biotech ha fissato il prezzo dell’offerta sottoscritta al pubblico di 50.000 di azioni privilegiate della Serie N-1, offerte al pubblico a un prezzo unitario di 1.000 dollari. Ciascuna azione, è convertibile in qualunque momento e a discrezione del titolare, in circa 800 azioni ordinarie, al prezzo di conversione di 1,25 dollari per azione ordinaria, per un ammontare totale di circa 40.000.000 di azioni ordinarie. Le azioni privilegiate verranno convertite automaticamente in azioni ordinarie al verificarsi di alcune circostanze. La società biotech prevede di raccogliere 50 milioni di dollari, cifra alla quale andranno dedotti gli sconti e le commissioni riconosciuti per la sottoscrizione e la stima di altre spese legate all’offerta.

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